Giuseppe Conte nomina Mario Turco nuovo responsabile delle politiche economiche del M5S. Il Senatore: “La sfida? Aumentare la produttività delle imprese senza compromettere i salari”
“Accolgo con grande senso di responsabilità la delega alle Politiche Economiche e Fiscali del Movimento 5 Stelle affidatami dal Presidente Giuseppe Conte, che ringrazio per la fiducia”. Così, ad Affaritaliani, il senatore Mario Turco, Vicepresidente nazionale del M5S e Coordinatore del Comitato Economia, Lavoro e Impresa del Movimento, in merito alla delega alle Politiche Economiche e Fiscali del Movimento.
“L’Italia si trova oggi ad affrontare una fase economica estremamente complessa: crescita sostanzialmente stagnante, pressione fiscale elevata, perdita di potere d’acquisto, crisi energetica, rallentamento industriale, tensioni geopolitiche e una transizione energetica e digitale ancora incompiuta stanno mettendo sotto pressione famiglie, imprese e sistema produttivo. In questo contesto non bastano più misure emergenziali o interventi di breve periodo. Serve una nuova strategia economica e industriale nazionale capace di coniugare crescita, innovazione, sostenibilità ambientale e coesione sociale”, ha dichiarato Turco.
Quanto ai prossimi anni, la sfida sarà “aumentare produttività e competitività senza comprimere salari, domanda interna e investimenti sociali”; “sostenere il lavoro dignitoso, anche attraverso l’introduzione del salario minimo“; e “accompagnare soprattutto micro, piccole e medie imprese nella transizione energetica e digitale e rafforzare la presenza italiana nei settori strategici ad alto valore aggiunto”.
“Riteniamo necessario – ha aggiunto – costruire una nuova politica economica fondata su investimenti produttivi, innovazione, ricerca, capitale umano e sicurezza economica. In questa prospettiva proponiamo la creazione di un grande Fondo Strategico Italiano per la Crescita, capace di mobilitare capitali pubblici e privati verso obiettivi industriali, tecnologici ed energetici di lungo periodo, valorizzando anche il ruolo strategico delle partecipazioni pubbliche. Allo stesso tempo serve una riforma fiscale che riduca il carico su lavoro e imprese produttive, contrasti le rendite speculative e favorisca gli investimenti nell’economia reale”.
Il senatore ha rilanciato poi il progetto NOVA, che ha aperto “una nuova fase di confronto con imprese, professionisti, lavoratori e territori, per costruire una proposta di governo alternativa, credibile, inclusiva e orientata alla crescita sostenibile, alla giustizia sociale e al rafforzamento strategico del sistema Paese”.
L’obiettivo è far tornare l’Italia protagonista delle grandi trasformazioni economiche europee e globali: “Questa sarà la direttrice della nostra proposta economica alternativa alle politiche di austerità di questi anni del Governo Meloni“, ha concluso.

