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Renault Austral restyling: come va davvero il full hybrid da 200 CV
Tra pavé, tangenziali e stop&go, il nuovo Renault Austral full hybrid cambia la quotidianità: più silenzio, comfort e tecnologia davvero utile.









Milano, quando la prendi nel verso sbagliato, è un rumore continuo.
È il clacson che arriva da due strade più in là, il pavé che picchia sotto le ruote, il navigatore che ricalcola per l’ennesima volta mentre tu cerchi un varco tra taxi, scooter e furgoni in doppia fila. È una città che non ti chiede come stai: ti mette alla prova. Ecco perché scegliere Milano e dintorni per un test drive non è una posa da foto Instagram, ma una verifica di realtà. Se un’auto riesce qui, spesso riesce ovunque.
La nostra giornata con il Nuovo Renault Austral parte presto, quando la luce è ancora fredda e la città sta decidendo se svegliarsi davvero. Da fuori lo riconosci subito: il restyling lo ha reso più maturo, più coerente con il linguaggio Renault dei segmenti superiori. Il frontale è più scolpito, la firma luminosa più netta. Non è un SUV che grida “guardami”, ma uno che ha imparato a farsi notare senza forzare la mano. E nella giungla del segmento C è già una forma di personalità.
Il primo lusso: il silenzio
La sorpresa arriva appena ti muovi. Nel traffico milanese, dove ogni accelerazione è un compromesso e ogni frenata è una trattativa, l’Austral full hybrid E-Tech da 200 CV gioca la partita più importante: farti dimenticare la fatica. In modalità elettrica, nelle ripartenze e nelle andature lente, la città sembra abbassare il volume. Non è magia, è lavoro di fino: gestione dell’ibrido più fluida e un isolamento acustico che si percepisce subito.
Qui il comfort diventa concreto: non è un elenco di soluzioni tecniche, ma la sensazione di poter parlare a bassa voce anche quando fuori è caos. Renault ha messo mano a dettagli che spesso passano inosservati finché non mancano: vibrazioni ridotte, rumori filtrati, aerodinamica curata. A velocità urbana l’abitacolo resta composto, e quando esci sulla tangenziale la differenza è ancora più chiara: meno fruscii, meno “aria” che entra, meno stanchezza.
Interni: qualità vera, senza promesse esagerate
Entrare nell’Austral è come entrare in un appartamento milanese ristrutturato bene: pulito, moderno, funzionale, con qualche scelta pragmatica che tiene a bada i costi senza rovinare l’esperienza. I nuovi sedili anteriori si fanno apprezzare per sostegno laterale e postura: dopo un’ora tra semafori e deviazioni non ti senti “seduto male”, e non è affatto scontato.
La qualità percepita convince soprattutto nelle zone che tocchi e guardi di più: plancia, assemblaggi, comandi principali. Qualche plastica più rigida nelle parti basse resta, e va detto: non è un premium mascherato. Ma l’insieme è coerente e dà l’idea di essere pensato per durare, non solo per fare scena in showroom. La tecnologia è al posto giusto: il sistema OpenR Link con Google integrato è rapido, logico, utile. Google Maps qui è un alleato vero, e in città come Milano cambia il modo di guidare: meno distrazioni, più precisione.
Milano finisce, l’Austral cambia passo
Lasciato il centro, direzione hinterland e poi tangenziale Ovest, il ritmo cambia. Austral non si scompone: la transizione tra elettrico e termico è più naturale rispetto al passato e la trasmissione, aggiornata nella gestione, evita quell’effetto “attesa” che in alcuni ibridi può emergere nelle riprese decise. Quando chiedi potenza per inserirti o superare, la risposta arriva con prontezza e senza strattoni. È una guida che punta alla fluidità, e più i chilometri aumentano, più capisci che è la sua cifra.
La scheda tecnica è nota benzina 1.2 turbo tre cilindri, due motori elettrici, batteria da 2 kWh ma quello che conta su strada è l’effetto finale: un SUV che ti accompagna senza richiedere attenzione continua. Le accelerazioni sono convincenti, le riprese pulite, e soprattutto non hai mai la sensazione che il sistema “decida contro di te”. È l’ibrido come dovrebbe essere: presente, ma discreto.
4Control Advanced: la sorpresa nelle strade vere
C’è un punto preciso, durante un test a Milano, in cui capisci se un SUV è davvero adatto alla città: quando devi girarti in uno spazio che non dovrebbe esistere, o infilarti in un parcheggio con manovre millimetriche mentre qualcuno dietro aspetta, spazientito. Qui entra in scena il 4Control Advanced, il sistema a quattro ruote sterzanti. Non è un gadget: si traduce in agilità reale, e in città la senti subito.
E quando poi prendi un curvone veloce in tangenziale, la sensazione cambia: più stabilità, più controllo, meno rollio percepito. Austral non diventa sportivo, ma diventa “sicuro di sé”. E nella vita reale – con famiglia a bordo, borse nel bagagliaio, telefoni che suonano è esattamente ciò che vuoi.
Consumi: il dato che conta, senza ansia da record
Nel nostro percorso misto, con traffico vero e velocità variabile, i consumi si sono mantenuti intorno ai 5 l/100 km, vicini ai valori dichiarati. Non serve guidare col fiato sospeso o trasformare la prova in una gara di parsimonia: l’Austral lavora da solo e ti restituisce un’efficienza credibile. Questo è uno dei motivi per cui l’ibrido “non plug-in” continua a essere una risposta pratica per chi vive la città e fa extraurbano senza voler dipendere da colonnine e pianificazioni.
Spazio per vivere, non solo per caricare
Austral resta uno dei SUV più intelligenti del segmento quando si parla di abitabilità. La seconda fila scorrevole cambia la vita: puoi dare più spazio alle gambe o al bagagliaio in base alla giornata, senza trasformare l’auto in un tetris. E dietro c’è volume vero, quello che serve quando il weekend arriva e Milano diventa un punto di partenza, non di arrivo.
Tecnologia “utile”, non invadente
Gli ADAS sono tanti e, nella guida quotidiana, quello che apprezzi non è l’elenco ma la sensazione: aiuti presenti, ma non aggressivi. E il tasto “My Safety Switch” è un dettaglio da vita reale: ti evita di impazzire tra menu e impostazioni ogni volta che sali a bordo.
Conclusione: una storia di normalità fatta bene
Il Nuovo Renault Austral non è l’auto che ti fa scendere per guardarla due volte. È quella che, a fine giornata, ti fa pensare: “Oggi ho guidato tanto, ma non mi sento svuotato”. In una città come Milano, è un valore enorme. È un SUV che mette al centro silenzio, comfort e facilità d’uso, con un ibrido che funziona davvero nel traffico e non ti punisce quando chiedi brio.
In un mercato pieno di promesse e di modelli che cercano di essere tutto, Austral sceglie una strada più intelligente: essere quello che serve, quando serve. E raccontare la mobilità come esperienza quotidiana, non come esercizio di stile.
