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Volkswagen limita il calo globale: Europa bene, Cina in affanno

Volkswagen limita il calo globale: Europa bene, Cina in affanno

Il Volkswagen Group apre il 2026 in calo, ma difende la quota globale grazie a Europa, ordini e spinta ibrida.

Volkswagen Group ha chiuso il primo trimestre del 2026 con 2,05 milioni di veicoli consegnati nel mondo, in calo del 4% rispetto ai 2,13 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Nonostante la flessione, il gruppo sostiene di avere mantenuto una quota di mercato stabile in un contesto internazionale appesantito da condizioni economiche e geopolitiche difficili. È una fotografia che racconta bene l’inizio d’anno dell’industria auto: volumi sotto pressione, domanda irregolare tra le aree del mondo e una transizione elettrica che continua a procedere a velocità diverse a seconda dei mercati. 

Il dato più interessante, in chiave economica, è la forte divaricazione geografica. Da una parte c’è un’Europa che continua a sostenere i risultati del gruppo: le consegne nella regione sono salite del 4,7% a 983.800 veicoli, con l’Europa occidentale a +4,2%, quella centrale e orientale a +7,6% e la Germania a +4,8%. Dall’altra ci sono le aree che stanno comprimendo il bilancio del trimestre. In Nord America il gruppo si è fermato a 205.500 consegne, -13,3%, mentre negli Stati Uniti la flessione è stata del 20,5% in un contesto segnato da dazi e cambiamenti normativi. In Asia-Pacifico, soprattutto per effetto della debolezza cinese, le consegne sono scese del 14,1% a 618.900 unità. 

È proprio la Cina il punto più sensibile della trimestrale. Il Gruppo Volkswagen registra un calo delle consegne del 14,8% nel mercato cinese, pur rivendicando un lieve aumento della quota di mercato e il primo posto del brand Volkswagen, inclusa Jetta, nella classifica locale. Tradotto: il gruppo continua a difendere presenza e peso competitivo, ma lo fa dentro un mercato che si è fatto più difficile e meno favorevole di quanto fosse negli anni in cui la Cina rappresentava il principale motore di crescita per molti costruttori europei. In questa fase, quindi, la tenuta della quota vale quasi quanto i volumi. 

Sul fronte della mobilità elettrica, il trimestre offre un quadro a due velocità. A livello mondiale, le consegne di BEVsono scese a 200.000 unità, l’8% in meno rispetto alle 216.800 dell’anno precedente. Ma in Europa il trend resta positivo: il gruppo conferma la leadership nel mercato elettrico e porta la quota di mercato BEV in Europa occidentale dal 19 al 20%, con una crescita del 12%. Il problema, semmai, è che al di fuori del continente il quadro si complica. In Cina, in attesa del lancio di nuovi modelli elettrici sviluppati localmente, le consegne BEV del gruppo crollano del 64%. Negli Stati Uniti il calo arriva addirittura all’80%, aggravato dagli effetti dei dazi introdotti dall’aprile 2025 e dalla fine dei programmi di incentivo. 

Accanto all’elettrico puro, emerge però un’altra indicazione rilevante: la crescita dei PHEV. Nei primi tre mesi dell’anno il gruppo ha consegnato 109.000 ibride plug-in, circa il 31% in più rispetto all’anno scorso. È un dato che merita attenzione perché suggerisce come una parte importante della domanda stia cercando una forma di elettrificazione meno radicale, più compatibile con l’incertezza che ancora accompagna infrastrutture, incentivi e uso quotidiano dell’auto. Volkswagen collega questo risultato alla nuova generazione di plug-in hybrid, capace di offrire fino a 143 km in modalità completamente elettrica. È il segnale di un mercato che, almeno per ora, continua a premiare la flessibilità tecnologica più che le scelte nette. 

L’altro dato che cambia la lettura del trimestre è il portafoglio ordini in Europa, cresciuto di circa il 15% rispetto alla fine del 2025. Secondo il gruppo, stanno contribuendo nuovi modelli come Volkswagen T-RocCupra TerramarŠkoda ElroqAudi Q3 e Porsche Cayenne Electric. Nel dettaglio, gli ordini complessivi aumentano del 3%, mentre quelli relativi ai BEV salgono del 4%. È un passaggio importante perché mostra una dinamica diversa rispetto alle consegne: se i volumi del trimestre risentono della debolezza di alcuni grandi mercati, la domanda futura, almeno in Europa, appare più consistente. Per un gruppo con un’esposizione industriale così forte sul continente, questo è probabilmente il vero ammortizzatore del 2026. 

In questo contesto, il primo trimestre del Volkswagen Group non va letto come un semplice arretramento numerico. Piuttosto, mostra con chiarezza dove oggi si gioca la partita: in Europa, dove il gruppo continua a crescere e a difendere la leadership elettrica; in Cina e negli Stati Uniti, dove la pressione del mercato e delle regole pesa sempre di più; e sul fronte delle tecnologie, dove i BEV rallentano fuori dal continente mentre i PHEV tornano a essere una leva concreta di stabilizzazione. La vera notizia, insomma, non è solo il -4% globale, ma il fatto che Volkswagen entri nel 2026 con un equilibrio ancora fragile: consegne in calo, ma ordini in aumento; elettrico globale in frenata, ma leadership europea intatta; mercati esteri sotto pressione, ma base continentale ancora robusta. È da questo incastro che passerà la seconda parte dell’anno. 

In Breve
Consegne globali Q1 2026: 2,05 milioni di veicoli, -4%
BEV globali: 200.000 unità, -8%
PHEV globali: 109.000 unità, +31%
Europa: 983.800 veicoli, +4,7%
Europa occidentale: +4,2%
Europa centrale e orientale: +7,6%
Germania: +4,8%
Nord America: 205.500 veicoli, -13,3%
Stati Uniti: -20,5%
Sud America: 147.900 veicoli, +7,0%
Brasile: +14,4%
Asia-Pacifico: 618.900 veicoli, -14,1%
Cina: consegne -14,8%, ma lieve aumento della quota di mercato
Quota BEV in Europa occidentale: dal 19% al 20%
Ordini in Europa: +15% rispetto a fine 2025
Modelli BEV più venduti: Škoda Elroq, Volkswagen ID.4/ID.5, Škoda Enyaq, Volkswagen ID.3, Audi Q4 e-tron. 

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