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Stellantis spinge su Palantir: l’AI entra nel cuore delle fabbriche

Stellantis spinge su Palantir: l’AI entra nel cuore delle fabbriche

Stellantis rinnova con Palantir per cinque anni e porta AIP nelle operations: più che software, è una mossa di potere industriale. 

La notizia vera non è che Stellantis lavori con Palantir. Quella storia va avanti dal 2016. Il punto è che adesso cambia scala: il gruppo ha rinnovato e ampliato l’intesa per altri cinque anni e, soprattutto, non si limiterà più a usare Foundry come piattaforma dati. Inizierà anche a distribuire la Palantir Artificial Intelligence Platform (AIP) in alcune funzioni aziendali e regioni. È qui che il rapporto smette di sembrare un accordo software qualsiasi e diventa una scelta strutturale sul modo in cui Stellantis vuole governare fabbriche, supply chain e decisioni interne. 

Detta in modo semplice, non stiamo parlando dell’AI che il cliente vedrà sul display dell’auto. Stiamo parlando dell’AI che lavora dietro le quinte: quella che unifica dataset frammentati, rende più leggibili i processi, accelera le decisioni e prova a portare l’intelligenza artificiale generativa dentro workflow e regole aziendali in modo “controllato e governato”, come scrive Palantir. Lo stesso annuncio collega il nuovo passo all’ambizione interna di Stellantis chiamata Data4All, cioè allargare l’accesso sicuro ai dati dentro l’organizzazione. 

Per questo l’accordo pesa più di quanto sembri. La copertura della stampa estera, per ora, ha soprattutto il tono del deal update: Reuters è stata ripresa dai circuiti finanziari sul rinnovo quinquennale, mentre il comunicato di Palantir ha fornito il dettaglio tecnico su Foundry e AIP. Ma sotto la superficie il messaggio è netto: Stellantis considera ormai l’AI una parte dell’infrastruttura industriale, non un esperimento da laboratorio né un semplice tema da investor relations. 

Il tempismo aiuta a capire il senso della mossa. A febbraio Stellantis ha annunciato un reset del business per riallinearsi alla domanda reale, con più enfasi su ibrido e motori termici avanzati accanto all’elettrico. Il gruppo vuole continuare a mantenere un alto livello di innovazione e brevetti nonostante il ridimensionamento di molti programmi EV. In una fase così, l’AI serve meno a stupire e più a fare efficienza: ridurre attriti, velocizzare analisi, far parlare meglio dati e persone mentre il piano industriale viene ricalibrato. 

C’è poi un altro dettaglio che rende il quadro più interessante. Palantir non è l’unico partner AI di Stellantis.Nell’ottobre 2025 Reuters aveva già raccontato l’espansione della partnership con Mistral AI per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale in sales, aftersales e aree core della produzione. Questo vuol dire che Stellantis non sta scommettendo su un solo tavolo: Palantir presidia soprattutto il lato dei dati industriali e dell’AI governata nelle operations, mentre Mistral copre altri casi d’uso più trasversali. 

Anche il riferimento a Peter Thiel va letto bene. È corretto dire, in termini giornalistici, che Stellantis si affida all’AI della società cofondata da Thiel, che risulta ancora chairman del board di Palantir. Ma l’intesa di oggi non viene raccontata come una mossa personale del finanziere americano: è una partnership corporate su piattaforme, dati e processi, quindi su una dimensione molto più industriale che ideologica.