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Politica
Allarme sicurezza. "Piano strategico a livello locale e nazionale". Intervista

"Sono convinto che agli strumenti sanzionatori e repressivi, deve affiancarsi un grande momento educativo e di prevenzione sociale"

“Credo che si debba lavorare su un piano strategico a più livelli, uno locale ed uno più ampio, di respiro nazionale. Dobbiamo difendere le nostre città, le nostre piazze, riappropiandoci degli spazi di aggregazione che non possono essere lasciati alla mercé di chi si reputa il padrone criminale di quei luoghi, che invece appartengono, inequivocabilmente, alle nostre comunità". Il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni (Lega) spiega ad Affaritaliani.it che cosa intende fare il Viminale per garantire la sicurezza nelle città in particolare dopo la mega-rissa di Cantù.

Sottosegretario Molteni, cosa ci dicono i sanguinosi fatti di Cantù?
“Quanto accaduto a Cantù, similarmente ad altre piazze d’Italia, evidenzia che esiste un problema enorme di criminalità giovanile legato prevalentemente, ma non solo, a soggetti delle cosiddette “seconde generazioni”, ovvero italiani di origine straniera che, con comportamenti criminali e con uso di coltelli e lame, alimentano insicurezza e allarme sociale nelle città, grandi e di medie dimensioni. Questo delle baby gang anche non strutturate sta diventando il primo fenomeno di criminalità dei nostri territori. A volte giovanissimi, minorenni, che riversano odio e rabbia nelle nostre piazze con aggressività e violenza. Questo è il simbolo del fallimento della tanto decantata, e mai attuata, integrazione invocata a sinistra. Ecco perché bloccare e contrastare  l’immigrazione illegale diventa indispensabile. Quest'anno siamo a meno 60% di sbarchi rispetto al 2023, un dato positivo. Il rischio che vedo altrimenti sono le banlieue parigine, veri e propri ghetti di illegalità e tensione sociali che generano delinquenza. I fatti di Cantù sono gravissimi, inaccettabili, tre concittadini accoltellati senza un motivo scatenante. Ho incontrato il padre di uno dei tre ragazzi, fortunatamente le condizioni migliorano e sono fuori pericolo. Alla delinquenza si risponde con la presenza dello Stato, con la forza della legge, tolleranza zero e nessuna impunità per i colpevoli. Guardiamo appunto a Cantù: dopo poco più di quindici ore dagli avvenimenti, grazie al lavoro degli inquirenti e delle Forze dell’Ordine e a un sistema efficiente di videosorveglianza, tre sospettati erano già in stato di fermo ed un quarto era prossimo a costituirsi. Tutti e quattro ora sono consegnati alle patrie galere. Il giorno dopo, in Prefettura a Como, è stato convocato un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che ho presieduto con il Prefetto Andrea Polichetti che ha adottato soluzioni immediate di risposta dello Stato partendo dal rafforzamento della vigilanza e del controllo del territorio e di quella piazza.”

Che intende fare il Governo perché episodi così gravi non si ripetano?
“Credo che si debba lavorare su un piano strategico a più livelli, uno locale ed uno più ampio, di respiro nazionale. Dobbiamo difendere le nostre città, le nostre piazze, riappropiandoci degli spazi di aggregazione che non possono essere lasciati alla mercé di chi si reputa il padrone criminale di quei luoghi, che invece appartengono, inequivocabilmente, alle nostre comunità. Quella piazza di Cantù è un luogo di socialità, di aggregazione, simbolo del lavoro della nostra terra, e questo ragionamento può essere esteso a tutte le piazze, le strade, del nostro Paese. Chi infanga questi nostri patrimoni di comunità, non ha alcun diritto di cittadinanza e non potrà aspirare a nessun tipo di impunità. Il Governo, sin dal suo insediamento, ha posto la questione della tutela della legalità e della salvaguardia della sicurezza delle nostre città, piccole o grandi che siano, come un impegno fondamentale. Dopo anni di tagli operati dai precedenti governi, con la prima legge di Bilancio abbiamo destinato 100 milioni all’anno per 10 anni ad un piano strutturato di assunzioni nelle Forze di Polizia per sopperire a pensionamenti e carenze di organico; reperito 1, 5 miliardi di euro per ridefinire la situazione contrattuale di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza ed Esercito; ricollocato a presidio di strade e stazioni ben 1800 militari con l’operazione “Strade Sicure” Anche qui nulla è stato fatto con leggerezza”.

Ritiene che possa bastare?
“Ritengo questa risposta del Governo e del Viminale poderosa e di grande rottura rispetto alle economie che la sinistra ha praticato negli anni scorsi. Sono però convinto che agli strumenti sanzionatori e repressivi, deve affiancarsi un grande momento educativo e di prevenzione sociale, che responsabilizzi e valorizzi maggiormente alcune agenzie educative di primaria importanza come la scuola, nelle sue variegate articolazioni, o come gli oratori, la cui funzione sociale di aggregazione è a tutt’oggi fondamentale per la crescita delle future generazioni. Serve quindi un piano integrato di intervento capace di affrontare i fenomeni legati al disagio giovanile, prima che questo possa trasformarsi in criminalità giovanile o, nel peggiore dei casi, in quella perversa forma associativa tipica delle bande giovanili. Il Viminale è pronto a fare la sua parte, perché consapevole che sicurezza e legalità non hanno colore politico, ma sono diritti inalienabili di ogni cittadino di questo Paese”.






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