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Politica

Di Tommaso Cinquemani
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andrea marcucci
"Non ci sono margini di flessibilità. E' una condanna definitiva. Il Pd voterà unito a favore della incandidabilità di Berlusconi". Andrea Marcucci, senatore del Pd e fedelissimo di Matteo Renzi, con una intervista ad Affaritaliani.it chiede al Cavaliere le dimissioni spontanee da Palazzo Madama. "Ricreerebbe un clima sereno. Almeno che non voglia alzare i toni perché è già in campagna elettorale e vuole tornare alle urne". La priorità allora è la legge elettorale: "Mi auguro che si superi il Porcellum in maniera decisa e si torni o verso il Mattarellum o verso un sistema elettorale che garantisca la capacità di scelta dei cittadini".

Senatore Marcucci, in autunno Palazzo Madama sarà chiamato a decidere sulla incandidabilità di Silvio Berlusconi, lei come voterà?
"Non ci sono margini di flessibilità. Questa è una condanna definitiva. E' corretto da parte nostra prenderne atto e votare a favore".

Nel Pd siete tutti compatti in questa decisione oppure c'è qualcuno che pensa ci siano margini di dialogo?
"Il dialogo lo si trova su altre questioni, questioni di governo. Oggettivamente è molto complicato chiedere ad una forza politica di non prendere atto di una sentenza di terzo grado. Diverso sarebbe il caso di una richiesta di arresto in fase di indagini o dopo il primo grado di giudizio, qui invece…. si metterebbe in discussione un altro potere dello Stato".

Ma per il Pdl l'incandidabilità di Berlusconi è 'il tema'. L'onorevole Santanché ha detto che i ministri sono pronti ad andarsene dal governo…
"Io sono sorpreso che Berlusconi non avesse messo in conto l'ipotesi, estremamente probabile, di venire condannato. Tutta questa sorpresa, questo accentuare di toni, mi sorprende. Forse ci dovevano pensare prima. Negli accordi di governo la questione giudiziaria non è mai entrata".

Forse Berlusconi è entrato nel governo di larghe intese proprio perché sapeva che le possibilità di essere condannato erano alte…
"Questo non lo so. Se fosse stato così avrebbe dovuto porre la questione prima. Da senatore ho difficoltà a trovare il 'fumus persecutionis' su una condanna di terzo grado. E ho anche difficoltà a votare contro questa sentenza per via di un accordo di governo e di maggioranza, non è questo lo spirito della legge".

A questo punto Berlusconi farebbe un gesto politicamente apprezzabile se si dimettesse di sua spontanea volontà dalla carica di senatore?
"In questa situazione non si possono dare consigli. Al posto suo però lo farei. Ricreare un clima sereno, piuttosto che accentare lo scontro, mi sembra che agevolerebbe il mantenimento di un dialogo aperto tra le forze politiche. Almeno che Berlusconi non abbia deciso che si deve andare a votare. Allora questo alzare i toni fa parte di una strategia elettorale".

Le elezioni sono da scongiurare ad ogni costo?
"Le elezioni sono assolutamente da scongiurare se ci son le condizioni perché il governo governi. Se invece il governo diventasse ostaggio di una maggioranza litigiosa e incapace di prendere decisioni allora è meglio andare alle urne".

Quindi cambiare la legge elettorale e poi votare?
"Mi auguro che si superi il Porcellum in maniera decisa e si torni o verso il Mattarellum o verso un sistema elettorale che garantisca la capacità di scelta dei cittadini. E' un segnale positivo e di forza da parte del Presidente del Consiglio".

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