“Ora è necessario investire maggiormente nella difesa, “anche nelle attuali condizioni di bilancio”, e non farlo “per raccattare un voto in più” è “irresponsabile”. È quanto ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto in un colloquio con “Il Foglio”, sottolineando che “non si può accettare la facile ma pericolosa demagogia del tipo ‘è meglio investire in altre cose’”.
“Da anni si parla di spese per la difesa solo come un elemento negativo del bilancio dello Stato. L’investimento in sicurezza, la costruzione della nostra difesa, è stato presentato come un inutile aumento di spesa, che penalizza altre priorità, diventando un tabù per molti partiti, di ogni schieramento”, ha affermato Crosetto. Secondo il ministro, investire nella difesa “fa perdere consenso”.
Tuttavia, ha evidenziato Crosetto, “anche il leader dei pacifisti nostrani, Sánchez, nel solo 2025 ha aumentato del 50 per cento la spesa per la difesa”, superando il 2 per cento del Prodotto interno lordo. “Anche io vorrei non dover spendere nemmeno un euro in difesa. Allo stesso modo sarebbe bellissimo non ammalarsi o avere un mondo senza criminali. Così non è”, ha detto il ministro.
Crosetto ha evidenziato come la difesa non sia “in contrapposizione” con altre spese dello Stato, in quanto “è ciò su cui poggia tutto: sanità, scuola, cultura, istituzioni”. La difesa, ha aggiunto, “non è alternativa alla sanità. La difesa è ciò che consente a un Paese di avere una sanità protetta. La difesa non è alternativa alla scuola. È ciò che consente a una scuola, a un ospedale, a un porto, a un aeroporto, a una centrale elettrica, a un data center, di non diventare bersagli indifesi in un mondo in cui la guerra non si combatte più soltanto con i carri armati”.
Secondo Crosetto, “dire che le spese per la difesa sono inutili e alternative ad altro è come dire che le fondamenta e il tetto non servono perché bastano i letti e gli armadi”. Invece, ha sottolineato, “i letti e gli armadi sono utilissimi ma non hanno senso senza un tetto”.
Crosetto ha insistito sul fatto che la difesa oggi non è più solo “cielo, mare e terra”, ma riguarda “lo spazio, le reti energetiche e i dati, la cybersicurezza, la guerra ibrida, il terrorismo, i collegamenti con organizzazioni criminali”.
Il ministro ha evidenziato che “la guerra e il suo rischio sono entrati nella vita di ogni giorno”, pertanto la difesa è “una necessità vitale”. “Tra un anno o poco più, al massimo, non sarò più ministro della Difesa e altri gestiranno il problema che resterà uguale se non peggiore”, ha poi osservato Crosetto.
Quel che è in ballo qui, ha sottolineato, non è un tema che riguarda “né meriti, né beceri ragionamenti di convenienza a breve termine”. Secondo il ministro, chi si occupa di questi temi deve essere interessato a “lasciare ai figli un’Italia più sicura, più solida, in grado di affrontare situazioni più complesse”.
Crosetto ha quindi affermato che la difesa italiana deve essere costruita “in fretta, il più rapidamente possibile” e “in sinergia con i nostri alleati”, dentro a un sistema integrabile con Unione europea e Nato. “Chi ci dice che non serve, chi attacca la necessità di costruirla, lavora contro l’Italia, lavora contro il futuro dei nostri figli, lavora anche contro se stesso”, ha evidenziato il ministro. Se lo fa perché non sa, ha sottolineato, “è grave”. Se invece lo fa per tornaconto elettorale, “non è serio”. Se lo fa perché non vede nemici, “allora lavora per loro, spero inconsapevolmente”, ha detto Crosetto.

