Auto e Motori
Tre bolidi, un secolo di corse: Stellantis Heritage accende il Racing Meeting
A Vicenza il rombo della storia torna vivo: il Racing Meeting celebra le icone italiane da corsa tra passato, passione e futuro.




Ci sono luoghi e momenti in cui il tempo sembra fermarsi. Dove il rombo dei motori non è solo rumore, ma memoria collettiva, passione pura, identità.
Fino all’8 febbraio, la Fiera di Vicenza diventa uno di questi luoghi: il Racing Meeting torna in scena e trasforma il Motorsport in un racconto emozionale che attraversa oltre un secolo di competizioni, innovazione e imprese leggendarie. Firmata da Miki Biasion, la sesta edizione dell’evento cresce e cambia pelle, aprendosi a tutto il mondo delle corse – dalla pista allo sterrato – e riportando sotto i riflettori quell’anima racing che ha reso grande l’automobilismo italiano.
Il cuore pulsante della manifestazione è una mostra che non è semplice esposizione, ma viaggio emotivo nella storia delle competizioni. Al centro, tre vetture simbolo della collezione Stellantis Heritage, capaci di raccontare epoche, visioni e approcci radicalmente diversi al Motorsport, ma uniti dallo stesso spirito pionieristico.
Dalla primordiale e potentissima Fiat S 61 Corsa del 1908, che portò il nome dell’Italia a trionfare negli Stati Uniti, alla sperimentazione estrema della Formula 1 Alfa Romeo 182, fino alla brutalità tecnica e aerodinamica della Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione IMSA, ogni vettura esposta parla di coraggio, ingegno e ambizione.
Il Racing Meeting non si limita a raccontare il passato. Accanto alla mostra, l’evento propone esibizioni dinamiche, aree dedicate agli accessori racing e momenti di spettacolo che rendono il Motorsport qualcosa di vivo, accessibile, condivisibile. Un format pensato per coinvolgere appassionati storici, famiglie e nuove generazioni, avvicinandole a una cultura tecnica che è anche cultura industriale.
“Esporre queste vetture significa rendere accessibile a tutti un’eredità unica”, sottolinea Roberto Giolito, ricordando come il valore di questi modelli vada oltre la nostalgia. Sono oggetti che continuano a ispirare il presente e il futuro dell’automobile, in un’epoca di grandi trasformazioni tecnologiche.
Ed è proprio questo il senso più profondo del Racing Meeting: non celebrare solo ciò che è stato, ma ricordare perché il Motorsport italiano ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’auto.
