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La Camera approva la fiducia sul decreto bollette. I vannacciani si mettono contro. Alemanno nel partito del generale

Con le misure introdotte dal governo “non abbiamo visto scendere il prezzo dei carburanti e il problema non si risolve con provvedimenti tardivi, temporanei e inutili ma con interventi strutturali”

La Camera approva la fiducia sul decreto bollette. I vannacciani si mettono contro. Alemanno nel partito del generale

La Camera approva la fiducia sul decreto bollette

Via libera nell’Aula della Camera alla fiducia posta dal governo sul decreto bollette. I sì sono stati 203, i no 117, gli astenuti 3. 

La posizione dei vannacciani

I tre deputati vannacciani alla Camera, Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo, oggi voteranno no alla fiducia chiesta dal governo sul decreto bollette. A spiegarne i motivi in dichiarazione di voto è Rossano Sasso: con le misure introdotte dal governo “non abbiamo visto scendere il prezzo dei carburanti e il problema non si risolve con provvedimenti tardivi, temporanei e inutili ma con interventi strutturali”, ha sottolineato.

Certo, il problema nasce dai governi precedenti, “ma è anche figlio delle scelte del centrodestra moderato e molliccio che liscia il pelo a von der Leyen e indugia sul nucleare e non vuole riaprire i rubinetti russi. Chiediamo di destinare 3 miliardi per la guerra che i cittadini italiani sono costretti a subire con il caro bollette e caro energia e non è con un misero bonus che si risolvono i problemi, ma se avessimo destinato i 4 miliardi agli italiani anziché a Zelensky forse avremmo problemi in meno”.

Dunque, con il no alla fiducia “vogliamo dare un segnale politico: abbiamo dato” in altre occasioni la “fiducia al governo, ma non è stata ricambiata e siamo pronti a cambiare posizione se arrivano segnali che vanno a destra, ma di destra vera non moderata“, ha concluso Sasso. 

Alemanno aderisce a Futuro Nazionale

La spilletta di Futuro nazionale di Roberto Vannacci viene indossata da oggi anche da Gianni Alemanno, che ha deciso di far confluire il suo movimento “Indipendenza” dentro al partito dell’ex capo dei parà. “L’ha ricevuta oggi simbolicamente tramite Massimo, ma appena sarà possibile farlo fisicamente, la riceverà di persona. A lui va la mia stretta di mano, va il ringraziamento e per quanto non fosse presente qua con noi da un punto di vista reale, lo era invece col cuore, lo era con la passione e lo era col pensiero. Grazie a Gianni Alemanno“.

Seduto negli uffici della componente vannacciana della Camera, il generale, con alle spalle il simbolo di Fnv, ha al suo fianco il braccio destro, Massimiliano Simoni, coordinatore nazionale e portavoce del ‘mondo al contrario’, e due degli uomini del movimento dell’ex sindaco di Roma, detenuto a Rebibbia per aver violato gli arresti domiciliari: il presidente Massimo Arlecchino e Felice Costini, vicesegretario nazionale. Vannacci assicura: quella che nasce con questa intesa “è un battaglia della destra pura e orgogliosa, capace di segnare una propria strada”.

“Oggi la nostra è una scelta virtuosa e rara, cioè quella di spogliarci del nostro vestito e indossarne uno più ampio mantenendo la nostra essenza. Per questo stiamo rinunciando a qualcosa, a partire da un simbolo, e oggi con il generale iniziamo una battaglia comune e lo facciamo con entusiasmo”, gli fa eco proprio Arlecchino, mentre Vannacci gli consegna la spilletta dei futuristi. Vannacci, come già fatto ieri, nel corso del taglio del nastro della nuova sede nazionale di via in Lucina, non si sottrae alle domande dei tantissimi cronisti presenti. Facendo intuire che con il centrodestra di maggioranza, con Fdi, Fi e Lega, punterà i piedi. “Questo governo – dice in premessa- è il meno peggio che possiamo avere. L’alternativa che cos’è? Il no Tav, no Tap, no trivelle, no gas, no caldaie, no ponte… . Questa è l’alternativa, è il peggio del peggio, quindi di fronte al peggio del peggio, meglio il meno peggio”.

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