Pierbattista Pizzaballa, dalle missioni umanitarie a Gaza al patriarcato di Gerusalemme: ecco chi è il Cardinale bloccato al Santo Sepolcro
Si stava recando alla Chiesa del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme, quando il cardinale Pizzaballa è stato fermato dalla polizia israeliana, che ne ha impedito l’ingresso insieme al custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo. I due non sono stati autorizzati a entrare e dunque non hanno potuto celebrare la funzione in quella che è una delle celebrazioni più importanti dell’anno liturgico cristiano. Un episodio che il Patriarcato ha definito “un grave precedente”, perchè è la prima volta, da secoli, che un patriarca latino non viene lasciato entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro per celebrare la Domenica delle Palme. L’episodio ha suscitato reazioni anche a livello politico: ma chi è Pierbattista Pizzaballa?
Il cardinale, patriarca cattolico e biblista italiano dell’Ordine dei Frati Minori, dal 24 ottobre 2020 è patriarca di Gerusalemme dei Latini. Fin da giovane si è dedicato alla vita religiosa presso i Frati Minori dell’Emilia-Romagna, frequentando le scuole medie nel seminario minore “Le Grazie” di Rimini e conseguendo la maturità classica nel seminario arcivescovile di Ferrara nel 1984. Ha vestito l’abito religioso il 5 settembre 1984 nel convento di Santo Spirito a Ferrara e ha iniziato il noviziato al Santuario della Verna come frate minore della provincia francescana di Cristo Re. La professione temporanea è stata emessa il 7 settembre 1985, mentre la professione solenne è stata celebrata il 10 ottobre 1989 nella chiesa di Sant’Antonio di Padova.
Nel 1990 ha conseguito il baccalaureato in teologia presso lo studio teologico “Sant’Antonio” di Bologna, affiliato alla Pontificia Università Antonianum, e lo stesso anno è stato ordinato presbitero dal cardinale Giacomo Biffi nella cattedrale di Bologna. Dopo un periodo a Roma, nell’ottobre 1990 si trasferisce a Gerusalemme, dove si iscrive allo Studium Biblicum Franciscanum (SBF), conseguendo nel 1993 la licenza in teologia con specializzazione biblica. Tra il 1993 e il 1994 ha studiato ebraico moderno e lingue semitiche presso la Hebrew University di Gerusalemme. Dal 1998 è stato professore assistente di ebraico biblico e giudaismo presso lo SBF e lo Studium Theologicum Jerosolymitanum (STJ). Il 2 luglio 1999 entra formalmente al servizio della Custodia di Terra Santa.
Accanto all’attività accademica, si dedica soprattutto alla comunità cattolica di lingua ebraica in Israele, curando nel 1995 la pubblicazione del Messale Romano in lingua ebraica e traducendo vari testi liturgici. Ha ricoperto ruoli di assistente generale dell’ausiliare del patriarca latino per la cura pastorale dei cattolici ebraofoni, vicario parrocchiale della comunità ebraica di Gerusalemme, e tra il 2001 e il 2004 superiore del convento dei Santi Simeone e Anna, con responsabilità pastorali sulla parrocchia ebraica.
Custode di Terra Santa
Nel 2004 Pizzaballa è nominato 167º custode di Terra Santa e guardiano del Monte Sion, succedendo a padre Giovanni Battistelli. Il ruolo di custode include la tutela dello Statu Quo e una delicata funzione diplomatica tra Israele e le autorità palestinesi. La sua azione si distingue per equilibrio, capacità strategica e apertura al dialogo, per garantire la presenza cristiana in Terra Santa.
Dal 2008 al 2013 è stato consultore della Commissione per i rapporti con l’ebraismo presso il Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Nel maggio 2014 papa Francesco gli affida l’organizzazione dell’incontro di preghiera tra il presidente israeliano Shimon Peres, il presidente palestinese Abu Mazen, il papa e il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, avvenuto l’8 giugno 2014. Pizzaballa rimane custode per dodici anni, il mandato più lungo dal 1946, fino al 20 maggio 2016, quando il suo successore Francesco Patton assume l’incarico.
Amministratore apostolico di Gerusalemme
Il 24 giugno 2016 papa Francesco lo nomina amministratore apostolico sede vacante del patriarcato di Gerusalemme dei Latini, con dignità di arcivescovo e sede titolare di Verbe, sostituendo il dimissionario patriarca Fouad Twal. Entra in carica il 15 luglio e riceve l’ordinazione episcopale il 10 settembre 2016 nella cattedrale di Bergamo, dal cardinale Leonardo Sandri, con co-consacranti Fouad Twal e il vescovo di Bergamo Francesco Beschi. Il 21 settembre fa il suo ingresso solenne a Gerusalemme.
Il 25 ottobre 2016 diventa pro-gran priore dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e, il 13 febbraio 2017, vicepresidente vicario della Conferenza dei vescovi latini nelle regioni arabe. Durante il quadriennio come amministratore, affronta la pesante crisi economica del patriarcato, accumulata per la costruzione dell’Università Americana di Madaba, vendendo parte delle proprietà a Nazareth e riorganizzando la gestione finanziaria con un nuovo Statuto del Patriarcato Latino di Gerusalemme, orientato alla trasparenza e sostenibilità economica.
Patriarca di Gerusalemme dei Latini e cardinalato
Il 24 ottobre 2020 papa Francesco lo nomina patriarca di Gerusalemme dei Latini e il 28 ottobre gli impone il pallio nella Domus Sanctae Marthae. Il 6 novembre prende possesso della sede patriarcale. Il 9 luglio 2023 papa Francesco annuncia la sua creazione a cardinale; il 30 settembre 2023 viene creato cardinale presbitero di Sant’Onofrio, e il 1º maggio 2024 prende possesso del titolo, dopo un rinvio dovuto all’allargamento del conflitto tra Iran e Israele. In seguito al conflitto Gaza-Israele del 2023, il 16 ottobre si offre in cambio dei bambini ostaggio di Hamas. Nel gennaio 2025 entra nel comitato promotore della Fondazione internazionale Oasis per promuovere il dialogo tra cristiani e musulmani in Europa, Africa e Medio Oriente.
Partecipa a Roma ai funerali di papa Francesco e al successivo conclave che elegge papa Leone XIV, dove era considerato tra i possibili papabili. Il 3 luglio 2025 diventa membro del Dicastero per il dialogo interreligioso e il 18 luglio partecipa a una delegazione internazionale con il patriarca greco-ortodosso Teofilo III per trasportare 500 tonnellate di aiuti ai cristiani di Gaza.

