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Politica

Gentile Direttore,

vorrei poter affermare che Silvio Berlusconi è un uomo della storia italiana economica attuale. Qualsiasi altra definizione è antistoricistica, quindi , viziata dall’errore , per non dire dalla faziosità che è causa di distorsioni e di non verità.

Perché ?

Perché osservo lo scenario economico attuale e con esso mi confronto ogni giorno in quanto mi occupo, da diversi anni, mediante l’Associazione “Progetto di Vita” che ho fondato, della povertà e del disagio sociale che da essa scaturisce , nonché della riabilitazione di quanti soffrono perché vivono ai margini della società . Mi impegno per debellare la povertà di natura economica e mi rendo conto sempre più che essa investe necessariamente il piano morale dell’esistenza divenendo causa ed effetto della povertà economica .

A stretto contatto con la realtà economica ho potuto constatare che leggi che regolano la vita economica rischiano quasi sempre di cadere nell’ambito dell’ambivalenza, nello spazio della soggettività, del relativismo proprio in quanto si prestano, per essere distanti dal rendere agile e snello l’agire imprenditoriale, ad essere viste come freno inibitorio dello sviluppo e della crescita. Per tale ragione esse diventano lo spauracchio degli imprenditori e l’ostacolo insormontabile del loro agire . Ciò che stupisce è che tali leggi sono state coniate dagli uomini, non esistono in natura , per cui si giunge a ritenere che vi sia, da parte dei legislatori in materia economica, autolesionismo ed incapacità di lettura dei processi economici. Non si vuole inneggiare all’economia selvaggia, anzi, si vuole , invece, perorare la necessità che le leggi aderiscono ai bisogni umani. Se la vita economica viene inibita da leggi punitive e inadeguate essa cade in crisi e ne consegue che la povertà proliferi sempre più. Ed ecco l’esigenza condivisa, perlomeno in Italia, di uno sgravio fiscale per le imprese perché possano sopravvivere e non essere schiacciate sotto il peso delle tasse e dei balzelli, alcuni del tutto inutili . Basta analizzarle e vederne gli effetti. Se l’economia vive è perché vivono le imprese, e non vive solo perche vivono le imprese , ma, innanzitutto, perché esse proliferano sempre più. La crisi economica attuale ha visto morire moltissime aziende , di tutte le dimensioni.

Perché?

Troppe tasse, nessuna agevolazione per il loro affermarsi . La crisi economica denota l’ irrazionalità di un sistema fiscale distruttivo per la vita economica e, quindi, inesorabilmente, per la stessa società umana . Qual è la risposta da dare , allora? Si è concordi nel ritenere che occorra non gravare le imprese se esse sono il vettore dello sviluppo. Allo stato attuale i partiti politici , di destra , di sinistra e del centro non possono non concordare sul fatto che occorre modificare quei costrutti giuridici punizionistici per l’economia e per chi di essa si occupa. Qualora non concordassero su tale presupposto sarebbero incapaci di lettura della vita socio-economica e, perciò, incapaci di governare , dovrebbero lasciare i propri scranni in Parlamento .

Sulla scorta delle suddette considerazioni sono convinto che Berlusconi , che povero non è, sia una vittima del nostro stesso sistema economico e legislativo , nonché della struttura della nostra stessa società, che è sorretta da leggi che si ritorcono sul stesso cittadino che vuole “fare impresa”, rendendolo povero, disoccupato, portandolo ai margini della società. L’economia vive ed è florida quando le imprese vivono e sono floride .

E allora cosa dire , in verità, di Silvio Berlusconi? E’ un uomo che si è battuto fino in fondo per far vivere le proprie imprese , avversando un sistema logoro di leggi, oppure un furbo e mefistofelico uomo politico che desidera ingannare il popolo italiano? Nel bene e nel male non possiamo non condividere che Berlusconi è un uomo che ha molto amato l’Italia, ha contribuito a renderla sempre più una potenza economica, capace di confrontarsi con altre potenze economiche . Ha contribuito a rendere florida l’Italia facendo nascere tantissimi posti di lavoro . Berlusconi è un uomo d’impresa che sa quanto sia difficile garantire il benessere di un’impresa, in un sistema produttivo che fa vivere leggi che imbrigliano lo sviluppo, che lo inibiscono , fino a farlo degenerare nell’impoverimento . Quando si parla di Berlusconi, perciò, sarebbe onesto far ricorso ad un giudizio storico e non moralistico , l’unico giudizio capace di riabilitarlo per i pochi errori commessi, perché la storia è guidata dalla verità e non dal punizionismo cieco ed irrazionale, sorretto dall’invidia . Il problema è pratico: occorre attualizzare l’apparato giuridico perché esso sia a favore dello sviluppo economico.

Mi preme anche sottolineare un altro aspetto della vicenda Berlusconi . Senza entrare nel dettaglio relativo ai processi e senza voler prendere in considerazione gli aspetti tecnici che hanno portato alla condanna dell’uomo Berlusconi in veste di imprenditore , vorrei far riflettere sugli aspetti socio- antropologici , spesso tralasciati , legati a spietati giudizi per quanto riguarda la figura umana di Silvio Berlusconi . Tutti sanno che un uomo ricco e potente è attorniato da tante persone e, fra queste, molte ambiscono al proprio potere e ad arricchirsi , uomini e donne opportunisti . Più cresce il potere di una persona , più cresce il numero delle persone che le ruotano attorno . Tutti sanno che un uomo di potere è, spesso, costretto a delegare a persone di cui si fida anche alcuni aspetti della propria vita personale. Berlusconi è stato anche vittima della stessa schiera di uomini a cui ha delegato alcune sue scelte personali , di vita intima . Le sue vicende personali legate alle cene di Arcore ed alle donne pilotate da chissà chi a dire cose non vere sul suo conto ne sono la testimonianza Molti cortigiani e molte cortigiane sono stati al suo seguito . L’esito è noto a tutti .

Gli uomini di potere sanno che Berlusconi è simile ad ognuno di loro e , perciò, non possono non condividere Berlusconi , prima di essere un uomo politico , è un uomo dell’economia . Lo ha dimostrato e ne ha pagato le conseguenze. Mi auguro che venga riconosciuto il suo amorevole e fruttuoso impegno per la vita economica italiana e che venga riammesso a sedere accanto agli altri Senatori , per i suoi meriti, tralasciando i suoi difetti in quanto nessuno ne è esente e nessuno può scagliare la prima pietra.

Mi sento di poter affermare , quindi, che Berlusconi è innocente!

Biagio Maimone

Fondatore Associazione "Progetto di Vita - Azioni contro la povertà in Italia e nel Mondo e contro ogni forma di discriminazione".

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