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Politica

di Angelo Maria Perrino

Diranno i tecnici del diritto se la sentenza della Cassazione è giusta oppure no. Ma dal punto di vista politico, Berlusconi condannato e rinchiuso agli arresti domiciliari o affidato ai servizi sociali è una iattura per un Paese in ginocchio che ha bisogno di serenita' e di un clima costruttivo per risalire e riprendersi.

Bisogna rimettere insieme i cocci di un default politico istituzionale non meno grave del default economico-finanziario a cui siamo stati e siamo ancora vicinissimi. Bisogna fronteggiare una crisi sociale senza precedenti che provoca suicidi, chiusure e disoccupazione. Bisogna ridare fiducia nel futuro e motivazioni forti a privati e aziende depresse da anni di errori legislativi e di furti legalizzati di una classe politica corrotta e pasticciona, egoista e autoreferenziale.

Non possiamo permetterci il lusso di vedere un Pdl in mano ai falchi urlare e scendere in piazza coi forconi. Non possiamo permetterci un Pd in preda alle convulsioni far prevalere il massimalismo interno e le barricate isteriche, con la conseguenza della caduta dell'unico governo possibile.

Bisogna sopire e raffreddare. E lasciar lavorare il premier Letta e l'unica maggioranza possibile, quella strana, formata da Pd e Pdl. Nell'interesse superiore del Paese, della stabilità, delle riforme urgenti e necessarie. Il resto sarebbe isteria da talk show, infantilismo da eterni Peter Pan. Vogliamo invece crescere e andare avanti.

L'INTERVENTO DI UN LETTORE

Caro direttore,
mi spiace dover di nuovo intervenire a riguardo del suo editoriale del primo agosto palesemente pro Berlusconi.
Ma non è su questo che voglio intervenire, in fin dei conti tutte le idee hanno pieno rispetto e diritto di essere espresse ed accettate anche quando non sono condivisibili.
Però da un direttore di giornale, anche se on-line, ci si attenderebbe qualcosa di meglio e di più.
Prenda il primo paragrafo del suo editoriale:
"Diranno i tecnici del diritto se la sentenza della Cassazione è giusta oppure no. Ma dal punto di vista politico, Berlusconi condannato e rinchiuso agli arresti domiciliari o affidato ai servizi sociali è una iattura per un Paese in ginocchio che ha bisogno di serenita' e di un clima costruttivo per risalire e riprendersi".
Che io sappia i giudici della Cassazione sono i massimi tecnici del diritto. Infatti loro non entrano mai nel merito delle sentenze ma accertano che tutto si sia svolto regolarmente. E così è stato per il processo Mediaset.
Ora se lei mette in dubbio l'operato della Cassazione..... è come sposare il pensiero berlusconiano sui giudici. E questo non le fa onore.
Definire una iattura la condanna di Berlusconi mi sembra proprio un termine disdicevole nella sua accezione più ampia.
Lei dimentica troppo facilmente che il personaggio in questione è stato ed è un super indagato.  Molti dei processi sono finiti in prescrizione solo per le famose leggi ad personam. E ciò nonostante ha subito un'altra condanna a 7 anni (processo Ruby) ed altri processi sono in partenza, come quello di Napoli per compravendita di deputati e/o senatori.
La presenza di Berlusconi non darà mai serenità all'Italia. Questo è un punto accertato ed è non barattabile.
Mi auguro che esca di scena il più velocemente possibile ed in silenzio.
Solo a quel punto potremo capire quanto realmente vale la Destra senza questo peso ingombrante e quanto realmente vale la Sinistra senza l'antiberlusconismo. E cosa saranno capaci di fare per l'Italia e non per loro stessi.
Ma come le ho già detto in una mia precedente mail, non sono molto ottimista.
Da chimico, anche se è in pensione, le vorrei descrivere come vedo attualmente l'Italia.  E' per intenditori, ma tutti possono coglierne il vero significato:
"Una volta avevamo la politica (cosa seria) e la mafia, la camorra, l'ndrangheta a carattere delinquenziale..... un orbitale s e 3 orbitali p. Si sono mescolati e hanno dato origine a 4 orbitale ibridi, diretti ai 4 vertici di un tetraedro (la mia amata Italia) ... tutti uguali e tutti a carattere delinquenziale."
Un caro saluto.

Luciano Casaccia

 

LA RISPOSTA DEL DIRETTORE DI AFFARI

Caro Casaccia,
io mi sto sforzando di sostenere la linea della ragionevolezza e del buon senso, nell'interesse dell'Italia e non di Berlusconi, con cui ho parlato solo due volte in vita mia. E sempre in pubblico. E mai ho avuto rapporti coi suoi figli né vanto legami con qualcuno dell'entourage più stretto e che conta. A lui non mi lega assolutamente nulla. Anzi, sono molto critico verso il suo bilancio politico, praticamente nullo, nonostante i vent'anni trascorsi ai vertici dello Stato.

Io sono preoccupato per le sorti dell'Italia e mi riconosco pienamente nella linea di Giorgio Napolitano, ossia del Presidente che, non senza forzature istituzionali, ha tolto a Berlusconi Palazzo Chigi e ora continua a riempire con intelligenza e responsabilità il totale vuoto della politica e la latitanza della classe dirigente. E Napolitano davanti a un'emergenza non minore di quella di metà anni '70 con il terrorismo, predica e invoca un clima costruttivo, larghe intese e riforme. Senza le quali il Paese, già in ginocchio, è condannato in breve termine al default. Queste per me sono le priorità, non il berlusconismo e l'antiberlusconismo finto, tardivo e a corrente alternata, con cui ci balocchiamo nei talk show e sui giornali e telegiornali e abbiamo egemonizzato e saturato il dibattito politico.

P.S. Non raccolgo le sue offese personali e pubblico integralmente il suo intervento. In nome di quel valore del confronto e della critica che è l'essenza del libero giornalismo e che deve doverosamente esercitarsi, laddove lo si ritenga necessario, anche nei confronti della Suprema Corte, non per mancanza di rispetto ma per il semplice assunto epistemologico che non esiste l'infallibilità. Senza per questo essere etichettati come berlusconiani, come lei fa con me, mostrando così di essere, lei sì, davvero ossessionato dall'uomo di Arcore.

Di Angelo Maria Perrino

 

L'INTERVENTO DI UN ALTRO LETTORE

Egregio Direttore,
pubblichi questo mio intervento per far capire a quanti non sono capaci di competere con Berlusconi, che prima del suo debutto in politica si viveva in un paese quasi giusto, quasi equilibrato, quasi serio. Oggi purtroppo non è più così, la minoranza del popolo italiano ritiene responsabile Berlusconi per questo, mentre la maggioranza ritiene responsabile la Giustizia non giusta dell'Italia. Bene!

Volendo credere che l'Italia è un paese equilibrato è serio, non posso, specie quando penso a tutti gli assassini, a tutti gli stupratori, a tutti gli ex coniugi che ammazzano che sono liberi, bè! allora viviamo in un paese libero per tutti, dove tutto è permesso a tutti tranne che a Berlusconi? Egregio Direttore, vorrei inoltre far sapere che la dichiarazione di Epifani è stata il segno tangibile di chi potesse essere quest'uomo, che dopo aver mangiato con i soldi delle aziende e dei lavoratori magari oggi disoccupati, si permette il lusso di dire certe cose su Berlusconi il quale con le sue aziende ha sicuramente contribuito a fare il suo piatto. Concludo dicendo che comunque la vicenda Berlusconi è ancora all'inizio, quanti credono che sia definitivamente conclusa si sbagliano di grosso.

Perri Giuseppe


 

 

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