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Puglia, il Csm verso il no a Emiliano come consigliere giuridico di Decaro: si riapre il caso dopo il braccio di ferro

La commissione avrebbe espresso un orientamento contrario sull’incarico per l’ex governatore. Deciderà il plenum, mentre la Regione valuta altre strade

Puglia, il Csm verso il no a Emiliano come consigliere giuridico di Decaro: si riapre il caso dopo il braccio di ferro

L’incarico avrebbe evitato il rientro in magistratura dopo oltre vent’anni di aspettativa tra Comune e Regione

Il Csm sarebbe orientato a non autorizzare Michele Emiliano ad assumere l’incarico di consigliere giuridico del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. La richiesta è stata esaminata dalla commissione competente, che avrebbe già discusso la pratica e comunicato in modo informale il proprio orientamento alla Regione.

La decisione definitiva, però, non è ancora arrivata. La proposta della commissione dovrà infatti essere portata all’attenzione del plenum del Consiglio superiore della magistratura, chiamato a esprimere l’ultima parola sul caso.

La notizia, riportata dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Gazzetta del Mezzogiorno, riapre un dossier delicato sia sul piano istituzionale sia su quello politico. L’incarico offerto a Emiliano avrebbe infatti consentito all’ex presidente della Regione Puglia, magistrato, di non rientrare nei ranghi della magistratura dopo oltre vent’anni di aspettativa, prima da sindaco e poi da governatore.

Dietro la scelta di affidargli quel ruolo c’era anche il tentativo di trovare un punto di equilibrio dopo i contrasti con Decaro. Alle regionali di novembre, infatti, il presidente uscente aveva incassato il veto alla propria candidatura a consigliere regionale, al termine di un lungo braccio di ferro interno.

Adesso lo scenario può cambiare ancora. Se il Csm dovesse formalizzare il no, la presidenza della Regione Puglia, una volta ricevuta la comunicazione ufficiale, potrebbe valutare soluzioni alternative da sottoporre nuovamente al Consiglio superiore della magistratura.

Il passaggio resta aperto, ma l’orientamento emerso in commissione segna già un punto politico pesante. Per Emiliano si complica la strada che avrebbe dovuto accompagnare la sua uscita dalla guida della Regione senza il ritorno in magistratura. Per Decaro, invece, il dossier rischia di trasformarsi in un nuovo fronte di tensione istituzionale all’inizio del mandato.

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