Politica
Groenlandia danese ed europea ma uniti nell'Artico per arginare l'espansione di Cina e Russia. Meloni (di nuovo) ponte tra Ue e Usa
Il dietro le quinte delle mosse diplomatiche della premier

Donald Trump e Giorgia Meloni
Meloni ancora una volta gioca in primo piano il ruolo di ponte tra Bruxelles e Washington
La nota congiunta uscita ieri all'ora di pranzo e firmata dal presidente francese Macron, dal cancelliere tedesco Merz, dal primo ministro italiano Meloni, dal primo ministro polacco Tusk, dal primo ministro spagnolo Sánchez, dal primo ministro britannico Starmer e dal primo ministro danese Frederiksen sulla Groenlandia, dimostra plasticamente come la premier italiana stia agendo su ampia scala influenzando in modo determinante la politica dell'Unione europea (e non solo) nei confronti degli Stati Uniti di Donald Trump.
"La sicurezza dell'Artico rimane una priorità fondamentale per l'Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica. La Nato ha chiarito che la regione artica è una priorità e gli alleati europei stanno intensificando i loro sforzi", hanno scritto i leader in una dichiarazione congiunta .
"Noi e molti altri alleati abbiamo aumentato la nostra presenza, le nostre attività e i nostri investimenti, al fine di mantenere la sicurezza dell'Artico e scoraggiare gli avversari. Il Regno di Danimarca, compresa la Groenlandia, fa parte della Nato. La sicurezza nell'Artico deve quindi essere garantita collettivamente, in collaborazione con gli alleati della Nato, compresi gli Stati Uniti, sostenendo i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità dei confini. Si tratta di principi universali e non smetteremo di difenderli. Gli Stati Uniti sono un partner essenziale in questo sforzo, in quanto alleato della Nato e attraverso l'accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia".
Come ha scritto Affaritaliani la settimana scorsa dopo le minacce del tycoon sul territorio artico che appartiene alla Danimarca, quindi all'Ue, l'Italia non avallerà mai e poi mai un'azione militare (improbabile) degli Stati Uniti d'America nei confronti della Groenlandia, a differenza di quanto accaduto in Venezuela che Palazzo Chigi ha definito "legittimo" l'intervento americano contro Maduro e la moglie e la cattura dell'ormai ex presidente venezuelano definito dal governo italiano "dittatore". Ma il passaggio chiave nella dichiarazione di ieri dei leader europei, voluto fortemente da Meloni, è questo: "Gli Stati Uniti sono un partner essenziale in questo sforzo, in quanto alleato della Nato e attraverso l'accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951".
La premier ha voluto fortemente ribadire l'asse con la Casa Bianca, nonostante le provocazioni del tycoon, e non minare l'alleanza tra le due sponde dell'Atlantico. La stessa Meloni, confidano i suoi, si impegnerà in prima persona per convincere Trump a non fare alcuna azione in Groenlandia. Ma, al tempo stesso, il capo del governo considera pericolosa e dannosa l'espansione di Cina e Russia nell'Artico (viste le enormi risorse naturali presenti al Polo Nord) e intende spingere Ue e Usa a collaborare per difendere gli interessi occidentali anche all'estremo Nord del pianeta dalle mire di Pechino e Mosca. Ma senza contrapposizioni tra Europa e Usa, in piena e totale armonia e collaborazione. Meloni ancora una volta gioca in primo piano il ruolo di ponte tra Bruxelles e Washington.
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