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Politica
Giorgia Meloni premier? Luce verde dalle sue connessioni internazionali

Giorgia Meloni-New York Times, come Berlusconi-Economist nel 2001. Ma il giochetto non funziona

Grandi polemiche ha suscitato il recente articolo uscito sul New York Times a firma del giornalista di sinistra britannico David Broder, che prevede un futuro fosco per il nostro paese in caso di vittoria della Meloni e del centrodestra. il pezzo sembra seguire lo stesso percorso iniziato dal celebre articolo dell’Economist nel 2001, quando definì Berlusconi inadatto a governare. Così è stato per un certo periodo per Matteo Salvini, ed ora sembra essere arrivato il momento della Meloni.

Ma come il giochetto sembra non avere funzionato con Silvio Berlusconi, che ha governato il paese per 4 volte e per dieci anni, così sembra possa avere lo stesso effetto su Giorgia Meloni, anche e soprattutto perché la leader di Fratelli d’Italia ha avuto il merito e la preveggenza di crearsi per tempo una fitta di relazioni internazionali, che la rendono ormai credibile ed autorevole sia negli Usa che nelle cancellerie europee. La Meloni negli ultimi anni, oltre a consolidare la sua posizione in Italia, ha infatti pensato bene di accreditarsi presso i principali consessi internazionali, ma non con slogan e battute come molti leader di sinistra fanno, ma con fatti ed azioni concrete.

Giorgia Meloni, il successo dagli Usa all'Europa

Da anni la leader di Fratelli d’Italia, per esempio, è l'unico politico italiano ad essere invitata all’ importante riunione dei repubblicani americani, il Conservative Political Action Conference (CPAC). Un suo intervento sul palco due anni fa, da semisconosciuta in Usa, fu applauditissimo e fu ripreso anche da diverse riviste americane, stupite dal suo inglese perfetto (cosa rarissima tra i politici italiani) e per la grinta mostrata e le opinioni espresse.

Ma negli USA la Meloni oltre ad essere riconosciuta ed apprezzata dal partito repubblicano, che molto probabilmente conquisterà la maggioranza delle camere alle elezioni di midterm, da circa un anno grazie ai buoni uffici del senatore Adolfo Urso, presidente del Copasir e dell' ex ambasciatore d’Italia alla NATO (cosa che lo rende molto ascoltato ancora negli ambienti della alleanza atlantica) e in Libano, Gabriele Checchia, è Fdi e diventato interlocutore privilegiato dal celebre ed autorevolissimo think tank americano International  Republican Institute. Fondato da Ronald Reagan nel 1980, è ormai considerato un chiaro punto di riferimento per il potere conservatore americano.

In Europa da sempre vicino al partito popolare europeo, proprio grazie al rapporto privilegiato instaurato con la fondazione del senatore Urso, Fare futuro, in questo ultimo anno pare guardare con sempre maggiore interesse alla presidente dei conservatori europei. L’istituto, che in Europa è guidato da Thibault Muzuergues,  ha organizzato insieme alla fondazione fdi Urso, diversi importanti convegni internazionali, a Roma, per parlare di futuro dell’Europa all’interno di un contesto internazionale che sembra sempre più marginizzarla. L'ambasciatore Checchia sta alacremente lavorando anche in ambienti vicini al partito dei Repubblicains francesi, per allontanare se ancora ce ne fosse, l'idea ancora cosi cara alla sinistra italiana, che la Meloni possa essere considerata vicina al movimento della Le Pen. Giorgia Meloni vanta ottime entrature anche a Via Veneto, dove è sita la sede dell’ambasciata americana. Era in cordiali ed ottimi rapporti con l’ex ambasciatore Lewis Eisenberg e ha avuto una buona intesa con l’incaricato d’affari uscente, Thomas Smitham, che ha incontrato anche a marzo poco dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina.

Durante il ricevimento del 4 luglio la Meloni è stata una delle protagoniste della consueta festa evento organizzata in ambasciata Usa, a Villa Taverna in via Veneto. Ma anche in Europa, la Meloni, grazie ai buoni uffici dell'eurodeputato e copresidente Ecr Raffaele Fitto (e di quelli di Carlo Fidanza) è diventata presidente del partito Ecr il 20 settembre del 2020, che guida con piglio ed autorevolezza, inseguendo forse il sogno di creare un grande partito conservatore simile anche in Italia. È stata ricevuta di recente  dalla presidente del parlamento, la maltese Roberta Metsola, con la quale dicono abbia ottimi rapporti.  Ad aiutarla in questo delicato compito, da qualche mese tra i più autorevoli ed ascoltati consiglieri, Fdi può contare sul già ministro degli Esteri nel governo Monti, Giulio Terzi di Sant’Agata, che è stato molto importante nell’indirizzare il partito in una chiara e precisa posizione anti russia e pro nato, posizione che la Meloni ha mantenuto fin dall’inizio della sua parabola politica. Da sempre molto critica verso la Cina, Giorgia Meloni ha spesso criticato l’Europa o alcuni partiti italiani per un’atteggiamento spesso ambiguo verso la Cina, come ha dimostrato, soprattutto nell'ultimo periodo della sua parabola politica, Angela Merkel. Insomma sembra che si possa concludere senza rischio di smentita che a livello internazionale quasi nessuno potrebbe avere da ridire su una salita della Meloni a Palazzo Chigi.

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