Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Guerra in Iran, cresce la paura per bollette e carburante: oltre il 33% degli italiani non vuole più le accise. Il sondaggio

Guerra in Iran, cresce la paura per bollette e carburante: oltre il 33% degli italiani non vuole più le accise. Il sondaggio

Guerra in Iran, gli italiani temono soprattutto il rallentamento dell’economia. Ecco tutti i dati

Guerra in Iran, cresce la paura per bollette e carburante: oltre il 33% degli italiani non vuole più le accise. Il sondaggio
al convegno Laying the Groundwork for Jobs in Africa 4 Marzo 2026, Roma, Italia DISTRIBUTION FREE OF CHARGE – NOT FOR SALE – Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

La guerra in Iran preoccupa gli italiani soprattutto per le possibili ricadute economiche. Il timore principale riguarda un rallentamento dell’economia e dei consumi, ma cresce anche l’ansia per il caro energia e l’aumento dei carburanti. In caso di nuova impennata dei prezzi di luce, gas e benzina, il governo dovrebbe intervenire riducendo temporaneamente tasse e accise. È quanto emerge dal nuovo sondaggio realizzato per Affaritaliani.it da Roberto Baldassari, direttore generale dell’istituto demoscopico Lab21, che fotografa le preoccupazioni degli italiani di fronte all’escalation della crisi mediorientale e analizza anche le intenzioni di voto.

Guerra in Iran, cresce la paura per bollette e carburante: oltre il 33% degli italiani non vuole più le accise. Il sondaggio
Guerra in Iran, cresce la paura per bollette e carburante: oltre il 33% degli italiani non vuole più le accise. Il sondaggio

Energia, gli italiani chiedono taglio di tasse e accise

Alla domanda su quali misure dovrebbe adottare il governo se la guerra dovesse far salire i prezzi dell’energia, la risposta più indicata è la riduzione temporanea di tasse e accise su luce, gas e carburanti, scelta dal 33,4% degli intervistati. Al secondo posto si colloca l’introduzione di nuovi aiuti economici per famiglie e imprese, indicata dal 25,7% del campione. Una parte significativa degli italiani chiede invece interventi diretti sul mercato dell’energia: il 16,8% sarebbe favorevole a un tetto o a un controllo sui prezzi. Più indietro le soluzioni strutturali di medio-lungo periodo: il 12,6% ritiene prioritario diversificare gli approvvigionamenti energetici dall’estero, mentre l’8,9% punta su un’accelerazione degli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’autonomia energetica. Una quota minima degli intervistati, pari al2,6%, ritiene invece che non servano interventi straordinari.

Guerra in Iran, cresce la paura per bollette e carburante: oltre il 33% degli italiani non vuole più le accise. Il sondaggio

Il timore principale: economia e consumi in rallentamento

Guardando alle possibili conseguenze economiche del conflitto, il dato più significativo riguarda il timore di un rallentamento dell’economia italiana. Per il 34,6% degli intervistati questa è la principale preoccupazione legata alla crisi internazionale. Subito dopo emerge il timore per l’aumento delle bollette di luce e gas, indicato dal 28,6% del campione. Il 21,4% teme invece un aumento dei prezzi di benzina e carburanti, mentre percentuali più contenute riguardano altri possibili effetti economici. Il 7,5% indica come rischio principale le difficoltà per imprese, produzione e occupazione, mentre il 4,3% teme turbolenze finanziarie e instabilità dei mercati. Solo il 2,4% è preoccupato soprattutto per un possibile aumento del debito pubblico e dei costi per lo Stato, mentre appena l’1,2% dichiara di non temere conseguenze economiche rilevanti.

Guerra in Iran, cresce la paura per bollette e carburante: oltre il 33% degli italiani non vuole più le accise. Il sondaggio

Guerra in Iran, per la maggioranza ci saranno effetti simili all’Ucraina

Il sondaggio ha analizzato anche la percezione degli italiani rispetto agli effetti geopolitici del conflitto. La maggioranza ritiene che lo scenario possa ricordare quanto accaduto con la guerra in Ucraina. Per il 36,5% degli intervistati la crisi mediorientale porterà a uno scenario simile, ma con effetti più limitati rispetto a quelli registrati dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Un ulteriore 31,5% pensa invece che la situazione sarà molto simile e avrà forti conseguenze economiche e politiche. Più cauta la restante parte del campione: il 22,6% ritiene che la situazione sarà diversa e meno impattante, mentre solo il 9,4% è convinto che il conflitto non avrà conseguenze rilevanti per l’Italia.

Guerra in Iran, cresce la paura per bollette e carburante: oltre il 33% degli italiani non vuole più le accise. Il sondaggio

Le intenzioni di voto

Il sondaggio fotografa anche le intenzioni di voto. Il primo partito resta Fratelli d’Italia, in lieve crescita dello 0,1%, che sale al 29,7%. Stabile il quadro degli altri partiti della coalizione: la Lega perde lo 0,1% e scende all’8%, mentre Forza Italia cala anch’essa dello 0,1% attestandosi al 7,9%. Cresce invece Futuro Nazionale, che guadagna lo 0,4% e sale al 2,8%, mentre Noi Moderati resta stabile allo 0,8%. Nel complesso il centrodestra si attesta al 49,2%, in aumento dello 0,3%.

Nel campo delle opposizioni il Partito Democratico registra una lieve flessione dello 0,1% e scende al 20,2%, mentre il Movimento 5 Stelle cresce dello 0,1% raggiungendo il 13,5%. In lieve aumento anche Alleanza Verdi e Sinistra, che sale al 5,9% (+0,1%). Complessivamente il centrosinistra arriva al 39,6%, con un incremento dello 0,1%. Tra le altre forze politiche Azione è al 3,4%, Italia Viva al 2,9%, Più Europa al 2,2% e Sud chiama Nord all’1,5%. Gli altri partiti nel loro complesso raccolgono l’1,2% dei consensi.

Guerra in Iran, cresce la paura per bollette e carburante: oltre il 33% degli italiani non vuole più le accise. Il sondaggio