Futuro Nazionale, il marchio registrato nel 2010 è scaduto. Ma Vannacci insiste: "Continueremo ad usarlo", e due ex leghisti lo seguono - Affaritaliani.it

Politica

Ultimo aggiornamento: 16:27

Futuro Nazionale, il marchio registrato nel 2010 è scaduto. Ma Vannacci insiste: "Continueremo ad usarlo", e due ex leghisti lo seguono

Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno annunciato oggi su Facebook la loro uscita dal partito hanno espresso l’intenzione di seguire il Generale Roberto Vannacci nella sua “battaglia identitaria e sovranista”

di Chiara Feleppa

Futuro Nazionale, ancora problemi con il marchio: già registrato, è scaduto nel 2020. Intanto, altri due ex leghisti seguono Vannacci: ecco chi sono

La nuova esperienza politica del Generale Vannacci è neonata, ma già piena di ostacoli. Prima gli attacchi di Francesco Giubilei - che ha accusato l'ex leghista di aver forzatamente tratto ispirazione dal logo e dal nome del think thank Nazione Futura, portando la causa all'EUIPO, l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale -, poi l'indiscrezione secondo cui il marchio "Futuro Nazionale" sarebbe stato già depositato presso l'Ufficio Marchi e Brevetti della Camera di Commercio di Teramo, oggi del Gran Sasso d'Italia, nel 2010 da Riccardo Mercante, promotore finanziario di Giulianova, in provincia di Teramo, e consigliere regionale M5S, deceduto in un incidente stradale il 16 settembre 2020.

Stando a quanto riporta l'Ansa, il marchio non sarebbe stato poi rinnovato alla scadenza dei 10 anni, ovvero nel 2020 e risulterebbe dunque libero da proprietà. La questione, ha fatto sapere Marina Caprioni Mercante, moglie di Mercante, "è affidata ai legali di famiglia: saranno loro a verificare i termini della vicenda e se nel caso come comportarsi in via ufficiale". Intanto, Vannacci non sembra voler retrocedere: "Finché non c'è nulla di diverso, continueremo a usare il simbolo. Se non c'è nulla di vietato si può usare", ha commentato.

I proseliti

Intanto, due deputati della Lega, Edoardo Ziello e Rossano Sasso, hanno annunciato oggi su Facebook la loro uscita dal partito e il passaggio a Futuro Nazionale. Una scelta che Ziello ha motivato con le sue posizioni sul dl Ucraina. “Il capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento volto a interrompere gli invii di forniture militari a favore dell’esercito di Zelensky non rappresenta, in alcun modo, la linea del partito”, scrive Ziello.

Secondo il deputato, anche Massimo Garavaglia, ex Ministro del Turismo della Lega, avrebbe considerato il suo gesto un’autoesclusione dal partito, ipotizzando addirittura un periodo di “espiazione da tale ‘grave peccato’ da scontare ‘sui ceci’”. “In tutto questo - aggiunge Ziello - il Segretario Salvini non ha battuto ciglio, dimostrando che la sua presunta contrarietà all’invio di armamenti a Kiev è solo una terribile messinscena”. Ziello denuncia inoltre una Lega che “assume sempre di più le sembianze di un Giano Bifronte: il partito è diventato tutto e il contrario di tutto, perdendo credibilità”.

Rossano Sasso, invece, ha spiegato la decisione con motivazioni più ampie e identitarie: “Dopo mesi di riflessione, ho deciso di uscire dalla Lega per ragioni politiche, in dissenso con un gruppo che non sento più mio e nel quale sento di non essere più utile. Sono stato nel 2014 uno dei fondatori del movimento politico di Matteo Salvini al Sud, quando fare politica per la Lega nel Meridione era un’impresa proibitiva. Oggi quel progetto per me non esiste più”.

Il deputato ha sottolineato anche le divergenze sui temi sociali: “Ho denunciato per primo i pericoli dell’ideologia gender nelle scuole, ingaggiando una battaglia quotidiana a favore delle famiglie e dei bambini contro gli attivisti Lgbt di estrema sinistra, attirandomi negli anni i loro attacchi. Oggi purtroppo le loro istanze vengono recepite non in uno, ma in due manifesti programmatici di esponenti apicali del partito. Non condivido questa svolta e, poiché non sono più compatibile, tolgo il disturbo”. Poi la frase latina: “Memento audere semper”.

 

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