Giustizia, Sisto: “Puntiamo al dialogo, ora passi avanti per migliorare i processi”
“Il prossimo passaggio non può che essere quello di una convocazione al ministero per mettere sul tavolo le proposte di ciascuno”. Queste le parole del numero due di Via Arenula, Francesco Paolo Sisto, pronunciate a margine del convegno “Quale giustizia dopo il referendum?”, svoltosi alla presenza del vertice dell’Anm, Tango.
In merito alle tempistiche del dibattito, Sisto ha chiarito che spetterà al “ministro” Nordio definirle, pur tracciando la rotta: “Io penso che sia necessario partire subito – ha precisato – e sono convinto che il ministro non sarà di diverso avviso”. L’esponente del governo ha poi illustrato la strategia dell’esecutivo in seguito ai segnali di disponibilità giunti dalle toghe e dai legali: “Siamo qui come ascoltatori e abbiamo proposto un metodo basato sul dialogo, che faccia salvi i ruoli istituzionali di ciascuno”.
“Il dialogo mission impossible? No, Mission possible!”. “È inutile lanciarsi in riforme spericolate che non raggiungono l’obiettivo, perché poi devi fare in fretta e non va bene. È il momento della riflessione, è il momento del dialogo. Poi, ripeto, decide sempre il Parlamento. Questo deve essere chiaro: l’articolo 101 dice che il Parlamento scrive le leggi, la magistratura le applica. Il referendum non può cancellare le norme costituzionali, le rafforza”, ha specificato.
“Siamo stati tutti impegnati in questo referendum ed, è vero, abbiamo avuto atteggiamenti agonisticamente importanti, ma l’auspicio ora è che dobbiamo tutti essere disponibili a fare passi avanti facendone alcuni indietro”.
“Abbiamo un anno di tempo fino alla fine della legislatura – ha ricordato –. Abbiamo la necessità di scegliere accuratamente quello che può essere affrontato:piccoli interventi chirurgici per settori e non grandi riforme, che ci consentano di raggiungere alcuni obiettivi”, ha evidenziato Sisto, rimarcando a lato del convegno: “Si può intervenire su molti aspetti, dal processo penale al civile”.
“C’è stata una riorganizzazione, sono cambiati diversi assetti, in particolare il gabinetto, che sarà protagonista di questo dialogo”. “Vogliamo assumere la responsabilità di questo percorso, anche attraverso l’ufficio legislativo con Nicola Selvaggi, primo laico a ricoprire questo ruolo di capo del legislativo”, ha puntualizzato. La struttura di gabinetto potrà fungere da “il punto di raccordo tra politica, magistratura e avvocatura”, avvalendosi anche dei nuovi profili tecnici: “Mura è un magistrato bravissimo, equilibrato, capace di tenere questo tipo di ragionamento”.

