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Terre rare, Fitto accelera sull’autonomia Ue: entro il 2030 obiettivo 40% della trasformazione dentro i confini europei

Da Milano il vicepresidente esecutivo della Commissione europea rilancia il Critical Raw Materials Act: meno dipendenze esterne, più riciclo e filiere interne

Terre rare, Fitto accelera sull’autonomia Ue: entro il 2030 obiettivo 40% della trasformazione dentro i confini europei
Raffaele Fitto

Bruxelles fissa i target su estrazione, trasformazione e riciclo per ridurre il peso delle forniture esterne

Le terre rare tornano al centro della strategia industriale europea. Da Milano, intervenendo con un videomessaggio a un evento sulle materie prime critiche organizzato ad Assolombarda, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha indicato con chiarezza la linea di Bruxelles: rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione e ridurre la dipendenza dall’esterno.

Le gravi crisi, ha spiegato, “Che stiamo vivendo portano le catene di approvvigionamento al centro del dibattito”. Il riferimento è a uno scenario internazionale che ha riportato al centro il tema della sicurezza economica, della tenuta industriale e della vulnerabilità delle filiere.

Fitto ha richiamato la lezione arrivata dalla crisi energetica seguita alla guerra in Ucraina. “ci ha insegnato una lezione molto dura. L’Europa non può permettersi di sostituire le dipendenze dai combustibili fossili provenienti dall’unico fornitore con una nuova dipendenza. Le terre rare sono diventate una risorsa strategica per la nostra economia, per la transizione digitale ed energetica”, ha sottolineato.

Il nodo, per Bruxelles, è nella struttura stessa delle forniture. Oggi, ha osservato il vicepresidente esecutivo, “L’Europa dipende in larga misura dalla fornitura esterna, con catene di approvvigionamento globali, fortemente concentrate al di fuori dell’Unione e sempre più influenzata da dinamiche geopolitiche più ampie come stiamo vedendo in questi giorni”. Da qui la necessità, ha aggiunto, che l’Unione europea “deve rafforzare la propria autonomia strategica e diversificare le fonti di approvvigionamento delle materie prime critiche per ridurre il rischio di dipendenza eccessiva”.

Per tradurre questa impostazione in una linea operativa, la Commissione ha varato il Critical Raw Materials Act. Il regolamento fissa target precisi al 2030: Ci siamo dati obiettivi chiari e vincolanti per il 2030. Estrarre almeno il 10 per cento del nostro fabbisogno, trasformarne almeno il 40 per cento all’interno dei nostri confini e coprire almeno il 25 per cento dei consumi attraverso il riciclo.

Accanto agli obiettivi industriali, Bruxelles punta anche a velocizzare la macchina amministrativa. “Stiamo anche riducendo drasticamente la burocrazia, semplificando le autorizzazioni e accelerando i progetti. Ma le regole da sole non bastano, abbiamo bisogno di un mercato unico pienamente funzionante e questo significa anche risorse ed una forte politica di coesione”, ha concluso Fitto.

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