E’ ufficiale, Matteo Salvini sta già pensando oltre il Centrodestra. O, quantomeno, oltre questo tipo di Centrodestra formato dall’alleanza della Lega con Forza Italia e Fratelli d’Italia. E la prova sono le elezioni in Alto Adige in programma domenica 21 ottobre. Il vicepremier e ministro dell’Interno, in questi giorni in vacanza a Pinzolo in Trentino con la figlia Mirta, dovrebbe incontrare i rappresentanti della Südtiroler Volkspartei, il partito della stella alpina che rappresenta i cittadini di lingua tedesca. Il leader della Lega sabato sera nella località della Val Rendena terrà un comizio per dare il via alla campagna elettorale in Alto Adige e in Trentino.
Se in provincia di Trento il candidato del Centrodestra sarà Maurizio Fugatti, in provincia di Bolzano la Lega potrebbe andare alle urne da sola e comunque non con la classica coalizione di Centrodestra. Non è escluso che la Lega possa trovare un accordo con la Svp, partito che storicamente – anche alle elezioni politiche – si è sempre alleato con il Pd (e infatti Maria Elena Boschi è stata eletta proprio in Alto Adige). Salvini ha spiegato che “la Lega è nata per difendere le specificità e le autonomia e nei prossimi giorni avrò incontri con la Svp”. Salvini ha aggiunto che “se a Trento abbiamo squadra e progetto, in Alto Adige i nostri leghisti mi dicono che preferiscono andare da soli perché la convivenza con alcuni alleati è difficile”.
La strategia del titolare del Viminale è duplice: scippare la Svp al Pd, e garantirsi quindi un bacino elettorale prima di Centrosinistra, e iniziare a smarcarsi da Berlusconi. Salvini non può rompere subito con l’ex Cavaliere, ed ecco perché in Trentino il Centrodestra tiene (così come, forse, in Abruzzo), ma dove e quando c’è l’occasione inizia a costruire il dopo. Ovvero una destra sovranista ma anche regionalista e autonomista (questo significa l’eventuale intesa con la Svp) che superi la storica alleanza con Forza Italia e Fratelli d’Italia. In questo modo la Lega manda anche un segnale alla Meloni e a chi, come Giovanni Toti, sta ancora in Forza Italia ma in maniera molto critica. Il tempo delle scelte sta per arrivare e Fratelli d’Italia e i malpancisti azzurri dovranno presto scegliere se restano con Tajani e Gianni Letta o se seguire la nuova destra di Salvini e Giorgetti. Come in Alto Adige.
