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Coesis Research: la Lega di Salvini può arrivare al 20 per cento

Coesis Research: la Lega di Salvini può arrivare al 20 per cento
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Dove può arrivare il Carroccio? E qual è il segreto di Matteo Salvini? “Gli obiettivi sono il 14% tra sei mesi e il 20% nel giro di un anno e mezzo”, spiega ad Affaritaliani.it Alessandro Amadori (Coesis Research). “Il leader del Carroccio piace perché è modernamente merxista, parla dei problemi concreti delle persone, di struttura e non della sovrastruttura. Diciamo che in qualche modo si ispira a Che Guevara. E’ rivoluzionario”. L’analisi

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Sembra inarrestabile la crescita della Lega Nord. C’è chi dice 10% e chi addirittura 11. Senza contare che un sondaggio segreto dell’ex Cavaliere, anticipato da Affaritaliani.it la darebbe perfino al 12%. Ma dove può arrivare Matteo Salvini? “Nel giro di sei mesi, se le cose vanno avanti così, può tranquillamente toccare il 14% e superare Forza Italia”, afferma ad Affaritaliani.it Alessandro Amadori, numero uno di Coesis Research. Non solo. “Qualora si ampliasse il fenomeno di sgonfiamento del Movimento 5 Stelle, tra un anno e mezzo circa, diciamo nella primavera del 2016, il Carroccio potrebbe diventare un grande partito del 20%”. Ovviamente questi numeri si riferiscono alla somma tra la Lega Nord e il nuovo movimento che sta per nascere nel Centro-Sud. Ma qual è il segreto del successo di Salvini? “E’ concreto. Parla dei problemi reali della gente”, spiega Amadori. “In passato Salvini si presentò con i Comunisti Padani e ha mantenuto un po’ di quel background. Da destra fa su certi temi una politica di sinistra. Potrei dire che è in un certo modo marxista, in quanto si occupa della struttura e non della sovrastruttura e dei beni primari della gente. Come il posto di lavoro, i licenziamenti, le pensioni, la sicurezza dei cittadini. In questo senso è modernamente marxista ed è rivoluzionario, come se si ispirasse a Che Guevara”. E l’accusa di essere fascista e razzista? “Il fatto che dialoghi con gruppi di estrema destra è un fattore marginale e secondario, la Lega non è un partito nero-verde. Quanto agli stranieri è stata ottima la scelta di un responsabile dell’immigrazione di colore (Toni Iwobi di origini nigeriane) e, non a caso, Salvini distingue sempre tra clandestini e immigrati regolari“. In definitiva “possiamo dire che la Lega è un movimento che punta sulla controglobalizzazione, difendendo quindi i territori (da Nord a Sud) e il made in Italy. Assomiglia sempre più al Fronte Nazionale di Marine Le Pen, che a sua volta non è più il partito di estrema destra che era quello del padre”.