“Magistrati per il Sì”: ecco l’istant book a firma di diversi magistrati che spiega perché votare sì al referendum sulla giustizia
“Magistrati per il Sì” è un instant book a firma di diversi magistrati che illustra le motivazioni per votare sì al referendum sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo. Ad aprire il volume è la prefazione di Isabella Bertolini, componente del Consiglio Superiore della Magistratura e segretaria del Comitato “Sì Riforma”. Per Bertolini, la separazione delle carriere “non significa indebolire la magistratura”, ma rappresenta piuttosto la piena coerenza con il modello processuale delineato dalla Costituzione e dalle riforme che hanno segnato l’evoluzione del sistema penale.
Luigi Salvato, già procuratore generale della Corte di Cassazione, sottolinea che il nuovo articolo 104 mantiene la magistratura come ordine autonomo e indipendente, con Consigli superiori presieduti dal Presidente della Repubblica e composti in maggioranza da magistrati. Anche Giuseppe Capoccia, procuratore di Lecce, evidenzia come la separazione delle carriere rappresenti il completamento coerente dell’articolo 111 della Costituzione.
Per Alfonso D’Avino, procuratore di Parma, la riforma è uno “scossone necessario”, mentre Rosita D’Angiolella, consigliere di Cassazione, ricorda che l’articolo 111, nel sancire il diritto al giusto processo, presuppone una chiara distinzione tra chi accusa e chi giudica.
Altri contributi del volume provengono da Paolo Itri, presidente di sezione della Corte tributaria di Napoli; Ettore Manca, presidente di sezione del TAR di Lecce e componente del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria; Raimondo Orrù, viceprocuratore onorario e presidente della Federazione magistrati onorari di Tribunale; e Giacomo Rocchi, presidente della prima sezione penale della Corte di Cassazione.

