Politica
Codice della strada, l'allentamento della stretta per la guida sotto effetto di droghe autogol della Consulta. Rafforza il SI' al referendum
Ne è convinte il Cdx. Tema molto sensibile per gli anziani

Questo allentamento della stretta per la guida sotto effetto di stupefacenti altro non fa che diminuire ulteriormente la stima per la Magistratura
La stretta sulla guida sotto l'effetto di droga operata nel 2024 dall'articolo 187 del Codice della Strada non è illegittima purché venga interpretata nel senso che possa essere punito solo chi si sia messo al volante, dopo l'assunzione di stupefacenti, in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale. Lo ha stabilito la Corte costituzionale. Prima la norma puniva chi guidava "in stato di alterazione psico-fisica" dopo aver assunto droga. Con la nuova formulazione dell'articolo 187 si punisce semplicemente chi guida "dopo aver assunto" sostanze stupefacenti. Sulla norma è arrivata oggi l'interpretazione della Consulta, dopo i dubbi di legittimità espressi da tre giudici.
La decisione della Corte va per l'ennesima volta contro una decisione del governo di Centrodestra guidato da Giorgia Meloni, dopo i tanti interventi dei magistrati ad esempio contro i centri di permanenza ed espulsione di immigrati irregolari in Albania. Ufficialmente la maggioranza, ovviamente, non è contenta. Anzi, parla di sconcerto e delusione. Perfino i Radicali si sono schierati contro.
Politicamente però, dietro le quinte, in ambienti del Centrodestra si parla di "ottima notizia" in vista del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia. Il tema della sicurezza sulle strade e della guida dopo aver assunto droghe, che è spesso la causa di molti incidenti mortali causati in gran parte da giovani, è molto sentito soprattutto dalla popolazione di media età e in particolare da parte degli anziani. Che si sentono insicuri a camminare o semplicemente ad andare in bicicletta per le strade della propria città. La decisione della Consulta di ieri, che finisce su tutti i telegiornali e i giornali, verrà ascoltata e letta da milioni di italiani e soprattutto over 60 o 70 anni. Che sono i più sensibili e sono anche i più presenti quando ci sono consultazioni anche referendarie, a differenza dei più giovani tra i quali l'astensione è altissima.
Pertanto, ragionano nel Centrodestra, la decisione dei giudici supremi viene interpretata come l'ennesimo autogol dei magistrati in vista del referendum e rafforza ulteriormente il SI' alla riforma già avanti in tutti i sondaggi. Si dirà che occorre leggere le motivazioni della Corte, vero, ma la massaia 75enne o il pensionato 80enne guarda il tg delle 19 e delle 20 e si limita ad ascoltare la notizia senza entrare nel merito. E certo questo allentamento della stretta per la guida sotto effetto di stupefacenti altro non fa che diminuire ulteriormente la stima per la Magistratura in senso lato.
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