di Angelo Maria Perrino
Diranno i tecnici del diritto se la sentenza della Cassazione è giusta oppure no. Ma dal punto di vista politico, Berlusconi condannato e rinchiuso agli arresti domiciliari o affidato ai servizi sociali è una iattura per un Paese in ginocchio che ha bisogno di serenita’ e di un clima costruttivo per risalire e riprendersi.
Bisogna rimettere insieme i cocci di un default politico istituzionale non meno grave del default economico-finanziario a cui siamo stati e siamo ancora vicinissimi. Bisogna fronteggiare una crisi sociale senza precedenti che provoca suicidi, chiusure e disoccupazione. Bisogna ridare fiducia nel futuro e motivazioni forti a privati e aziende depresse da anni di errori legislativi e di furti legalizzati di una classe politica corrotta e pasticciona, egoista e autoreferenziale.
Non possiamo permetterci il lusso di vedere un Pdl in mano ai falchi urlare e scendere in piazza coi forconi. Non possiamo permetterci un Pd in preda alle convulsioni far prevalere il massimalismo interno e le barricate isteriche, con la conseguenza della caduta dell’unico governo possibile.
Bisogna sopire e raffreddare. E lasciar lavorare il premier Letta e l’unica maggioranza possibile, quella strana, formata da Pd e Pdl. Nell’interesse superiore del Paese, della stabilità, delle riforme urgenti e necessarie. Il resto sarebbe isteria da talk show, infantilismo da eterni Peter Pan. Vogliamo invece crescere e andare avanti.
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L’INTERVENTO DI UN LETTORE
Caro direttore, Luciano Casaccia
LA RISPOSTA DEL DIRETTORE DI AFFARI
Caro Casaccia, Io sono preoccupato per le sorti dell’Italia e mi riconosco pienamente nella linea di Giorgio Napolitano, ossia del Presidente che, non senza forzature istituzionali, ha tolto a Berlusconi Palazzo Chigi e ora continua a riempire con intelligenza e responsabilità il totale vuoto della politica e la latitanza della classe dirigente. E Napolitano davanti a un’emergenza non minore di quella di metà anni ’70 con il terrorismo, predica e invoca un clima costruttivo, larghe intese e riforme. Senza le quali il Paese, già in ginocchio, è condannato in breve termine al default. Queste per me sono le priorità, non il berlusconismo e l’antiberlusconismo finto, tardivo e a corrente alternata, con cui ci balocchiamo nei talk show e sui giornali e telegiornali e abbiamo egemonizzato e saturato il dibattito politico. P.S. Non raccolgo le sue offese personali e pubblico integralmente il suo intervento. In nome di quel valore del confronto e della critica che è l’essenza del libero giornalismo e che deve doverosamente esercitarsi, laddove lo si ritenga necessario, anche nei confronti della Suprema Corte, non per mancanza di rispetto ma per il semplice assunto epistemologico che non esiste l’infallibilità. Senza per questo essere etichettati come berlusconiani, come lei fa con me, mostrando così di essere, lei sì, davvero ossessionato dall’uomo di Arcore. Di Angelo Maria Perrino
L’INTERVENTO DI UN ALTRO LETTORE
Egregio Direttore, Volendo credere che l’Italia è un paese equilibrato è serio, non posso, specie quando penso a tutti gli assassini, a tutti gli stupratori, a tutti gli ex coniugi che ammazzano che sono liberi, bè! allora viviamo in un paese libero per tutti, dove tutto è permesso a tutti tranne che a Berlusconi? Egregio Direttore, vorrei inoltre far sapere che la dichiarazione di Epifani è stata il segno tangibile di chi potesse essere quest’uomo, che dopo aver mangiato con i soldi delle aziende e dei lavoratori magari oggi disoccupati, si permette il lusso di dire certe cose su Berlusconi il quale con le sue aziende ha sicuramente contribuito a fare il suo piatto. Concludo dicendo che comunque la vicenda Berlusconi è ancora all’inizio, quanti credono che sia definitivamente conclusa si sbagliano di grosso. Perri Giuseppe
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