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"Domani scendono in piazza tutti i cittadini che sono fortemente preoccupati per quanto sta accadendo e che hanno a cuore il futuro del nostro Paese e scendono in piazza non per difendere Silvio Berlusconi ma perche' hanno a cuore la democrazia del Paese". Silvio Berlusconi prosegue la sua offensiva mediatica, alla vigilia del voto al Senato sulla decadenza, e sottolinea che la manifestazione sara' "assolutamente pacifica e legittima". Una implicita risposta alla dura nota de Colle di domenica, accompagnata peraltro dalla promessa che "sara' solo l'inizio".

Parole che scatenano la reazione Pd. "Stiamo assistendo a un'escalation con toni sempre piu' violenti da parte di Berlusconi", e' l'allarme di Danilo Leva, responsabile Giustizia del Partito Democratico, per dire che "invocare la piazza contro una sentenza emessa da un tribunale rappresenta un punto di rottura con la storia della Repubblica e con il nostro sistema democratico". Di piu', osserva il dirigente Pd, "e' una strategia che mira a produrre tensione logorando il Paese e che rende Berlusconi sempre piu' anti-Stato".

Il Pd era gia' tornato a respingere gli appelli "alla coscienza" che arrivano dall'ex premier. "L'appello di Berlusconi e' l'ennesimo tentativo per evitare di sottostare alla legge: la nostra Costituzione, all'articolo 27 dice che si e' innocenti sino al terzo grado di giudizio. Ecco, al terzo grado vi si e' arrivati e la legge ha detto che Berlusconi nella fattispecie e' stato dichiarato colpevole", rimarca Roberto Speranza.

Cosi' a Pier Ferdinando Casini non resta, di fronte alla levata di scudi registrata in proposito, che sottolineare che la sua proposta "e' semplicemente condivisibile o meno, e io rivendico l'individuazione di una strada lineare che evita ogni tensione e determina da parte del Senato la presa d'atto di una interdizione gia' decisa dalla magistratura". Dunque, "con grande rispetto verso tutti i colleghi, la mia proposta non e' ne' irricevibile ne' strampalata, come sostiene l'ottimo Dario Stefano" e se nessuno vuole accettare un time out prima del voto "ciascuno si assumera' le proprie responsabilita', come sempre. Come e' avvenuto - sottolinea polemicamente - per la scelta di non adire la Corte Costituzionale, cosa sostenuta da eminenti giuristi come Violante, Capotosti e Onida, o di applicare il voto palese, ancora oggi ritenuta dal socialista Nencini una lesione grave".

Resta acquisito che domani l'Aula del Senato, con una seduta unica, con sospensione dalle 14 alle 15, discutera' e votera' la proposta della Giunta delle elezioni sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Il voto sugli odg iniziera' alle 19. Per le 21, fa sapere, l'ex premier sara' in studio da Bruno Vespa.

Un'ipotesi "assurda e irreale". Cosi' il professor Franco Coppi, difensore di Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa alla stampa estera, risponde in merito alla possibilita' che l'ex premier venga arrestato, una volta decaduto dal Parlamento. "Un'ipotesi di questo genere - ha detto Coppi - va al di la' della stessa provocazione. Da un punto di vista teorico ci sono procedimenti penali per reati che consentono al pm di chiedere provvedimenti cautelari, ma nella situazione attuale e' un' ipotesi irreale e assurda".

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