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Politica
Pd, Cuppi: "Partito maschilista e chiuso, ora va aperto davvero"
Valentina Cuppi (Lapresse)

Pd: Cuppi, partito maschilista e chiuso ora va aperto davvero

"Sono entrata in questo partito perche' mi sembrava che Piazza Grande", la mozione con la quale Nicola Zinageretti e' stato eletto segretario, "pensavo di poter dare un contributo. Poi sono stata schiaciata da meccanismi che tutto erano ranne che di apertura". Lo ha detto Valentina Cuppi alla direzione del Pd. "Ho trovato un partito maschilista e qualcuno ha pensato che fossi una baniderina, ma credo di aver dimostrato di non esserlo quando ho protestato contro il rifinanziamento alla guardia costiera libica. Quando sono stata scelta io e' stato scelto Marzabotto. Credo che non si sia capita fino in fondo l'importanza della memoria e se ora ha vinto un partito che ha la fiamma tricolore nel simbolo vuol dire che abbiamo sbagliato. Ora dobbiamo scegliere un indirizzo che dia a tutti la possibilita' di partecipare e solo dopo scegliere il nome da mettere sul campanello. Cinque mesi sono sufficienti a patto che vengano utilizzati nel modo giusto", aggiunge Cuppi.

Pd, Bettini: "Cuppi come gestisce trasparenza degli interventi?"

"E' da stamattina che chiedo quando sarei intervenuto. Io non capisco come la presidente Cuppi gestisce la trasparenza degli interventi". Goffredo Bettini esordisce in Direzione. Ribatte Anna Ascani: "La trasparenza è totale". Ribatte Bettini: "Sì, molto totale...".

Pd: Bettini, errori impostazione campagna, dovevo segnalarli

"Sconfitta netta e dolorosa, piu' politica che non di crollo elettorale. Le ragioni vanno ricercate negli ultimi anni. Io penso che la conduzione del segretario sia stata di grande dignita', di collegialita', di rispetto delle posizioni. Ci sono stati errori di impostazione di campagna elettorale, e io ho avuto la responsabilita' di non averli segnalati con la giusta forza". Lo ha detto Goffredo Bettini alla direzione del Pd.

Pd: Morassut, serve costituente dirompente, con nuove regole

"Noi siamo un grande partito e un grande partito si vede nella sconfitta. Siamo un grande partito per quello che siamo dentro di noi. Il campo largo no esiste: c'e' se c'e' un grande Pd. E questo grande Pd non c'e': non cresce e no crepa, come si dice a Roma. Per 15 anni siamo stati cosreti a sostenere politiche finanziarie e restrittive che ci hanno sganciati dai ceti sociali di riferimento". Lo ha detto Roberto Morassut alla direzione del Pd. "Questo ha prodotto che ampie fasce di proletariato urbano sono preda del populismo di turno e una vita interna che si e' chiusa in se' stessa. Ora dobbiamo aprire una terza fase, dopo l'Ulivo e la nascita del Pd. C'e' una terza fase che non puo' che essere costituente, per costruire qualcosa di piu' ampio. Che tipo di percorso costituente facciamo a regole vigenti? A regole vigenti ci sono solo primarie. Abbiamo bisogno di un congresso che vada nei luoghi della societa' e se deve essere questo il congresso deve essere dirompente. Abbiamo un gruppo di figure intellettuali e politiche al nostro interno che puo' offririci un manuale per la sinistra dei prossimi anni, in grandi assemblee. Non invitare noi qualcuno sporadicamente nelle nostre strutture. Per farlo, dobbiamo intervenire nelle norme statutarie. Il problema non e' cambiare nome per cambiarlo. Ma perche' se si tratta di qualcosa di nuovo c'e' bisogno di altro: resti l'aggettivo, cambiamo la definizione di partito", aggiunge Morassut.

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