A Monza e Lainate oltre 650 studenti coinvolti da ACI e Ministero in percorsi pratici di sicurezza stradale.
L’educazione stradale esce dall’aula e prova a diventare esperienza concreta: è questo il dato più rilevante della giornata “Insieme per la sicurezza stradale”, promossa da ACI e Ministero dell’Istruzione e del Merito tra il Centro di Guida Sicura di Lainate e l’Autodromo Nazionale Monza. Oltre 650 studenti, dalle scuole primarie alle secondarie di secondo grado, sono stati coinvolti in un programma che ha alternato lezioni, simulatori, dimostrazioni dinamiche e attività su pista. Per il mondo automotive il segnale è chiaro: la sicurezza non viene più raccontata solo come insieme di regole, ma come competenza da costruire attraverso prove dirette, linguaggi adatti all’età e una maggiore familiarità con i rischi reali della mobilità contemporanea.
È un passaggio importante anche sul piano culturale. Negli ultimi anni il dibattito pubblico sulla strada si è spesso concentrato sulle sanzioni, sui limiti e sull’emergenza incidenti, mentre è rimasto più debole il fronte della formazione preventiva. L’iniziativa organizzata oggi va invece in un’altra direzione: anticipare il problema, lavorare prima del momento della patente e parlare ai ragazzi quando stanno costruendo il proprio rapporto con auto, scooter, monopattini e attraversamenti urbani. In un contesto in cui la micromobilità, la distrazione da smartphone e l’uso sempre più precoce dei mezzi leggeri stanno cambiando le abitudini di spostamento, intervenire nelle scuole con percorsi differenziati non è un dettaglio organizzativo ma una scelta strategica.
Il format scelto da ACI punta infatti sulla segmentazione per fasce d’età. Ai più piccoli, all’Autodromo di Monza, sono state proposte attività dal taglio ludico-formativo, dal karting in piazza ai percorsi del progetto “Giovani Campioni della Sicurezza Stradale”, fino ai simulatori immersivi e al tour dell’impianto. L’obiettivo, più che trasmettere nozioni tecniche, è associare fin dall’infanzia il concetto di strada a quello di attenzione, regola e rispetto dell’altro. È una logica che ha un valore preciso anche per il settore: la sicurezza si forma molto prima dell’ingresso nell’età della guida autonoma, e il comportamento futuro nasce spesso da abitudini e codici appresi da bambini.
Per gli studenti delle medie e delle superiori, invece, il lavoro si fa più vicino alla realtà quotidiana. A Lainate sono entrati in scena i format dedicati alla guida sicura, alla micromobilità e alla gestione del rischio, con dimostrazioni di aquaplaning, sbandata controllata, uso corretto di scooter e monopattino, oltre ai simulatori per gli attraversamenti pedonali. È qui che l’approccio diventa particolarmente interessante: non una semplice lezione teorica sulla prudenza, ma la possibilità di vedere o percepire in prima persona cosa significhi perdere aderenza, distrarsi o affrontare una manovra in modo scorretto. Per chi si occupa di automotive e sicurezza, è un punto essenziale: la percezione del rischio è spesso più efficace della norma astratta.
In questa giornata si legge anche un cambio di lessico istituzionale. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito insiste sull’idea che la sicurezza stradale faccia ormai parte a pieno titolo dell’educazione civica, quindi del rapporto tra individuo e comunità. È una cornice che amplia il tema oltre la guida in senso stretto: non riguarda soltanto chi siede al volante, ma anche il pedone, il ciclista, il ragazzo sul monopattino o sullo scooter. In questo senso, la presenza di strumenti per simulare gli attraversamenti pedonali e l’attenzione dedicata alla mobilità leggera riflettono bene il traffico reale delle città italiane, dove il problema non è soltanto il comportamento dell’automobilista ma l’interazione, spesso fragile, tra utenti diversi della strada.
La partecipazione di figure istituzionali come il ministro Giuseppe Valditara e il presidente ACI Geronimo La Russa dà naturalmente visibilità politica all’iniziativa, ma il valore dell’operazione sta soprattutto nell’impianto pratico. Anche il videomessaggio di Kimi Antonelli, richiamato durante i lavori, serve più come elemento di riconoscibilità per il pubblico giovane che come semplice testimonial. Il messaggio centrale resta quello del rispetto delle regole e della disciplina alla guida, ma inserito in un contesto in cui i ragazzi non ascoltano soltanto: osservano, provano, sbagliano in ambiente controllato e traducono la teoria in esperienza.
Per l’Automobile Club d’Italia, iniziative di questo tipo hanno anche un significato strutturale. L’ACI prova a rafforzare il proprio ruolo non soltanto come soggetto legato all’automobile e ai servizi, ma come presidio culturale sulla mobilità responsabile. È una funzione che nel medio periodo può pesare anche nella filiera, perché la transizione verso veicoli più connessi, interfacce digitali più invasive e forme di spostamento miste rende la formazione dell’utente un tema sempre più centrale. La tecnologia può assistere, correggere e prevenire, ma non sostituisce del tutto la capacità di valutazione di chi si muove nello spazio stradale.
C’è poi un aspetto spesso sottovalutato. Le attività proposte oggi, dalle dimostrazioni di aquaplaning alle prove di sbandata, riportano l’attenzione su una verità elementare dell’automotive: la dinamica del veicolo e i limiti dell’aderenza restano temi decisivi anche nell’era dei sistemi di assistenza. Farli vedere ai più giovani, soprattutto a chi è vicino alla patente o usa già scooter e monopattini, significa ridurre la distanza tra percezione soggettiva e comportamento corretto. In un Paese dove l’incidentalità giovanile continua a essere un nodo serio, l’educazione alla mobilità non può limitarsi alla segnaletica o all’esame teorico. Deve diventare allenamento mentale, lettura del contesto e comprensione concreta delle conseguenze.
La giornata tra Monza e Lainate, letta con questo metro, non è dunque soltanto un evento istituzionale. È il tentativo di costruire una pedagogia della strada più vicina alla realtà, più aderente ai mezzi con cui i ragazzi si muovono ogni giorno e più utile anche a un settore automotive che, mentre evolve sul piano tecnico, continua a dipendere in larga misura dalla qualità dei comportamenti umani.
Scheda
Evento: Insieme per la sicurezza stradale
Promotori: ACI e Ministero dell’Istruzione e del Merito
Luoghi: Centro di Guida Sicura ACI Vallelunga di Lainate; Autodromo Nazionale Monza
Partecipanti: oltre 650 studenti
Fasce coinvolte: scuole primarie; secondarie di primo grado; secondarie di secondo grado
Presenze istituzionali: Giuseppe Valditara; Geronimo La Russa
Intervento video: Kimi Antonelli
Attività principali: lezioni su distrazione e guida consapevole; simulatori immersivi; prova attraversamenti pedonali; aquaplaning; sbandata auto; dimostrazioni guida sicura auto, moto e scooter; minicorso monopattino; karting in piazza; tour dell’Autodromo
Format ACI citati: Giovani Campioni della Sicurezza Stradale; La Micromobilità; ACI Ready2Go
Obiettivo operativo: formazione esperienziale e sensibilizzazione sui rischi della circolazione
Focus educativo: rispetto delle regole; percezione del rischio; responsabilità individuale e collettiva.



