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Non solo heritage: perché Opel entra in Formula E adesso

Non solo heritage: perché Opel entra in Formula E adesso

Opel debutterà in Formula E dal 2026/27: il motorsport diventa la leva per rendere più forte GSE e più credibile la svolta elettrica del marchio. 

Opel non entra in Formula E per celebrare il passato. Ci entra perché ha bisogno di rendere il proprio futuro elettrico più riconoscibile, più desiderabile e più credibile. Il debutto dalla stagione 2026/27 con l’Opel GSE Formula E Team segna un cambio di passo vero: il motorsport non è più soltanto un elemento di racconto, ma diventa uno strumento industriale e d’immagine per dare peso alla trasformazione del marchio. 

La chiave è tutta qui. Per anni Opel ha usato le competizioni come palestra tecnica e come patrimonio identitario. Adesso cambia scala. La Formula E coincide infatti con l’arrivo della nuova era GEN4, che dal 2026/27 porterà in pista monoposto con fino a 600 kW in qualifica e Attack Mode, trazione integrale permanente e una capacità di recupero energetico fino a 700 kW. Opel ha scelto il momento in cui la categoria può diventare molto più rilevante anche per il messaggio tecnologico che un costruttore vuole trasferire fuori dalla pista. 

Il punto, quindi, non è soltanto la corsa. È la sigla GSE. Opel sta provando a trasformarla nel volto sportivo della sua gamma elettrica: il legame con la nuova Mokka GSE è già esplicito, mentre il costruttore ha indicato che altri modelli GSE arriveranno nel 2026. In questa logica la Formula E serve a dare autorevolezza a un badge che, da solo, rischierebbe di restare confinato al marketing di prodotto. Con il Mondiale elettrico, invece, GSE acquista un contesto tecnico, agonistico e internazionale. 

È questo il motivo per cui la notizia pesa anche oltre Opel. Nel mercato europeo l’elettrico non è più una nicchia da pionieri: nei primi due mesi del 2026 le auto a batteria hanno raggiunto il 18,8% del mercato UE, mentre ibride ed elettrificate hanno continuato a guadagnare terreno e, su scala europea più ampia, i modelli elettrificati hanno rappresentato circa due terzi delle immatricolazioni di febbraio. In uno scenario simile, non basta più avere auto elettriche in listino: bisogna costruire identità, linguaggio e desiderabilità. Ed è esattamente quello che Opel sta provando a fare. 

Dentro Stellantis, la scelta racconta anche qualcosa di più profondo. A fine 2024 il CEO Florian Huettl aveva ribadito che Opel avrebbe mantenuto una linea chiara verso l’elettrificazione e che il marchio puntava a una gamma pienamente elettrica al prossimo ciclo prodotto. L’ingresso in Formula E rafforza quel posizionamento: tra i brand del gruppo, Opel vuole restare uno di quelli più leggibili sul fronte della transizione, con un’identità tedesca, europea e tecnologica. 

Per questo il riferimento ai 125 anni di motorsport va letto nel modo giusto. La prima vittoria ufficiale Opel risale al 31 marzo 1901, quando Heinrich Opel conquistò la cronoscalata del Königstuhl con una Motorwagen modificata. Il marchio usa quell’anniversario come ponte narrativo, ma la mossa vera è un’altra: prendere un’eredità sportiva lunga oltre un secolo e usarla per giustificare un nuovo posizionamento elettrico, non per rifugiarsi nella nostalgia. 

Anche il percorso che ha portato fin qui non è casuale. Opel arriva in Formula E dopo cinque anni di attività nel rally elettrico monomarca e dopo aver spinto la Mokka GSE Rally, sviluppata secondo i nuovi regolamenti FIA eRally5, con 207 kW di potenza. In altre parole, il costruttore non sta aprendo una parentesi estemporanea: sta salendo di livello dopo aver costruito una base tecnica e di immagine già coerente con la sua strategia. 

Il cambiamento vero, allora, è questo: Opel non vuole più che l’elettrico sia percepito come un obbligo regolatorio o una semplice conversione di gamma. Vuole farne un racconto di performance, carattere e ambizione. La Formula E diventa il posto dove questa ambizione può essere mostrata in modo diretto, molto più di quanto possano fare una campagna pubblicitaria o una scheda tecnica. Per un marchio generalista, è una scommessa forte: trasformare la competizione in un acceleratore di reputazione. 

In sintesi, Opel non sta solo aggiungendo una voce al suo curriculum sportivo. Sta usando la pista per ridefinire il proprio profilo nel mercato elettrico europeo. E questa, più della celebrazione dei 125 anni, è la vera notizia: la casa di Rüsselsheim ha deciso che il prossimo capitolo della sua identità non si scriverà nei musei, ma nel posto in cui oggi conta di più per chi vuole vendere elettrico con personalità, cioè nel motorsport globale

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