Todde e il caso delle presunte inadempienze nella rendicontazione delle spese sostenute durante la campagna elettorale del 2024
Alessandra Todde resta pienamente legittimata nel suo ruolo di presidente della Regione Sardegna, a seguito della recente decisione della Corte d’Appello di Cagliari, che ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado sulla sua presunta decadenza, confermando però una sanzione pecuniaria di 40.000 euro.
Todde era stata eletta presidente della Regione Sardegna il 20 marzo 2024, diventando la prima donna a ricoprire questo ruolo e la prima esponente del Movimento 5 Stelle a guidare una regione italiana. Tuttavia, a meno di un anno dalla sua elezione, il 3 gennaio 2025, il Collegio regionale di garanzia della Corte d’Appello di Cagliari aveva emesso un’ordinanza di ingiunzione al Consiglio regionale, intimando di dichiarare la decadenza della presidente. La decisione era motivata da presunte inadempienze nella rendicontazione delle spese sostenute durante la campagna elettorale del 2024. Il 28 maggio 2025 il tribunale ordinario di Cagliari aveva respinto il ricorso di Todde, stabilendo che la decisione sull’eventuale decadenza spettava al Consiglio regionale. Secondo il tribunale, la presidente non poteva essere esentata dalle norme sulla rendicontazione previste per i candidati consiglieri, anche se candidata presidente.
L’intervento della Corte Costituzionale
Successivamente, il 15 ottobre 2025, la Corte Costituzionale aveva annullato la richiesta di decadenza, affermando che il Collegio regionale di garanzia elettorale aveva “esorbitato dai propri poteri” e cagionato una menomazione delle attribuzioni costituzionalmente garantite alla Regione Sardegna. Contestualmente, la Corte aveva dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione sollevato dalla Regione Sardegna. Successivamente, la Corte d’Appello di Cagliari aveva esaminato l’appello della presidente Todde contro la sentenza di primo grado, accogliendo parzialmente l’appello e dichiarando nulla la parte della sentenza di primo grado che aveva qualificato la sua condotta come “omessa presentazione” del rendiconto elettorale. Tuttavia, è stata confermata una sanzione pecuniaria di 40.000 euro, mantenendo una forma di responsabilità amministrativa, ma senza incidere sul suo ruolo istituzionale. Alessandra Todde resta così presidente della Sardegna, con il pieno riconoscimento della sua legittimità, mentre la sanzione economica rappresenta l’unico effetto pratico della vicenda giudiziaria.
Chi è Alessandra Todde
Dal 20 marzo 2024 presidente della regione autonoma Sardegna, Alessandra Todde muove i suoi primi passi in politica alle elezioni europee del 2019 come capolista del Movimento 5 Stelle (M5S), senza risultare eletta. Nel 2019 si candida al Parlamento europeo come capolista del M5S nella circoscrizione Italia insulare, ottenendo 88.206 preferenze, ma senza essere eletta. Il 16 settembre 2019 viene nominata sottosegretario di Stato al ministero dello sviluppo economico nel governo Conte II, affiancando il ministro pentastellato Stefano Patuanelli. Il 1º marzo 2021, sotto il governo Draghi, diventa viceministro dello stesso dicastero, mantenendo l’incarico fino al 22 ottobre 2022. In questi ruoli ha gestito le crisi industriali italiane, riducendo i tavoli di crisi da 150 a 73 in meno di tre anni.
Il 21 ottobre 2021 viene nominata vicepresidente del M5S da Giuseppe Conte, carica che mantiene fino all’11 dicembre 2023. Ad agosto 2022 viene inclusa da Startup Italia tra le 1.000 donne più influenti d’Italia, unica politica M5S insieme a Chiara Appendino. Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene eletta deputata alla Camera, capolista del M5S nei collegi plurinominali Lombardia 2 – 01 e Sardegna – 01. Nella XIX legislatura fa parte della 10ª Commissione Attività produttive, commercio e turismo e ricopre il ruolo di segretaria della Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità. Rassegna le dimissioni il 9 aprile 2024 dopo la sua elezione a presidente della Regione Sardegna.

