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Grazia a Minetti, dal rench Gin-Tonic al vero rapporto con Epstein: ecco la verità di Cipriani

Il compagno della ex consigliera regionale ne ha per tutti e rilancia: “Pronti ad adottare un altro bambino”

Grazia a Minetti, dal rench Gin-Tonic al vero rapporto con Epstein: ecco la verità di Cipriani
GIUSEPPE CIPRIANI IMPRENDITORE

Adesso parlo io“. Comincia così lo sfogo di Giuseppe Cipriani, il compagno di Nicole Minetti travolto anche lui dalla vicenda della grazia concessa alla ex consigliera regionale della Lombardia, condannata per le vicende legate al “Bunga Bunga” per le feste a casa di Berlusconi. Dietro al gesto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, c’era un questione “umanitaria”, l’affidamento di un bambino malato in Uruguay. Ma in seguito a un’inchiesta giornalistica è stato tutto messo in discussione, con tanto di richieste formale da parte del Quirinale di nuove indagini sul caso.

Cipriani ritiene che sia stato tutto regolare: “Certo, ci mancherebbe che non sia stato tutto regolare. Anzi, io e Nicole stiamo pensando di adottare un altro bambino, sempre qui in Uruguay. Non abbiamo ancora fatto le carte. Speriamo – spiega il compagno di Minetti a Il Corriere della Sera – che si calmino le acque. Ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali, psicologi… L’Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente. E i soldi non servono a niente, anzi: è un Paese socialista, certe cose non si comprano”.

“Ma bastava guardare le carte presentate in Uruguay, al ministero della Giustizia e alla presidenza della Repubblica, per capire – prosegue Cipriani – che è stato solo un atto d’amore! Da un atto d’amore, è venuta fuori una cosa che non ha proprio senso. Senza precedenti”. Cipriani si sofferma anche sul rench denominato Gin-Tonic in Uruguay, anche quello è finito al centro delle polemiche per le feste: “È una casa normalissima, dove ricevo ospiti da trent’anni. Ci son passati tutti: bambini, attori, persone comuni, amici“. Poi precisa che rapporto aveva con Epstein: “Non mi ha mai fatto un finanziamento. Mai. Voleva investire in un nostro locale, vent’anni fa a Londra, ma non
se ne fece niente. Anche quella è una grandissima balla, basta andare anche sugli Epstein file e vedere: c’è una corrispondenza fra avvocati suoi e miei che poi non s’è conclusa. Ma non è mai stato mio socio. Tra l’altro, non m’è mai stato neanche molto simpatico“.