Dopo lo strappo di Pier Luigi Bersani, che ha dichiarato la sua intenzione a non partecipare alla riunione dei parlamentari Pd convocata da Matteo Renzi al Nazareno, è il vicesegretario Lorenzo Guerini a tentare di ricucire: “Mi pare ci sia stato un eccesso di polemica, che a mio parere non è utile, ma rispetto le opinioni di tutti, anche quelle che non condivido”, ha detto rivolto all’ex segretario.
“Gli spazi di confronto – ha continuato Guerini – devono essere sempre utilizzati, perché un partito che discute è un partito che vive e che garantisce la dialettica al proprio interno. Disertarli non è utile. Penso che tutti debbano portare il proprio contributo affinché il nostro confronto interno sia vero, ma anche leale e rispettoso”.
Arrivando alla riunione, il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano ha dichiarato che “da parte di Bersani non c’è stato nessun ordine di scuderia a non partecipare” rivolto alla minoranza del partito. Da parte sua l’ex segretario ha replicato oggi al Gr1: “Ognuno farà quel che vorrà. Io gliele ho mandate quattro idee. Non in burocratese, molto brevi. Praticamente ho partecipato. No? al di là delle battute è ora di discutere sul serio. Attenzione che stiamo cambiando forma alla nostra democrazia e non sono cosucce da poco. Sarà ora di discutere seriamente, non per spot. Basta fare una discussione ordinata. Facciamo come abbiamo fatto col cosiddetto metodo Mattarella”.
All’ordine del giorno, tra le altre cose, le misure sulla scuola che saranno esaminate dal Cdm di martedì. In proposito una trentina di studenti hanno protestato davanti alla sede del Pd: “La scuola è pubblica e non si tocca, la difenderemo con la lotta”, era lo slogan. Sono stati accesi anche alcuni fumogeni. Poi sono intervenute le forze dell’ordine quando gli studenti hanno provato ad avvicinarsi all’ingresso.
