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Politica
Il Cav punta a voto: Renzi ci darà mano

Galvanizzato dagli ultimi sondaggi Euromedia che danno ancora il centrodestra in vantaggio, convinto che conducendo una campagna elettorale contro i burocrati europei del rigore e contro il governo Letta delle tasse 'mascherate' Forza Italia possa vincere l'appuntamento del 25 maggio, ancora fiducioso che le elezioni politiche nel 2014 non siano da escludere a priori, perche' Renzi dopo la riforma elettorale stacchera' la spina, e' il refrain, Silvio Berlusconi da' mandato ai capigruppo di Camera e Senato di andare a 'vedere' le carte del segretario del Pd: potrebbe essere lui il nostro miglior alleato per tornare al voto, confessa il cavaliere ai vertici del partito riuniti oggi a palazzo Grazioli per un primo check sulle liste.

Nessuna novita', invece, sul fronte partito e nomine, nonostante il rinnovato pressing dei big azzurri. Tutto rinviato a dopo l'Epifania, come del resto aveva spiegato ai suoi gia' la scorsa settimana. Piuttosto, viene riferito, ai presenti al vertice di oggi l'impressione e' che l'ex premier del partito poco se ne voglia occupare al momento, preso dai club Forza Silvio. Una lamentela fatta arrivare dritta alle orecchie dell'interessato, tanto che in serata al tradizionale brindisi con i parlamentari per gli auguri - al quale si presenta con due ore di ritardo - il Cavaliere esordisce negando una predilezione per il progetto guidato da Fiori: "Ma che sono matto? E dove andremmo a finire senza partito...". Sara', ma i vertici azzurri sono in fermento, temono di essere accantonati a favore di volti nuovi che, pero', fanno osservare alcuni forzisti della prima ora, tardano ad arrivare.Berlusconi nega, ma poi rilancia i club, dicendo ai parlamentari che sono la nostra arma per vincere, tornando a puntare sui difensori della liberta', i missionari che avranno il compito di difendere i voti per Forza Italia nelle urne.

I missionari avranno anche un altro incarico, incentrato sul sociale: aiutare chi ha bisogno con varie iniziative sul territorio e un 'cervellone' centrale. Spazio anche alla formazione digitale (un ruolo potrebbe averlo l'universita' on line Pegaso). Ed e' proprio sul territorio che vuole una diffusione capillare, stessa 'struttura' organizzativa della sinistra: andate in televisione, non disdegnate le tv locali, ha esortato il Cavaliere, invitando i parlamentari a fare riferimento alla responsabile Comunicazione, Deborah Bergamini. Sara' lei, spiega, a scegliere di volta in volta.

L'ordine di scuderia impartito alla deputata azzurra e' di privilegiare i giovani, facce spendibili sul video (e' gia' da alcuni giorni, del resto, che dai talk show politici e' sparita la vecchia guardia). Ma un cruccio c'e', dopo tanto galvanizzare se stesso e i suoi, alla faccia - e' l'espressione usata oggi con i big azzurri - del Csm e dei magistrati di sinistra che tramano ancora per eliminarmi - riferendosi alla dura presa di posizione del Csm contro le parole del Cavaliere - ed e' lo schiaffo ricevuto, sempre per mano dei giudici, che gli hanno vietato di andare a Bruxelles per il vertice del Ppe. Una umiliazione, avrebbe confidato l'ex premier ad alcuni fedelissimi, dover dire di noi ai massimi livelli europei perche' mi negano il passaporto, e' stato ancora lo sfogo. Subito condito da nuove critiche ai giudici: e' un sopruso, ormai fanno cio' che vogliono senza dover rendere conto a nessuno. Il timore, del resto, e' che tutta la campagna elettorale venga condizionata dalle restrizioni di cui, si lamenta il Cavaliere, saro' vittima.

Per questo, e' il ragionamento, dobbiamo inziare subito a darci da fare, a martellare tv e radio, social network. Una campagna a tutto tondo, contro il rigore della Merkel ma anche il fallimento del governo italiano, strizzando pero' un occhio a Renzi, ci dara' una mano lui, va ripetendo da giorni l'ex premier, a togliere di mezzo Letta.

MARIA ELENA BOSCHI - La responsabile in segreteria per le riforme istituzionali Maria Elena Boschi, intervistata dal Foglio conferma: “Siamo provando a capire se è possibile lavorare con Forza Italia. Nessun mistero. Nessun segreto. Noi lo diciamo da un po’. Se non ci credete la colpa non è nostra”. Nessuna minaccia di voto anticipato, spiega Boschi. "Cambiare la legge elettorale non significa andare automaticamente al voto. Io ho il massimo rispetto per tutti coloro che, compreso il presidente della Repubblica, sostengono che le riforme, a partire da quella elettorale, vadano fatte con il più ampio consenso. Ce lo auguriamo. Ma, a mio avviso, è un errore pensare che la legge elettorale vada fatta con tutti. Si fa con chi ci sta. Punto. E la priorità è farla subito, non necessariamente con tutti”.

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