Nomine, a che gioco gioca Renzi? Tra viaggi negli States e blitz quatarioti - Affaritaliani.it

Palazzi & potere

Nomine, a che gioco gioca Renzi? Tra viaggi negli States e blitz quatarioti

Sorge spontanea la domanda. Ma in quale veste, ora, agisce mister Renzi?


Se quel che oggi ha fatto mister Renzi con le fresche nomime nel parastato lo avessero mai non fatto ma solo ipotizzato un Pomicino prima o un Berlusconi poi oggi saremmo davanti alle tivvù a celebrare i Ceaucescu impalati sul primo pennone disponibile.
Invece tutti zitti e muti scrive www.lavocedellevoci.it. Nè una parola sui grandi media, impegnati nel cazzeggio più nauseante. Avete letto un rigo domenicale del cogitabondo Scalfari sulle colonne di Repubblica? Un fondo al fulmicotone del fumante Travaglio per il Fatto suo? Una nota griffata De Bortoli sul Corsera (ma Fontana esiste oppure è un’astrazione ‘metà fisica’?). Niente. Il silenzio più assordante.

E Renzi, dal suo salotto, impartisce gli ordini ai maggiordomi Gentiloni e Padoan. Che, genuflessi, firmano. E sottoscrivono patti che il premier ombra – ma da oggi tornato a soleggiare – ha confezionato. Nel viaggio di studi di alta informatica, un mesetto fa, per gli States? Oppure nei blitz quatarioti, tanto per darsi un po’ di tintarella?

Sorge spontanea la domanda. Ma in quale veste, ora, agisce mister Renzi? Non in quella di premier, visto che la poltrona è occupata dal Gentiloni; premiership del resto mai votata da un solo italiano in una ‘democratica’ elezione. Non in quella di segretario del partito di maggioranza, il Pd, visto che la poltrona è ormai vacante in attesa delle primarie. Non come capo dell’oppozione, né al governo, né di se stesso all’interno del medesimo partito. E nemmeno in quanto parlamentare, visto che non siede né tra gli scranni di Montecitorio né tra quelli di palazzo Madama.