Motus-E: 73.047 punti nel 2025. Cresce l’ultraveloce, ma pesa il 15% non attivo.
L’Italia delle colonnine per auto elettriche continua a sorprendere: la rete cresce, accelera sull’alta potenza e, nei confronti europei, si piazza davanti a mercati considerati “benchmark” come Francia, Germania e Regno Unito. Ma sotto la superficie restano frizioni pesanti — dalle autorizzazioni ai collegamenti di rete, fino ai ritardi in autostrada — che rischiano di frenare la corsa proprio nel momento in cui la transizione richiede affidabilità e capillarità.
È la fotografia scattata dalla settima edizione dello studio “Le infrastrutture di ricarica a uso pubblico in Italia”, realizzato da Motus-E con GSE e RSE, presentato a Rimini il 4 marzo 2026 durante KEY – The Energy Transition Expo.
La crescita: 73.047 punti, e sempre più “fast”
Il dato simbolo è netto: nel 2025 i punti di ricarica a uso pubblico installati in Italia arrivano a 73.047, con 8.656 nuove installazioni nell’anno e 2.775 concentrate nell’ultimo trimestre.
Non è solo un tema di quantità: cambia la qualità della rete. Nel 2025, il 62% dei nuovi punti posati è veloce o ultraveloce, contro il 47% del 2024. Tradotto: più corrente continua, più potenza, meno “ansia da sosta lunga”, almeno dove la rete è già matura.
Autostrade: passi avanti, ma rischio “procedura” sul tavolo
Anche la rete autostradale fa segnare un progresso: risultano 1.374 punti di ricarica installati sulle autostrade (di cui 62%oltre 150 kW), rispetto ai 1.087 di fine 2024. Se si includono anche i punti entro 3 km dalle uscite, il totale sale a 4.170.
Il rovescio della medaglia è la governance: lo studio segnala ritardi nella predisposizione e pubblicazione dei bandi da parte di diversi concessionari, con il mancato pieno raggiungimento dei target del regolamento AFIR (centrati al 90%) e il rischio di una procedura d’infrazione per l’Italia.
Geografia della ricarica: Nord davanti, ma Sud in recupero
La distribuzione segue — inevitabilmente — dove l’elettrico circola di più. Il Nord concentra il 59% dei punti, il Centroil 19%, il Sud il 22%.
Classifica Regioni per punti di ricarica
| Regione | Punti |
| Lombardia | 15.836 |
| Piemonte | 6.981 |
| Lazio | 6.975 |
| Veneto | 6.700 |
| Emilia-Romagna | 5.927 |
| Campania | 4.969 |
Dati: Motus-E (studio 2025).
Classifica città: totale vs densità (punti per km²)
Sul totale, guidano le grandi: Roma con 3.973 punti davanti a Milano (3.375) e Napoli (2.277).
Ma se si guarda alla densità per superficie, cambia la musica: Napoli è prima con 19,5 punti/km², poi Milano (18,6), quindi Torino (circa 9,3).
Copertura del territorio: 95,6% “a 10 km da una presa”
Il report aggiorna anche l’analisi spaziale dei punti geolocalizzati: nel 95,6% del territorio nazionale c’è almeno un punto di ricarica entro 10 km; nel 71,4% entro 5 km. Due anni fa i valori erano 86% e 67,1%: il salto c’è, ed è misurabile.
Nelle aree urbanizzate la densità cresce “a grappolo”, arrivando a superare i 2.000 punti nel raggio di 10 km vicino alle grandi città.
Il paradosso italiano: rete forte, domanda EV debole
Fabio Pressi, presidente di Motus-E, mette il dito su due nervi scoperti: il ritardo nell’adozione delle elettriche (quota di mercato pari a circa un terzo della media UE) e le difficoltà normative, regolatorie e autorizzative che complicano la vita agli operatori. In un contesto di utilizzo ancora basso, gli investimenti diventano più difficili da sostenere.
Il problema più concreto è quello che gli utenti vedono “sul campo”: circa il 15% delle infrastrutture risulta installato ma non accessibile al pubblico, spesso per tempi lunghi di connessione o intoppi autorizzativi. È un dato in calo (dal 18%del 2023 e 16% del 2024), ma resta un freno reale alla fiducia.
Il confronto con Europa: Italia davanti nei rapporti chiave
Qui arriva la smentita più netta della “narrazione arretrata”: con 1 punto di ricarica ogni 6 auto elettriche immatricolate, l’Italia fa meglio di Francia (1 ogni 8,3), Germania (1 ogni 10,7) e Regno Unito (1 ogni 16,6).
Anche limitandosi alla ricarica DC veloce: Italia 1 punto ogni 25,7 auto elettriche; Francia 38,7; Germania 42,7; Regno Unito 80,1.
E sul rapporto con la rete stradale: in media 1 punto ogni 4 km di strade, al pari di Germania e Regno Unito, davanti alla Francia (1 ogni 6 km).
Le 5 priorità (Motus-E): cosa serve per “sbloccare” il sistema
La conclusione è meno celebrativa e più operativa: per tenere l’Italia agganciata all’innovazione, Motus-E richiama l’urgenza di intervenire su cinque leve — dai costi dell’energia per gli operatori, alla semplificazione delle connessioni, fino a una governance e pianificazione più centralizzate, includendo copertura autostradale e concessioni di suolo più lunghe.
In Breve
- Totale punti di ricarica pubblici: 73.047
- Nuovi punti nel 2025: 8.656 (di cui 2.775 nel Q4)
- Quota nuove installazioni veloci/ultraveloci: 62% (2024: 47%)
- Autostrade: 1.374 punti ( 62% > 150 kW ); entro 3 km dalle uscite: 4.170
- Macroaree: Nord 59%, Centro 19%, Sud 22%
- Regioni top: Lombardia 15.836, poi Piemonte 6.981, Lazio 6.975, Veneto 6.700, Emilia-Romagna 5.927, Campania 4.969
- Città top (totale): Roma 3.973, Milano 3.375, Napoli 2.277
- Densità (punti/km²): Napoli 19,5, Milano 18,6, Torino ~9,3
- Copertura territorio: 95,6% entro 10 km; 71,4% entro 5 km
- “Colonnine installate ma non fruibili”: 15%
- Confronto UE (punti/auto elettriche): Italia 1/6, Francia 1/8,3, Germania 1/10,7, UK 1/16,6

