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Politica
Palestina, mozione Pd per il riconoscimento
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Cercare il piu' ampio consenso sulla mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina preparata da Enzo Ammendola, responsabile Esteri del Nazareno. Per questa ragione si sta lavorando, in queste ore, a limare il testo cercando di ridurre le distanze tra le posizioni all'interno del Partito democratico e fuori. La speranza dei dem sarebbe quella di far approdare le mozioni in Aula gia' domani. Missione proibitiva visto l'ostruzionismo che anche oggi si e' registrato sul Milleproroghe.

Nel corso della riunione di oggi, Amendola ha illustrato la genesi del testo che il partito Democratico ha intenzione di presentare alla Camera. Non sono mancati, tuttavia, i distinguo anche in seno agli stessi deputati Pd: Pippo Civati, per esempio, ha spiegato di essere sulla linea dei progressisti israeliani: "In questo, la mozione di Sel mi sembra piu' netta ma potrei votare sia la mozione del Pd che quella di Sel", ha spiegato Civati. Le mozioni con le quali il Parlamento italiano si appresta a discutere il riconoscimento dello Stato di Palestina dovrebbero essere presentate gia' domani alla Camera, anche se uno slittamento del calendario e' dato per probabile, visto l'ostruzionismo sul Milleproroghe. Promotori delle mozioni saranno Sel, il Psi e anche il Pd, che ha affidato al responsabile Esteri Enzo Amendola il compito di cercare la massima condivisione possibile sul testo preparato dallo stesso partito. La richiesta, peraltro, e' contenuta in due diverse mozioni, una a prima firma Erasmo Palazzotto (Sel) e una presentata da Pia Locatelli (Psi). Le due mozioni della sinistra sono state presentate oggi in conferenza stampa a Montecitorio, alla presenza dei firmatari e del capogruppo di Sel alla Camera Arturo Scotto. "Quella che il nostro Parlamento e' chiamata a prendere - ha detto Locatelli - e' una decisione che deriva da quella del novembre del 2012, quando l'Italia si espresse a favore del riconoscimento della Palestina come Stato Osservatore non membro, nell'Assemblea Generale dell'Onu. Si tratta, dunque, di un atto consequenziale al quale arriviamo in ritardo rispetto a quanto fatto da altri Parlamenti europei. Per questo mi auguro che domani non ci siano divisioni e che si approvi una mozione unitaria con il piu' largo consenso possibile: andiamo nella stessa direzione e abbiamo lo stesso obiettivo che e' quello di far riaprire i negoziati di pace".

Anche l'Ncd del ministro degli Interni Angelino Alfano presentera' una sua mozione. Il presidente della commissione Esteri Fabrizio Cicchitto spiega che il testo del Nuovo Centrodestra, a differenza di quello del Pd, "prevede il riconoscimento del principio 'due popoli due Stati' ma nell'ambito di una opzione politica: il rispetto delle trattative fra le parti, in modo da favorire le intese fra Israele e i palestinesi. Il riconoscimento unilaterale, invece, sarebbe un errore". Ma Cicchitto non esclude anche un appoggio al testo del Pd: "Vediamo. Ne stiamo discutendo". Per il Movimento Cinque Stelle "il riconoscimento dello Stato di Palestina e' l'unica via per restituire alla pace in Medio Oriente una possibilita'", hanno affermato i deputati M5S delle commissioni Esteri e Difesa, che aggiungono: "Non ha importanza quale mozione sara' approvata, se la nostra, a prima firma Gianluca Rizzo, o quella di Sel e Psi. Questa volta cio' che conta e' l'obiettivo, ovvero restituire al popolo palestinese i suoi diritti. L'auspicio e' che il Partito Democratico, anche in questa circostanza, non volti le spalle. Il terrorismo lo si contrasta anche restituendo agli occhi dei popoli oppressi la consapevolezza che la strada maestra e' la via del dialogo e del diritto internazionale". Nessun riconoscimento dello Stato di Palestina in assenza di accordi bilaterali con Israele, per la Lega. Il Carroccio sottolinea la necessita' di "bandire ogni tentativo unilaterale dell'autorita' nazionale palestinese di ottenere riconoscimenti ideologici". Primo firmatario della mozione e' il deputato leghista Gianluca Pini che spiega: "Tutti vogliamo la pace, ma questa non puo' essere ottenuta con fughe in avanti. Nessuno nega alla Palestina il diritto di darsi una propria costituzione, ma questa non puo' prescindere dal dialogo".

Immediata la reazione di Israele ancor prima che arrivi il voto: "E' chiaro che qualsiasi riconoscimento prematuro non farebbe altro che incoraggiare i palestinesi a non ritornare ai negoziati con Israele e allontanerebbe ulteriormente le possibilita' di una pace", ha dichiarato l'ambasciata israeliana a Roma dopo l'annuncio..

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