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Elezioni comunali, a Salerno in pole “lo sceriffo”. Reggio Calabria punta su Cannizzaro. La mappa degli sfidanti

Da Venezia a Salerno, passando per Reggio Calabria e Trani: ecco tutti i candidati nei capoluoghi di provincia chiamati al voto il 24 e il 25 maggio

Elezioni comunali, a Salerno in pole “lo sceriffo”. Reggio Calabria punta su Cannizzaro. La mappa degli sfidanti

Elezioni amministrative 2026, ecco chi sono i candidati sindaco in tutti i capoluoghi di provincia

Le elezioni amministrative 2026 entrano nel vivo. Occhi aperti su 894 comuni, di cui 661 nelle regioni a statuto ordinario e 233 in quelle a statuto speciale. Nello specifico, si guarda ai capoluoghi di provincia. Quindici nel primo caso – Lecco, Mantova, Venezia, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Salerno, Andria, Trani, Crotone e Reggio Calabria – e tre nel secondo – Messina, Enna e Agrigento. Complessivamente, gli italiani chiamati alle urne sono 6.624.575. In molte città il centrosinistra cerca di difendere amministrazioni uscenti o ricompattare il campo largo, mentre il centrodestra punta a consolidare la propria presenza territoriale. Sullo sfondo, il test politico rappresenta anche un banco di prova nazionale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

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Lecco, la sfida della continuità

A Lecco la corsa a Palazzo Bovara ruota attorno al sindaco uscente Mauro Gattinoni, sostenuto da una coalizione composta da quattro liste: Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Fattore Lecco e AmbientalMente Lecco. Il principale sfidante è Filippo Boscagli, candidato del centrodestra sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e dalla civica “Boscagli Sindaco di Lecco”. Completano il quadro altri tre candidati: Mauro Fumagalli con la lista “Orizzonte per Lecco”, Francesca Losi sostenuta dal “Partito Popolare del Nord” e Giovanni Colombo appoggiato da “Patto per il Nord”. Nel complesso, la Lombardia sarà una delle regioni maggiormente coinvolte dalla tornata amministrativa: sono infatti 93 i comuni chiamati al voto il 24 e 25 maggio, tra cui quattordici sopra i 15mila abitanti. Tra questi figurano anche Mantova, Legnano, Corsico e Vigevano.

Mantova, corsa a cinque

Cinque invece i candidati sindaco a Mantova, carica occupata negli ultimi dieci anni da Mattia Palazzi. Sono Andrea Murari per i progressisti; Mirko Gragnato, sostenuto dal Movimento 5 Stelle; Raffaele Zancuoghi per il centrodestra; Luca de Marchi con la lista “De Marchi per Mantova”; Emanuele Bellintani, in corsa con la lista civica “Dire Fare Città”.

Venezia: la partita del dopo Brugnaro

Venezia torna al voto per scegliere il successore di Luigi Brugnaro dopo undici anni di amministrazione civica di centrodestra. I favoriti appaiono soprattutto due: Simone Venturini, assessore uscente in continuità con la giunta Brugnaro, e Andrea Martella, senatore del Partito Democratico e candidato del centrosinistra allargato, che ritrova anche il sostegno del Movimento 5 Stelle. Accanto ai due principali contendenti si muovono altre anime politiche cittadine: Giovanni Andrea Martini per la sinistra civica, l’economista Michele Boldrin con una proposta liberale, Pierangelo Del Zotto con una lista identitaria veneta, oltre ai candidati Claudio Vernier, Roberto Agirmo e Luigi Corò. Se nessun candidato supererà il 50% più uno dei voti, Venezia tornerà alle urne per il ballottaggio del 7 e 8 giugno, scenario già verificatosi nel 2015 e sfiorato nel 2020.

Arezzo: il dopo Ginelli

Ad Arezzo sono sei i candidati sindaco in corsa alle elezioni comunali, sostenuti complessivamente da diciotto liste. La sfida arriva al termine dei due mandati del sindaco uscente Alessandro Ghinelli, esponente del centrodestra, e si preannuncia particolarmente aperta. In caso nessun candidato superi il 50% più uno dei voti validi, la partita si deciderà al ballottaggio. Il centrosinistra, sostenuto anche dal Movimento 5 Stelle, punta su Vincenzo Ceccarelli, mentre il centrodestra si presenta compatto attorno alla candidatura di Marcello Comanducci. Tra i protagonisti della corsa anche Marco Donati, sostenuto da cinque liste civiche, che punta a intercettare il voto moderato e civico. Completano il quadro Egiziano Andreani per “Democrazia Sovrana e Popolare”, Serena Marinelli con “Alternativa Comune per una democrazia radicale” – unica donna candidata – e Michele Menchetti con la “Lista indipendente per Arezzo”. La sfida aretina rappresenta uno dei test più osservati in Toscana, regione dove il centrosinistra cerca di mantenere il radicamento storico nei territori mentre il centrodestra punta a consolidare gli spazi conquistati negli ultimi anni.

Pistoia, fine dell’era Tomasi

Dopo dieci anni di amministrazione guidata da Alessandro Tomasi, il centrodestra punta a mantenere la guida di Pistoia con la candidatura di Anna Maria Celesti, già vicesindaca e sindaca facente funzione nel corso dell’ultima consiliatura. Celesti rappresenta la candidatura della continuità amministrativa ed è sostenuta da una coalizione di centrodestra composta da cinque liste, tra cui Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Udc, “Amo Pistoia”, “Libertà è Democrazia” e altre civiche di area moderata. Il centrosinistra ha invece scelto Giovanni Capecchi attraverso le primarie di coalizione del 12 aprile 2026, vinte con il 56,5% dei voti contro Stefania Nesi. Capecchi è sostenuto da sei liste, tra cui Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e varie liste civiche progressiste. Completa il quadro Fabrizio Mancinelli, professore di matematica e rappresentante della sinistra radicale cittadina, candidato con la lista civica “Pistoia Rossa”, che si propone come alternativa ai due principali schieramenti.

Prato, sei candidati dopo la fine anticipata della consiliatura

Anche Prato si prepara a tornare alle urne il 24 e 25 maggio 2026 per eleggere il nuovo sindaco, in una tornata segnata dalla fine anticipata della consiliatura guidata da Ilaria Bugetti e dal successivo periodo di commissariamento. Sei i candidati in corsa per la guida del Comune, sostenuti da un quadro politico frammentato. Il centrosinistra punta su Matteo Biffoni, sostenuto da una coalizione composta da cinque liste, mentre il centrodestra candida Gianluca Banchelli con tre liste a supporto. In campo anche Enrico Zanieri per Unità Popolare, Jonathan Targetti con “L’Alternativa c’è”, Claudio Belgiorno con la lista civica “Claudio Belgiorno sindaco” ed Emilio Paradiso per “Alleati per Prato – Civici”.

Fermo, sfida aperta tra civici e centrodestra

A Fermo sono quattro i candidati alla carica di sindaco nelle elezioni amministrative 2026. La sfida si apre tra il centrosinistra, il centrodestra e due candidature civiche che puntano a intercettare il voto indipendente della città. In caso di ballottaggio, il secondo turno si svolgerà il 7 e 8 giugno. Il centrosinistra candida Angelica Malvatani, mentre il centrodestra punta su Leonardo Tosoni. In campo anche due figure civiche: Alberto Scarfini e Saturnino Di Ruscio, ex sindaco della città tra il 2001 e il 2011, che torna così in una competizione elettorale già conosciuta. Inizialmente aveva annunciato la candidatura anche lo youtuber e avvocato Andrea Diprè, poi ritiratasi dopo contestazioni e critiche emerse sui social e tra i cittadini.

Macerata, 16 liste in campo

A Macerata sono cinque i candidati alla carica di sindaco per le consultazioni del 24 e 25 maggio 2026. La competizione si preannuncia molto articolata, con un totale di sedici liste a sostegno delle diverse candidature. I candidati sono Mattia Orioli, Sandro Parcaroli, Giordano Ripa, Marco Sigona e Gianluca Tittarelli. Il quadro politico locale si presenta frammentato, con più poli e una forte presenza di liste civiche accanto alle tradizionali coalizioni.

Chieti, il centrodestra diviso

A Chieti la corsa a sindaco vede sei candidati in competizione. Il centrosinistra unito sostiene Giovanni Legnini, ex parlamentare e già commissario straordinario per la ricostruzione post sisma, appoggiato da una coalizione ampia che comprende Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Il centrodestra, invece, si presenta diviso: da un lato Cristiano Sicari, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati; dall’altro Mario Colantonio, appoggiato dalla Lega e da altre liste civiche e centriste. Completano il quadro Giancarlo Cascini per “Chieti in Comune”, Alessandro Carbone con una coalizione civica e Olinto Amoroso con la lista “Rinascita per Chieti”.

Avellino, tre candidati per evitare commissariamenti

Ad Avellino la sfida per la carica di sindaco si concentra su tre candidati principali in un clima politico segnato dalla volontà di interrompere la lunga stagione dei commissariamenti. Il centrosinistra, riunito nel cosiddetto campo largo, sostiene Nello Pizza con sei liste a supporto, puntando su una proposta unitaria e inclusiva di movimenti e associazioni. Il centrodestra, invece, appare diviso tra due ex sindaci: Laura Nargi, sostenuta da cinque liste e appoggiata da Forza Italia e Fratelli d’Italia, e Gianluca Festa, sostenuto da quattro liste e appoggiato da Lega e Udc. Sullo sfondo resta centrale il tema della stabilità amministrativa, dopo tre commissariamenti negli ultimi sette anni che hanno segnato profondamente la vita politica cittadina.

Salerno: De Luca protagonista della corsa

Sono otto i candidati sindaco e ventuno le liste depositate per le comunali di Salerno. Al centro della competizione c’è Vincenzo De Luca, ex sindaco della città ed ex presidente della Regione Campania, sostenuto da sette liste civiche senza il simbolo del Partito Democratico, partito al quale è iscritto e di cui il figlio Piero De Luca è segretario regionale. A supportarlo ci sono “Progressisti per Salerno”, “Salerno per i Giovani”, “A Testa Alta”, “Cristiani Democratici”, “Avanti-Psi”, “Insieme per Salerno” e “Davvero Ecologia&Diritti”. Il centrodestra punta invece su Gherardo Maria Marenghi, avvocato e docente universitario sostenuto da quattro liste: “Fratelli d’Italia”, “Forza Italia”, “Prima Salerno” e “Noi Moderati”. Armando Zambrano e Franco Massimo Lanocita sono sostenuti da tre liste ciascuno. In corsa anche Domenico “Mimmo” Ventura con la lista “Dimensione Bandecchi”, Elisabetta Barone – unica donna candidata – con “Semplice Salerno”, e Pio Antonio De Felice per “Potere al Popolo”.

Andria, sfida a due

Ad Andria, la competizione si concentra su una sfida a due tra la sindaca uscente Giovanna Bruno, espressione del centrosinistra, e il candidato del centrodestra Sabino Napolitano. Sono 12 le liste complessive in campo e 356 i candidati al consiglio comunale. Giovanna Bruno, prima donna a guidare la città dal 2020, si ricandida alla guida di una coalizione ampia che riunisce sette liste: XABC, Azione, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle/Alleanza Verdi e Sinistra, Progetto Andria, “Giovanna Bruno Sindaco” e “3 Andria Lab”. La sindaca punta alla riconferma dopo cinque anni di amministrazione sostenuta da una coalizione eterogenea tra partiti e civiche. Sul fronte opposto, il centrodestra si presenta unito attorno a Sabino Napolitano, medico pediatra, sostenuto da cinque liste: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, “Andria Fatti Grande” e “Io Sud/NPSI”. La coalizione punta a ribaltare l’esito del 2020, facendo leva soprattutto su temi come sanità, sicurezza e ambiente.

Trani: centrosinistra diviso e corsa affollata

La corsa elettorale a Trani si presenta particolarmente frammentata dopo i due mandati del sindaco uscente Amedeo Bottaro. Il centrosinistra candida Marco Galiano, dirigente scolastico sostenuto da cinque liste: Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, “Popolari con Galiano” e “Per Trani”. L’obiettivo è garantire continuità amministrativa rispetto agli ultimi undici anni. Il cosiddetto “campo largo”, però, si è spaccato poco prima della presentazione delle liste. Il Movimento 5 Stelle ha infatti deciso di sostenere nuovamente Vito Branà, consigliere comunale uscente, scegliendo di correre autonomamente. Ulteriore elemento di tensione nel centrosinistra è rappresentato dalla candidatura autonoma di Giacomo Marinaro, ex presidente del consiglio comunale ed ex esponente Pd, sostenuto da una coalizione civica composta da “Giacomino sindaco per Trani”, “Essere in Azione”, Partito Socialista, “Prima di tutto Trani” e “Marinaro sindaco per Trani”. Nel centrodestra, privo del simbolo della Lega, il candidato è Angelo Guarriello, medico urologo sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e dalle civiche “Trani Libera” e “Angelo Guarriello sindaco”. L’unica donna candidata è Angela Mercorio, insegnante sostenuta dalle liste civiche “Rispettiamo Trani” e “Trani 2035”.

Reggio Calabria: sfida a quattro

A Reggio Calabria il quadro appare più definito, con quattro candidati principali in corsa per Palazzo San Giorgio. Il centrodestra sostiene Francesco Cannizzaro, appoggiato da una coalizione composta da undici liste. Il centrosinistra punta invece su Domenico Battaglia, sostenuto da sei liste. Completano il quadro Eduardo Lamberti Castronuovo, con due liste civiche, e Saverio Pazzano, sostenuto da una lista.

Messina, cinque in corsa

A Messina la corsa per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026 vede cinque candidati in campo e un totale di 26 liste, in un confronto che ruota attorno alla figura del sindaco uscente Federico Basile. La competizione si annuncia aperta, con un eventuale ballottaggio previsto per il 7 e 8 giugno nel caso nessun candidato superi il 50% più uno dei voti validi. Basile, esponente di Sud chiama Nord, prova a conquistare un secondo mandato dopo aver già guidato la città dal 2022. Il centrosinistra schiera Antonella Russo, avvocata e consigliera comunale uscente, mentre il centrodestra punta su Marcello Scurria, avvocato amministrativista con lunga esperienza a supporto delle amministrazioni locali. In campo anche Gaetano Sciacca per “Rinascita Messina”, dirigente tecnico regionale, e Lillo Valvieri, outsider e barbiere di professione, sostenuto da una lista civica personale.

Enna, il dopo Dipietro

Enna torna alle urne per scegliere il nuovo sindaco dopo l’esperienza amministrativa di Maurizio Dipietro. La competizione si presenta come una corsa a tre, con equilibri politici tradizionali e una proposta civica che prova a inserirsi tra i due principali schieramenti. In caso di mancato superamento della soglia del 50% più uno dei voti, sarà previsto il ballottaggio. Il centrodestra sostiene Ezio Massimo De Rose, candidato indicato come punto di sintesi della coalizione. Il centrosinistra e l’area progressista convergono invece su Vladimiro Crisafulli, detto “Mirello”, figura storica della politica locale. Terzo incomodo è Filippo Fiammetta, sostenuto dalla lista civica “Coordinamento civico per Enna – Fiammetta Sindaco”, che punta a intercettare il voto indipendente e disallineato dai blocchi tradizionali.

Agrigento, quattro candidati e un centrodestra diviso

Ad Agrigento, uno dei tre capoluoghi siciliani al voto il 24 e 25 maggio 2026, la sfida per la carica di sindaco si apre senza il primo cittadino uscente Franco Micciché, che ha scelto di non ricandidarsi. La competizione vede quattro candidati in campo e un centrodestra diviso, mentre il centrosinistra si presenta più compatto. Nel centrodestra corre Luigi Gentile, ex deputato regionale, sostenuto da Lega, Democrazia Cristiana, “Gentile Sindaco” e Noi Moderati–Sud Chiama Nord. Sullo stesso versante politico è presente anche Dino Alonge, avvocato, appoggiato da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e Mpa–Grande Sud, segno di una coalizione nazionale frammentata sul piano locale. Il centrosinistra punta invece su Michele Sodano, ex deputato del Movimento 5 Stelle, sostenuto dal movimento Controcorrente, dal Partito Democratico e da Casa Riformista. Chiude il quadro Giuseppe Di Rosa, candidato civico con le liste “Agrigento Amore Mio” e “Liberiamo Agrigento”, che si propone come alternativa ai due poli tradizionali.

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