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Berlusconi rimette mano al videomessaggio, forse in tv domani

berlusconi condanna cassazione (7)

Esce, anzi no. All’ultimo minuto Silvio Berlusconi ha bloccato il videomessaggio con il quale aveva intenzione di anticipare la decisione della Giunta del Senato, attaccando giudici e il Partito democratico. Il motivo del rinvio? La sentenza del depositata dalla Cassazione sul Lodo Mondadori con la quale i giudici hanno condannato Berlusconi a versare 541 milioni di euro all’arcinemico De Benedetti. Un altro argomento da inserire nel discorso agli italiani.

Nel video, sempre secondo quanto filtra da ambienti di via dell’Umilta’, Berlusconi lancerebbe il ritorno di Forza Italia scagliandosi duramente contro la magistratura e la sinistra che ‘vuole eliminarlo dalla scena per via giudiziaria’, ma non metterebbe in dubbio la vita del governo Letta. Intanto, mentre la Giunta ha terminato la discussione generale sulla decadenza dell’ex premier (il voto e’ previsto per domani sera) il senatore socialista Enrico Buemi lancia una proposta: Berlusconi sia dichiarato decaduto dalla giunta per le Elezioni perche’ interdetto dai pubblici uffici con una sentenza passata in giudicato, ma non per le norme contenute nella legge Severino che potrebbe essere impugnata.

Ma la proposta di Buemi incassa lo stop procedurale del presidente della Giunta e quello politico del Pd: Il presidente della Giunta per le elezioni del Senato, Dario Stefano, ha respinge il ‘lodo Buemi in quanto “non accoglibile e infondato perche’ fuori dal regolamento della Giunta e del Senato”. Quanto al Pd, “il cosiddetto lodo Buemi non ha alcuna ragion d’essere”, ha assicurato Danilo Leva, presidente Forum Giustizia del Partito Democratico. “Non vi sono strade alternative rispetto al percorso stabilito in Giunta. Si tratta di una soluzione impraticabile”.

“La mia proposta e’ stata considerata interessante in tutti gli interventi” che si sono susseguiti nella riunione, ancora in corso, della Giunta, ha riferito Buemi. “Ci sono ancora i tempi per valutarla meglio”, ha aggiunto il senatore socialista, “valutero’ se adire la Giunta del regolamento, in una posizione dialettica con Stefano, che io stimo, ma la garanzia dei procedimenti e’ fondamentale”.

Il Movimento 5 Stelle intanto ha depositato la proposta di modifica del regolamento del Senato per abolire il voto segreto. Lo scrutinio segreto, nella richiesta dell’M5S, resterebbe solo per l’elezione del presidente del Senato e per le altre cariche. “Lo scrutinio segreto non solo deresponsabilizza il parlamentare ma favorisce il potere di pressione dei piu’ disparati gruppi di interessi”, si legge nella relazione che accompagna la proposta strutturata in 4 articoli.