Iran, Crosetto ha annunciato la riduzione della presenza militare italiana nell’area del Golfo
La guerra in Iran continua e le preoccupazioni degli italiani crescono, in particolare sul fronte energetico. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha però cercato di rassicurare sulle forniture: l’Italia, ha spiegato il titolare della Difesa, si sta attivando “per fronteggiare eventuali criticità legate alla crisi nello Stretto di Hormuz”, in particolare “l’Eni si è già attivata con Venezuela, canali africani e asiatici come l’Indonesia per coprire eventuali mancanze”.
Crosetto ha poi rassicurato sull’impatto della possibile chiusura dello Stretto: “Italia ed Europa sono tra i Paesi meno colpiti, perché da lì arriva circa il 5% del nostro fabbisogno di petrolio”. Diverso il tema del gas liquefatto: “Il problema più grande è il Gnl dal Qatar, che rappresenta circa il 20% del fabbisogno. Non è tanto una questione di approvvigionamento quanto di prezzo”.
Il ministro ha escluso l’utilità di un dialogo con Mosca sul petrolio: “Il problema è il prezzo, non dove trovarlo. La Russia lo venderebbe comunque allo stesso prezzo”. Sul piano militare, Crosetto ha ribadito che “non è una guerra nostra” e ha auspicato una missione internazionale sotto egida Onu per garantire la sicurezza dei traffici nello Stretto di Hormuz, chiarendo che un eventuale coinvolgimento italiano dovrebbe passare dal Parlamento. Quanto alla crisi internazionale, ha evidenziato come Iran e Stati Uniti “abbiano incontrato più difficoltà del previsto”, mentre sul dossier russo ha ribadito che la postura italiana non cambia: eventuali aperture saranno legate a un processo di pace in Ucraina. Infine, Crosetto ha annunciato la riduzione della presenza militare italiana nell’area del Golfo: “Rimangono solo i contingenti necessari alla sicurezza dell’ambasciata a Baghdad, tutti gli altri sono rientrati”.

