Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Auto e Motori » Mercato Auto, febbraio vola +14,3%: boom elettriche e noleggio

Mercato Auto, febbraio vola +14,3%: boom elettriche e noleggio

Mercato Auto, febbraio vola +14,3%: boom elettriche e noleggio
Acea auto

Febbraio: auto +14,3% e spinta da noleggio breve e auto-immatricolazioni. CO2 giù a 110 g/km.

Con 20 giorni lavorativi, gli stessi di febbraio 2025, il mercato chiude il mese con un segnale che in molti aspettavano: le Passenger Cars accelerano a +14,3%, pari a circa 20.000 unità in più mese su mese. È un risultato nettamente positivo, che sposta l’attenzione dalla semplice domanda “quanto cresce” a quella più delicata: chi sta comprando e che tipo di immatricolazioni stanno gonfiando (o sostenendo) il dato.

La prima risposta arriva dai canali. Le immatricolazioni dei privati tornano finalmente in territorio positivo (+9,5%), ma restano sotto la media del mercato: segno che la ripresa non è ancora “piena” nella domanda retail, quella che rende strutturale la crescita. A spingere davvero il mese sono soprattutto due leve: l’esplosione del noleggio a breve termine, più che raddoppiato (con oltre 9.000 targhe aggiuntive), e la crescita delle auto-immatricolazioni delle Case e delle reti ufficiali (+24,9%), in particolare quelle registrate “uso noleggio” (+182%). Al contrario, l’accelerazione delle immatricolazioni aziendali dirette è modesta e il noleggio a lungo termine resta sostanzialmente stabile.

In chiave economica, il mix è determinante: quando crescono in modo così marcato rent-a-car e auto-immatricolazioni, aumenta la probabilità di un mercato “anticipato” (targhe oggi, vendita/rotazione domani), con effetti su stock, remarketing e pressione promozionale nei mesi successivi. È un tema da monitorare perché incide direttamente su margini e valore residuo, oltre che sulle dinamiche di prezzo nel nuovo e nell’usato.

Sul fronte delle alimentazioni, febbraio consegna un altro messaggio chiaro: la transizione avanza soprattutto dove conviene e dove i canali la spingono. Le elettriche pure segnano un balzo +82%, le ibride continuano a macinare volumi: le full hybrid crescono del +40% e le plug-in hybrid addirittura del +101%. Le benzina nel complesso salgono del +13%, ma il vero motore è la componente mild hybrid (+38%), che continua a essere la tecnologia “ponte” più facile da assorbire per listini e clienti.

Dall’altra parte, il mercato scarica le alimentazioni in difficoltà: le diesel arretrano ancora (-13%, mild incluse) e il colpo più duro lo incassano le auto a gas. Le GPL crollano del -43% e, soprattutto, dimezzano la loro quota di mercato: dal 10% circa al 5%. Questo cambio di mix non è solo statistica: è un segnale di riposizionamento dell’offerta e di ridisegno del “carrello” dell’automobilista medio, con impatti su rete, post-vendita e strategie di prezzo.

Capitolo brand: in un mese di mercato già brillante, spicca la performance di Fiat, che cresce del +44,4%, circa tre volte la media. La Pandina resta su livelli elevati (+6% con oltre 12.600 immatricolazioni), ma il dato che sposta gli equilibri è l’accelerazione della Grande Panda, che arriva a 5.000 unità/mese e conquista il terzo posto assoluto tra i modelli più venduti. Nel perimetro Stellantis (+27,7%) si conferma forte anche Jeep Avenger (seconda assoluta, +26%) e sorprende Leapmotor T03, che sfiora per la prima volta il podio con 4.800 targhe mensili.

Se le auto corrono, i Light Commercial Vehicles restano invece in affanno: febbraio è sostanzialmente in linea con l’anno prima (-2,6%, cioè 379 unità in meno) e il primo bimestre chiude a -4,6%. I segnali per il canale “privati” (ditte, artigiani, professionisti) non mostrano recupero: volumi stabili, acquisti diretti societari in condizioni simili e noleggio in flessione (-10% il lungo termine, -33% il breve). A crescere, ma di appena 200 unità, sono solo le auto-immatricolazioni: un rimbalzo troppo debole per parlare di inversione.

Infine, la variabile che torna a fare rumore, anche se formalmente “rimandata”, è il conto CO₂. Sulla base delle immatricolazioni effettive per canale, alimentazione e marca, gli OEM del mercato Italia (Passenger Cars) avrebbero già accumulato nel bimestre sanzioni virtuali verso l’UE per quasi mezzo miliardo di euro. La CO₂ media scende a 110 g/km, aiutata dal numero di elettriche e plug-in immatricolate: oltre 46.000 unità su poco più di 302.000. Ma il target medio resta distante: 93,6 g/km. Nei veicoli commerciali leggeri la fotografia è perfino più critica: sanzioni virtuali per quasi 70 milioni e CO₂ media che sale a 181 g/km, cioè 27 grammi sopra il target annuo di 153,9 g/km.

Tradotto: febbraio fotografa un mercato auto in crescita, ma trainato da canali “non retail” e da un mix che spinge elettrificato e ibrido. E mette sul tavolo una domanda inevitabile per il 2026-2027: quanto di questa dinamica è sostenibile senza una ripresa più robusta dei privati e senza un’accelerazione strutturale del parco a basse emissioni, soprattutto nei veicoli commerciali.