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Martina alla Fao, Bonelli (Avs): “La partita non è chiusa. Lollobrigida? Costruisca alleanze”

Ad Affaritaliani il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra commenta la querelle sorta in queste ore che vede al centro la futura successione alla guida della FAO

Martina alla Fao, Bonelli (Avs): “La partita non è chiusa. Lollobrigida? Costruisca alleanze”

Fao, la Spagna di traverso sulla candidatura di Maurizio Martina a Direttore Generale. Bonelli: “Lollobrigida? Si alteri meno e lavori per costruire alleanze”

“Sulla candidatura di Maurizio Martina alla FAO non c’è alcuna bocciatura, la partita non è chiusa e nessuna decisione è stata ancora presa. La discussione, in vista del 2028, è ancora in corso. Certo, c’è una competizione tra Italia e Spagna, ma non c’è nessuna esclusione già decisa”. Così, ad Affaritaliani, Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, commenta la querelle sorta in queste ore, che vede al centro la futura successione alla guida della FAO, il cui vertice sarà rinnovato nel prossimo ciclo elettorale previsto nel 2028, in una partita che coinvolge equilibri tra Stati membri e alleanze internazionali. Bonelli invita poi il Ministro dell’Agricoltura a ridurre i toni e concentrare gli sforzi sulla costruzione di consenso europeo: “Francesco Lollobrigida fa male ad agitarsi, non dovrebbe alterarsi. Piuttosto, se non è in grado di condurre le trattative, le faccia fare a qualcun altro. Dovrebbe parlare meno e costruire più alleanze, invece di assumere modalità da sprovveduto che parla a sproposito. Per noi, comunque, Martina è un buon candidato”, chiosa Bonelli.

La candidatura Martina e la strategia italiana

L’Italia ha scelto di puntare sul nome di Maurizio Martina, ex ministro ed ex segretario del Partito Democratico, oggi vicedirettore generale della FAO, come prossimo Direttore generale. Una candidatura che, secondo il governo, avrebbe un profilo tecnico-istituzionale in grado di superare le appartenenze politiche. Ma la scelta ha immediatamente aperto un fronte diplomatico con la Spagna, che avrebbe a sua volta avanzato proprie candidature e interessi nelle principali agenzie Onu del comparto agricolo. A Madrid, guidata dal premier Pedro Sánchez, si starebbe lavorando a una strategia parallela che mira a rafforzare la presenza spagnola nelle istituzioni internazionali, anche attraverso la promozione di propri candidati o figure considerate vicine. Non a caso, il governo Sanchez ha presentato un proprio candidato alla successione, il cinese Qu Dongyu.

Una presa di posizione contestata dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che non ha nascosto preoccupazione per l’andamento della partita. Parlando a Repubblica, il Ministro ha fatto riferimento apertamente a uno scontro con la Spagna, annunciando iniziative a livello europeo. “Noi candidiamo uno del Pd, Maurizio Martina, al vertice di un organismo internazionale come la FAO e i socialisti, che sono alleati di Schlein, con Pedro Sánchez ci oppongono un altro nome? Protesterò con l’Ue”, ha detto Lollobrigida, lasciando intendere un irrigidimento del confronto diplomatico.

Anche il Ministro, tuttavia, ha ricostruito la vicenda come una partita ancora aperta e di lungo periodo: “Si decide nel 2028”, ha sottolineato, indicando che la candidatura è ancora tutta da costruire attraverso alleanze internazionali e lavoro diplomatico. La strategia italiana, intanto, si muove su più livelli. Da un lato il sostegno politico interno, con Giorgia Meloni e Antonio Tajani che avrebbero già promosso il nome di Martina in contatti con gli Stati Uniti durante la visita del segretario di Stato Marco Rubio a Roma. Dall’altro, la necessità di consolidare una rete di consensi in sede europea e nei Paesi partner.

È proprio su questo fronte che Lollobrigida ha annunciato l’invio di una lettera alla ministra cipriota Maria Panayiotou, presidente di turno dell’Ue, per contestare quella che Roma considera una possibile spinta egemonica della Spagna nel comparto agroalimentare internazionale. Nella missiva, il ministro richiama la necessità di un coordinamento tra le principali nomine nelle tre grandi agenzie Onu del settore agricolo – FAO, IFAD e World Food Programme – per evitare squilibri nella rappresentanza europea.

La vicenda, nata come dossier tecnico-diplomatico, si sta rapidamente trasformando in un caso politico più ampio, con riflessi sia nei rapporti tra governi europei sia nel dibattito interno italiano. Da una parte la linea del governo italiano, che rivendica una candidatura “di sistema” e punta a costruire consenso internazionale su Martina. Dall’altra, una competizione crescente con la Spagna e una gestione delle relazioni europee che, secondo le opposizioni, rischia di essere troppo conflittuale. In mezzo, le tensioni politiche interne e il confronto tra maggioranza e opposizioni, che trasformano una partita multilaterale in un ulteriore terreno di scontro politico.

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