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Il piano di renzi contro Fassina: un ticket con Chiamparino

Primarie aperte. E chi sara’ designato alla guida del partito dovra’ avere il compito di candidarsi anche alla guida del Paese. Matteo Renzi rilancia dalle colonne del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine la sua sfida alla classe dirigente del Partito democratico. “La sfida piu’ grande sarebbe certamente la posizione di premier e per questo diventa importante il partito – dice – chi vince le primarie aperte dovrebbe essere il candidato a guidare il governo. Certo, non vorrei diventare capo del Pd per cambiare il partito, ma per cambiare l’Italia”. Il sindaco di Firenze non risparmia una stoccata al premier, Enrico Letta, che “e’ un amico solido e abile, competente e grande europeista ma tutto quello che fa e’ pragmatico e non rivoluzionario. E nella nostra situazione i piccoli passi non bastano”.

L’affondo di Renzi arriva a pochi giorni dalla seconda riunione del comitato sulle regole del congresso dei democratici, che ha il compito entro la meta’ di luglio di mettere nero su bianco le norme che dovranno sovrintendere alle assise del partito. Il sindaco di Firenze stoppa l’ipotesi della separazione tra la figura del segretario e quella del candidato premier, e chiede che chi sara’ eletto dal popolo del centrosinistra a guidare i democratici, sia la stessa persona che poi partira’ alla conquista di palazzo Chigi.

Un altro candidato alla segreteria, Gianni Cuperlo, proprio riferendosi al sindaco di Firenze ha ribadito che il Congresso non deve “regolare il traffico all’interno del partito o creare una leadership solitaria”. Cuperlo sposa la linea che sembra emergere dal comitato sulle regole, ovvero una distinzione tra la figura del segretario e quella del candidato premier. “Penso che sia giusto che chi guida il partito – dice Cuperlo – si dedichi a guidare il partito. Dello stesso avviso anche Stefano Fassina, che in un’intervista fa capire che la sua candidatura alla segreteria e’ possibile: “E’ fondamentale la separazione delle figure di segretario e candidato premier”, dice. E proprio la ‘discesa in campo’ di Stefano Fassina, sostenuto dall’ala sinistra del partito (Bersani in testa), preccupa il sindaco rottamatore che starebbe pensando di correre alla segreteria insiseme a Sergio Chiamaparino, esponente che potrebbe attirare i voti dell’ala sinsitra del partito.

Intanto si moltiplicano le candidature possibili per la segreteria: a parte la candidatura di Fassina, spunta l’ipotesi Deborah Serracchiani e quella annunciata di Pippo Civati. Lo stesso Cuperlo pero’ sottolinea che anche se Fassina dovesse decidere di correre, la sua candidatura resterebbe in campo. “Chi si candida lo fa perche’ sente il dovere di poter dare un contributo e queste candidature sono tutte energie positive”, dice.