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Calderone: “Credo molto di più nel congedo paritario che nel salario minimo”

La ministra del Lavoro Marina Calderone al Forum ANSA boccia l’ipotesi del salario minimo, difende la contrattazione collettiva e apre a un percorso graduale verso un congedo parentale più equo tra madri e padri, nel rispetto della tutela della maternità.

Calderone: “Credo molto di più nel congedo paritario che nel salario minimo”
Marina Calderone

Credo molto di più nel congedo paritario che nel salario minimo. Certamente il salario minimo è un percorso che è stato proposto dalle opposizioni e che il governo non è in una condizione di condividerlo, perché la nostra impostazione è quella di sostenere la contrattazione e i rinnovi contrattuali”. Lo ha detto la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone al Forum Ansa. “Definire un salario minimo in un mondo del lavoro come il nostro – ha spiegato – potrebbe avere un effetto negativo, ovvero un effetto di uscita dal contratto. Potrebbe esserci da parte delle aziende un fenomeno di rifiuto del contratto”.

“Se ci fosse una legge che individua un salario come quello di riferimento, perché in questo caso invece non utilizzare un contratto? I contratti bisogna utilizzarli e farlo bene perché vanno oltre la retribuzione oraria e costruiscono un sistema ampio e strutturato di tutele – ha spiegato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone parlando del salario minimo -. Perché quando si valuta la bontà di un contratto si guarda alla retribuzione e si guarda anche a tutte le altre garanzie”.

Riguardo invece il congedo parentale paritario, Calderone si è detta “assolutamente favorevole, a livello di interventi, che consentano di portare sempre più donne al lavoro. Dobbiamo costruire un sistema di sostegni e supporti alla famiglia che ponga il tema del lavoro femminile anche in un’ottica di condivisione di quelle che sono le responsabilità familiari”. “Il tema di condividere la genitorialità è un tema importante – ha aggiunto a ministra durante il Forum Ansa -. Certamente arrivare a un congedo paritario di 5 mesi, che vuol dire pareggiare il congedo obbligatorio per le donne che affrontano gli ultimi mesi di una gravidanza deve tenere conto di salvaguardare la donna che affronta una maternità. Io dico che si possono iniziare i percorsi ma tenendo conto che partiamo da situazioni che vanno analizzate in modo differente perché è importante continuare a tutelare le donne nel percorso di maternità, sostenere i padri nell’assunzione delle responsabilità, ma tenendo conto le necessità di rendere sostenibile l’azione”.