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Politica
Palestina, il solito bla bla

Di Gianni Pardo

L’Ansa(1) riferisce che Donald Trump, insieme con Benyamin Netanyahu, ha presentato l’ennesimo piano per la pace in Palestina, con la creazione di due Stati indipendenti, con Gerusalemme capitale di Israele e Gerusalemme Est capitale della Palestinarifugiati palestinesi non avranno diritto al ritorno in Israele e, secondo il Primo Ministro israeliano, gli Stati Uniti riconosceranno le colonie israeliane nei Territori come parte di Israele. Il Presidente sostiene che si tratta del più serio e soprattutto del più particolareggiato piano di pace elaborato per quell’infelice regione. Basti dire che consta di ottanta pagine e che, per aiutarne la realizzazione, gli Stati Uniti conterebbero di offrire ai palestinesi cinquanta miliardi di dollari. E tuttavia, con tutto il rispetto, il grande Donald sta parlando di niente.

Come sempre, il piano è stato rigettato – a scatola chiusa – da quasi tutti gli arabi. E che non siano tutti è già una novità. Ecco comunque una rassegna delle loro reazioni. Abu Mazen, il presidente palestinese: "Gerusalemme non è in vendita, e i nostri diritti non si barattano". Il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri: Il Piano di Trump "è aggressivo e provocherà molta ira". Secondo Hezbollah, la formazione paramilitare libanese, il piano Trump è "un tentativo di eliminare i diritti del popolo palestinese". Il ministro degli esteri giordano Ayman Safadi ha messo in guardia dalle "conseguenze pericolose di qualsiasi misura unilaterale possa essere adottata da Israele”. Infine per l’Iran, il piano di Trump è "destinato al fallimento". questa è l’unica cosa ragionevole che sia stata detta.

La Palestina non potrà mai essere uno Stato indipendente, se per indipendente intendiamo a sovranità illimitata. Ciò perché la sua sovranità metterebbe in pericolo l’esistenza stessa di Israele. Le costanti intenzioni aggressive degli arabi nei confronti di Israele sono dimostrate dal fatto che i conflitti armati fra arabi ed israeliani – nel 1948. nel 1967, nel 1973 – si sono avuti per iniziativa araba. E che in mille dichiarazioni pubbliche molti governi arabi hanno proclamato la necessità di distruggere l’ “Entità Sionista” e, al passaggio, si uccidere tutti gli ebrei. Iniziativa che non sarebbe nemmeno una novità.

Dunque Israele potrà consentire la più totale autonomia della Palestina, di cui in fondo le importa ben poco, ma mai in campo militare: perché questa le porterebbe molti eserciti nemici sotto le muraCiò mette una croce sulla parola indipendenza.

In secondo luogo tutta la questione è sommersa dalla retorica. Si parla di negoziati, di due Stati, di due parti, di due capitali, dimenticando che stiamo parlando di un vincitore – il quale, secondo la storia, ha tutti i diritti – e di uno sconfitto, il quale, se la resa è stata senza condizioni, non ha nessun diritto che non gli sia regalato dal vincitore. Dunque questo negoziato è sostanzialmente apparente. Se Israele parla di pace è perché vorrebbe togliersi il fastidio di una Palestina ostile, ma un fastidio non è un problema simile alla possibilità di un’aggressione da parte di un Paese confinante.

Fra l’altro, mentre la Siria e la Giordania sono scottate dalle precedenti sconfitte e sono gelose della loro indipendenza, cosa che non le induce ad invitare eserciti stranieri sul loro territorio, per attaccare Israele, la Palestina è sempre stata massimalista, fanatica, e un po’ incosciente. Nel senso che è capace, pur di creare guai ad Israele, di crearsene di ben più grandi essa stessa.

A proposito di guerra, va fra l’altro notato che Israele avrebbe avuto il diritto di annettersi tutta la Palestina occupata a conclusione della guerra del 1967. Se non l’ha fatto è stato perché governare quel territorio e quella popolazione sarebbe stato un enorme problema. È facile dimostrarlo. Prima del 1967 su Gaza esercitava la sua sovranità l’Egitto, ad essa l’Egitto ha volontariamente rinunciato, per non avere a che fare con quella piccola e turbolenta polveriera. Il resto dei Territori apparteneva alla Giordania, ma anch’essa, dopo la guerra del 1967, si è affrettata a rinunciare a quella sovranità. Infatti mai ha rivendicato quella regione. I palestinesi sono orfani di padre e di madre e nessuno vuole adottarli.

Ciononostante da sempre, anche perché sobillati dagli altri Paesi arabi (da sempre interessati a nutrire la leggenda del “nemico esterno”) i palestinesi sono sempre stati intrattabili. Hanno parlato dei loro “diritto legittimi” (legittimi? E in base a quale legge?), non essendo disposti a rinunciare a niente; hanno preteso di negoziare con Israele da pari a pari, come se avessero chissà che cosa da offrire o da minacciare, e così hanno fatto fallire tutte le proposte di pace ricevute. Che cosa ci abbiano guadagnato, lo sa Allah.

Dunque era ed è del tutto prevedibile che il piano Trump fallirà, come hanno fallito tutti i precedenti. E del resto, ad Israele sta certamente bene così. Quanto ai palestinesi – rifiutando il piano di pace – sembrano contenti dello statu quo: e allora avanti così.

Interessante il fatto che nel piano si specifichi che non è previsto nessun ritorno in Palestina dei profughi palestinesi. Per decenni questa è stata una formale e irrinunciabile richiesta dei palestinesi, ovviamente sperando sempre che non fosse accolta. Infatti quei rifugiati (da oltre cinquant’anni) sono ormai in tale numero che, se tornassero, destabilizzerebbero economicamente i Territori Occupati in modo irreparabile. Ora non se ne parla neppure, se non per escludere l’ipotesi.

In passato, l’unica arma che i palestinesi hanno saputo trovare contro gli israeliani è stato il terrorismoper questa continua minaccia che a lungo Israele ha cercato la pace con loro, ma alla fine, a forza di tirare la corda, i palestinesi l’hanno spezzata: Israele ha adottato efficaci contromisure, in particolare realizzando una barriera fisica fra  e Territori, cosicché il problema si è sgonfiato, e i giornali non ne parlano più.

Un motivo di vaga preoccupazione, riguardo al futuro, è la possibilità che la pressione demografica e la fame di terra possano un giorno indurre Gerusalemme ad annettersi porzioni limitate dei Territori. Né le si potrebbe rimproverare qualcosa: gli arabi volevano uccidere tutti gli ebrei, questi si limiterebbero a qualche chilometro quadrato di territorio. E comunque Israele sopravvive perché è abbastanza forte per difendersi e, finché sarà la più forte, avrà ragione anche quando avrà torto.

Per i palestinesi, da sempre, vale l’antico detto per cui Giove rende pazzi coloro che vuol perdere.

Gianni Pardo, giannipardo1@gmail.com

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2020/01/28/trump-svela-il-piano-di-pace-per-il-medio-oriente_b2285956-be0e-4b9d-b576-f340fcfd2561.html

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