Piaggio chiude il primo trimestre 2026 con più veicoli venduti, margini elevati e ricavi penalizzati da cambi e dazi.
Piaggio chiude il primo trimestre 2026 con un segnale industriale importante: i veicoli venduti nel mondo tornano a crescere, ma il conto economico resta condizionato da cambi sfavorevoli, tensioni geopolitiche, dazi e consumi ancora prudenti in diversi mercati. È una fotografia utile non solo per leggere l’andamento del gruppo di Pontedera, ma anche per capire la fase attraversata dall’intero settore due ruote e mobilità urbana, dove la domanda non si muove in modo uniforme e la difesa dei margini pesa quanto la crescita dei volumi.
Nei primi tre mesi dell’anno il Gruppo Piaggio ha venduto 108.400 veicoli, in aumento dell’1,5% rispetto ai 106.800 del primo trimestre 2025. Il dato segna una discontinuità rispetto ai trimestri precedenti, quando il rallentamento della propensione ai consumi aveva inciso in modo più marcato. La crescita dei volumi, però, non si traduce in un aumento dei ricavi a cambi correnti: il fatturato consolidato si è attestato a 341,7 milioni di euro, in calo del 7,8% rispetto ai 370,7 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. A cambi costanti, invece, i ricavi sarebbero stati pari a 364,9 milioni, con una flessione più contenuta dell’1,6%.
Il punto centrale è proprio il cambio valutario. Il rafforzamento dell’euro ha penalizzato le vendite realizzate in aree come India, America e Asia, riducendo il valore riportato a bilancio. Per una società sempre più internazionale, con presenza industriale e commerciale distribuita su più continenti, l’effetto cambi diventa una variabile decisiva. La strategia indicata dall’amministratore delegato Michele Colaninno resta quella di proseguire con l’internazionalizzazione e con siti produttivi collocati nei mercati dove il potenziale di crescita appare più solido.
Sul fronte della redditività, Piaggio mostra una tenuta significativa. L’EBITDA consolidato è sceso a 57,5 milioni di euro, contro i 62 milioni del primo trimestre 2025, ma il margine percentuale è salito al 16,8%, uno dei livelli più elevati degli ultimi anni. È un dato che conta perché arriva senza aumenti dei listini e con livelli di magazzino mantenuti sotto controllo presso le reti distributive. La difesa della marginalità è passata soprattutto dalla gestione delle materie prime, dei costi di distribuzione e delle spese operative, ferme a 88 milioni di euro, leggermente sotto gli 88,7 milioni di un anno prima.
La pressione si vede invece più in basso nel conto economico. Il risultato operativo, l’EBIT, è stato pari a 19,9 milioni di euro, in calo del 18,6%, mentre l’utile netto si è fermato a 5,3 milioni, contro gli 8,7 milioni del primo trimestre 2025. Anche il risultato ante imposte, pari a 8,5 milioni, mostra una contrazione rilevante. In altri termini, Piaggio cresce nei volumi ma deve assorbire un contesto esterno più complesso, nel quale cambi, dazi e domanda selettiva comprimono la redditività finale.
Un segnale positivo arriva dalla gestione finanziaria. L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2026 è pari a 597 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto ai 592,8 milioni di marzo 2025. Rispetto a fine dicembre 2025, l’aumento è stato di 19,4 milioni, un incremento fisiologico per la stagionalità del business ma molto più contenuto rispetto ai 58,8 milioni assorbiti nel primo trimestre dell’anno precedente. Il miglioramento del flusso di cassa, indicato in circa 40 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2025, conferma una gestione più prudente di scorte e risorse finanziarie.
L’andamento dei business mostra due dinamiche diverse. Nel comparto due ruote, Piaggio ha venduto 72.300 veicoli, in calo rispetto ai 78.700 del primo trimestre 2025. Il fatturato netto è stato di circa 249,6 milioni di euro, penalizzato anche dai cambi. Il gruppo ha però rafforzato la quota nel mercato europeo degli scooter, salita al 15,6%, e nel Nord America ha raggiunto il 30,7% nel segmento scooter. Restano centrali marchi come Vespa, Aprilia e Moto Guzzi, con un’offerta che punta sul valore del prodotto più che sulla competizione di prezzo.
La parte più dinamica è arrivata dai veicoli commerciali, dove le vendite sono salite a 36.100 unità, con una crescita del 28,9%. Il fatturato del comparto ha raggiunto 92,1 milioni di euro, in aumento del 6,2% a cambi correnti e del 20,4% a cambi costanti. In questo caso il traino arriva soprattutto dal mercato indiano, con crescita a doppia cifra nei veicoli passeggeri, nel cargo e nei tre ruote elettrici, segmento che conferma una forte accelerazione.
Accanto al prodotto tradizionale, Piaggio continua a investire in tecnologia e mobilità avanzata attraverso Piaggio Fast Forward, la società con sede a Boston dedicata alla robotica. I robot gita, gitamini e kilo guardano inizialmente al mercato statunitense, mentre i sensori sviluppati da PFF sono già applicati a modelli come Moto Guzzi Stelvio, V100 Mandello e Mp3 530, contribuendo allo sviluppo dei sistemi avanzati di assistenza alla guida per le due ruote.
Il primo trimestre 2026 consegna quindi un quadro a doppia lettura. Da un lato Piaggio mostra capacità di reazione, crescita dei volumi, margini solidi e migliore disciplina finanziaria. Dall’altro deve confrontarsi con un mercato globale ancora incerto, nel quale la crescita organica resta fragile e le variabili esterne pesano sui risultati. Per il gruppo di Pontedera la sfida sarà trasformare la ripresa dei volumi in crescita redditizia, mantenendo il posizionamento premium dei marchi e continuando a investire su industria, tecnologia e mercati internazionali.
In Breve
Periodo: primo trimestre 2026
Veicoli venduti: 108.400, +1,5%
Ricavi consolidati: 341,7 milioni di euro, -7,8%
Ricavi a cambi costanti: 364,9 milioni di euro, -1,6%
EBITDA: 57,5 milioni di euro
EBITDA margin: 16,8%
EBIT: 19,9 milioni di euro
Utile netto: 5,3 milioni di euro
Indebitamento finanziario netto: 597 milioni di euro
Investimenti: 24,2 milioni di euro
Due ruote: 72.300 veicoli venduti
Veicoli commerciali: 36.100 unità, +28,9%

