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Rai, Giachetti si ammanetta alla Camera: “Sono qui incatenato, non mi muovo finché la maggioranza non darà risposte”

Affaritaliani ha intercettato il deputato di Italia Viva, rimasto solo in Aula a Montecitorio

Rai, Giachetti si ammanetta alla Camera: “Sono qui incatenato, non mi muovo finché la maggioranza non darà risposte”

Stallo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, Giachetti si incatena in Aula: “Non mi muovo senza risposte”

“Sono chiuso dentro l’Aula, incatenato. Aspetto una risposta da parte della maggioranza. Aspetto che qualcuno mi faccia sapere se ha intenzione di impegnarsi per sbloccare le cose”. È quanto ha dichiarato il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti, intercettato in questi minuti da Affaritaliani, mentre si trova ancora all’interno dell’Aula di Montecitorio dopo essersi incatenato al proprio banco in segno di protesta. Un gesto che segna l’ulteriore inasprimento di una mobilitazione iniziata da giorni e che ora assume i contorni di un vero e proprio “autosequestro” parlamentare.

La protesta è stata annunciata pochi minuti fa dallo stesso Giachetti in Aula, dove ha collegato la sua iniziativa allo stallo della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, definita dal deputato come “sequestrata dalla maggioranza”. Contestualmente, ha comunicato di aver avviato lo sciopero della fame e della sete, portando così la sua azione a un livello di radicalità senza precedenti nella legislatura. “Al dodicesimo giorno di sciopero della fame per chiedere il ritorno alla legalità, sbloccando la paralisi e il sequestro della Commissione Vigilanza Rai, nella maggioranza nessuno ha ritenuto di dover dare qualsiasi segnale, se non preoccuparsi per la mia salute. Invece di preoccuparsi per la mia salute, sarebbe utile che tutti ci occupassimo della salute della democrazia”, ha aggiunto il deputato.

Giachetti è rimasto in Aula anche dopo la chiusura dei lavori parlamentari, con la seduta che riprenderà lunedì alle 18.30. Attorno a lui sono presenti assistenti parlamentari e personale sanitario attivato per garantire assistenza continua, data la durata dello sciopero della fame e della successiva decisione di interrompere anche l’assunzione di liquidi. A seguire la situazione è intervenuto anche il questore della Camera Paolo Trancassini, entrato nell’emiciclo per monitorare le condizioni del deputato e la gestione del presidio.

Lo stallo

La vicenda non nasce da un singolo episodio interno alla Rai, ma dallo stallo della Commissione parlamentare di Vigilanza, l’organo che esercita il controllo sul servizio pubblico radiotelevisivo e ne indirizza le principali scelte di governance. Secondo la lettura dell’opposizione, e in particolare di Giachetti, la Commissione sarebbe di fatto paralizzata a causa dell’impossibilità di raggiungere il numero legale necessario per svolgere le sedute e procedere con i lavori. Una situazione che viene interpretata come un blocco politico del suo funzionamento, e che impedirebbe – sempre secondo questa ricostruzione – il regolare esercizio della funzione di controllo sulla Rai. La maggioranza, dal canto suo, respinge l’idea di un “sequestro” dell’organo parlamentare, ricondendo le difficoltà a dinamiche fisiologiche dell’attività d’Aula e alla gestione delle presenze e delle convocazioni.

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