Iran, via libera alla risoluzione di maggioranza sugli aiuti. Il “vannacciano” Pozzolo: “Giusto il sostegno a Cipro, ma prima dobbiamo difendere l’interesse nazionale”
“In momenti di svolta storica, come quello che stiamo vivendo, bisogna stare dalla parte dell’interesse nazionale”. Così Emanuele Pozzolo, deputato di Futuro Nazionale, ad Affaritaliani al termine delle consultazioni che si sono svolte oggi in Parlamento, dove è arrivato prepotente il caos della guerra in Iran. Dalla Camera è arrivato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulla posizione italiana rispetto alla crisi, che impegna il governo a partecipare allo “sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana”.
“Abbiamo votato una risoluzione di maggioranza oggettivamente equilibrata. Cipro va difesa, ed è giusto inviare aiuti, così come è giusto rafforzare le basi in Oriente. Peccato che Giorgia Meloni abbia scelto di andare ad RTL, sede rispettabilissima, e non al Parlamento, che è il luogo giusto per discutere di queste tematiche”, ha detto il “vannacciano”, che sulle ipotesi di sviluppo del conflitto ci va cauto e con i piedi di piombo. Ma il punto, visto dall’Italia, è un altro: “L’interesse primario è quello del nostro Paese, cioè capire cosa accade ai lavoratori italiani e alle persone. E ciò che rischia di capitare è di entrare in scenari ancora peggiori. Penso al tema della sicurezza: oggi Crosetto ha detto che è stato innalzato al massimo il livello di allerta. C’è poi la questione energetica e dell’aumento dei prezzi, che incide trasversalmente su tutti: dal prezzo del gas al pieno dell’automobile, fino al carrello della spesa”, dice il deputato, che invita il governo a compiere qualsiasi valutazione sul da farsi partendo proprio dall’analisi di questo aspetto.
L’interesse nazionale prima di tutto
Qualsiasi riflessione sulla postura dell’Italia deve quindi partire, prima di tutto, dalla difesa dell’interesse nazionale. “Discutere di quanto siano cattivi quelli che stanno in Iran passa quasi in secondo piano, perché prima dobbiamo capire qual è l’interesse italiano. Tra l’altro, i nostri alleati storici non possono trattare l’Italia come se fosse marginale”, dice Pozzolo. Il riferimento è al mancato avviso in tempi utili da parte di Usa e Israele e che ha creato imbarazzo soprattutto al Ministro della Difesa Crosetto, bloccato a Dubai nel bel mezzo degli attacchi. “Non c’è stata una vera condivisione di una strategia su una questione così enormemente importante, ed è qualcosa che francamente lascia stupiti”, afferma l’esponente di Futuro Nazionale.
“La verità è che l’Europa è stata ignorata. E questo significa che, politicamente, non conta più nulla. Ormai, è in coma. La storia ci passa davanti mentre noi restiamo sul divano, e solo ogni tanto ci risvegliamo. Stati Uniti e Israele hanno fatto le loro valutazioni senza coinvolgere, a quanto pare, proprio chi poi subisce direttamente le conseguenze”, dice Pozzolo.
La crisi in Iran
Secondo Pozzolo, nel dibattito sull’Iran è necessario innanzitutto distinguere tra la condanna del regime e le modalità con cui si affronta la crisi internazionale. “Partiamo da un dato di fondo: qualunque persona ami la vita e la libertà non può essere amica di qualsiasi regime islamista nel mondo. Su questo credo ci sia una convergenza abbastanza ampia”, osserva. Il deputato sottolinea però come, a suo avviso, il punto centrale non sia semplicemente ribadire la natura autoritaria del sistema politico iraniano, ma interrogarsi su quali strumenti possano davvero favorire un cambiamento nel Paese. “Il punto riguarda anche le richieste della stessa resistenza iraniana: penso ai dissidenti dei Mojahedin del Popolo, penso a Maria Rajavi. Loro stessi dicono che combattono legittimamente per difendere un’idea di Iran libero dalla dittatura islamista, ma aggiungono anche un’altra cosa molto chiara: non vogliamo le bombe occidentali”.
Pozzolo sposta poi l’attenzione sulle possibili conseguenze geopolitiche ed economiche della crisi, soprattutto a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, che rappresenta uno dei nodi strategici del commercio energetico mondiale: una parte significativa del petrolio e del gas che riforniscono i mercati globali transita da questo passaggio tra il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman. Qualsiasi tensione o eventuale blocco delle rotte marittime nell’area rischia quindi di avere ripercussioni immediate sui prezzi dell’energia e sulla stabilità dei mercati. “La chiusura era prevedibile: fanno quasi sorridere quelli che oggi dicono che l’Iran sta bloccando ‘l’ombelico del mondo’, perché è da sempre che Teheran sostiene che avrebbe potuto agire sulla leva di Hormuz”, sottolinea.
È soprattutto l’Europa, secondo Pozzolo, a essere esposta agli effetti economici di un’eventuale escalation. “Si tratta di un potenziale cataclisma economico per l’Europa”, sostiene, riferendosi al possibile aumento dei prezzi dell’energia e all’impatto che questo avrebbe su famiglie e imprese.
La posizione di Futuro Nazionale
Quanto ai passi in avanti di Futuro Nazionale, il deputato sottolinea come il movimento di Vannacci si riconosca pienamente nell’alveo della destra. “Noi rivendichiamo di rappresentare una destra coerente e per questo siamo naturalmente soggetti che dialogano con il centrodestra. Non ci poniamo come realtà alternativa, ma come una componente che intende contribuire al dibattito con una propria identità e con una propria linea. Sulla questione russo-ucraina, ad esempio, abbiamo invitato il governo a tenere sempre come priorità l’interesse nazionale, evitando di farsi trascinare in dinamiche internazionali che rischiano di sfuggire di mano”, dice Pozzolo.
“In alcuni passaggi, purtroppo, abbiamo dato l’impressione di muoverci in modo poco incisivo tra i nostri stessi alleati. Passiamo quasi come dei fessi, diciamolo con franchezza, perché spesso subiamo decisioni prese altrove senza riuscire a incidere realmente sulle scelte. Noi crediamo che l’Italia debba far valere di più il proprio peso politico e diplomatico, difendendo i propri interessi. E il tempo, per molti aspetti, sta dimostrando che le nostre posizioni non sono così infondate come qualcuno aveva sostenuto all’inizio”, conclude.

