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Piazza per la pace, Conte dice sì a Schlein: l’asse Pd-M5s prova a ricompattarsi, ma resta il nodo delle primarie

Giuseppe Conte rilancia la proposta della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein di portare il centrosinistra in piazza per “la pace e la giustizia sociale”.

Piazza per la pace, Conte dice sì a Schlein: l’asse Pd-M5s prova a ricompattarsi, ma resta il nodo delle primarie

Una piazza per la pace e la giustizia, Giuseppe Conte rilancia la proposta di Elly Schlein. Ma il leader del M5s non molla sulle primarie

Prima la mobilitazione, poi l’affondo sul governo. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte rilancia la proposta della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein di portare il centrosinistra in piazza per “la pace e la giustizia sociale”. Un’iniziativa che punta a coinvolgere anche chi si è riavvicinato alla partecipazione politica dopo l’astensione, e che dovrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane con una grande manifestazione a Roma. Un percorso su cui Schlein ha già annunciato l’intenzione di confrontarsi con gli altri leader delle opposizioni e che oggi Conte raccoglie e rilancia, segnando un possibile terreno comune tra M5s e Pd, mentre resta sullo sfondo il confronto interno al centrosinistra sulla leadership, che la stessa Schlein ha invitato a non trasformare in un “dibattito politicista”. “Ci stavamo già lavorando e raccogliamo l’invito anche delle altre forze di opposizione: ci ritroveremo tutti insieme unitariamente in piazza per dire no alla politica vergognosa di questo governo”, ha detto Conte nell’Aula della Camera.

Poi l’attacco alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, anche alla luce delle parole di Donald Trump. “È un Trump che attacca, a destra e a sinistra. Quindi gli attacchi non mi sorprendono”, osserva Conte. “Avevo cercato di avvertire Meloni che almeno la linearità e la chiarezza possono mettere un po’ al riparo, piuttosto che l’ambiguità. A un certo punto, tutti i nodi vengono al pettine”. Il presidente del M5s torna quindi sullo stop all’accordo con Israele, chiedendo chiarimenti al governo: “Abbiamo chiesto un’informativa perché Meloni deve chiarire che significato ha. Con tutto il rispetto, uno fa una dichiarazione al Vinitaly, ma cosa prelude?”. Conte sollecita una posizione più definita, interrogandosi se si tratti di un passo verso “una sanzione economica e finanziaria” oppure verso “il riconoscimento dello Stato della Palestina”. In assenza di una linea chiara, conclude, “c’è ancora più ambiguità, ancora più incertezza”.

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