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Vertice Tajani-Marina Berlusconi, si decide il futuro di Forza Italia. Che cosa bolle in pentola

Due i punti chiave su cui la figlia del Cavaliere è irremovibile

Vertice Tajani-Marina Berlusconi, si decide il futuro di Forza Italia. Che cosa bolle in pentola
Pier Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi e Antonio Tajani

Sono giornate cruciali per il futuro di Forza Italia. Dopo la sconfitta al referendum sulla Giustizia, misura molto cara alla famiglia Berlusconi, ecco che negli equilibri del partito qualcosa è cambiato. Marina Berlusconi non fa mistero di voler portare un rinnovamento nel partito. Per ora l’unica sostituzione di peso è stata quella tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi (comunque parlamentare da 20 anni, non un volto nuovo) come capogruppo al Senato. Ma i Berlusconi vogliono anche altri avvicendamenti. In questo senso sarà molto importante il vertice di domani a Milano, Marina incontrerà il segretario del partito Antonio Tajani.

Con ogni probabilità questo vertice dovrebbe servire a chiudere un’intesa – riporta Il Corriere della Sera che cita voci provenienti dal partito – intorno a due punti fermi: l’avvicendamento del capogruppo alla Camera, dove Paolo Barelli potrebbe essere sostituito da uno tra Enrico Costa, Pietro Pittalis e Andrea Orsini già martedì prossimo, e il rinvio dei congressi al dopo voto del 2027.

Ma nei giorni scorsi, Marina Berlusconi ha incontrato anche Giorgio Mulè e con lui avrebbe parlato del bisogno di “un cambiamento nel partito”. In Forza Italia si sussurra che Mulè sarebbe il favorito della famiglia anche per una eventuale, ma al momento non imminente, sostituzione dell’attuale leader. Ma l’incontro di domani tra Marina e Tajani dovrebbe anche servire per rimandare questi discorsi più in là nel tempo.

Fi, in pole Costa come capogruppo alla Camera. Tajani lavora al nodo congressi

C’è un clima di attesa in casa Forza Italia. Nelle ultime ore le voci di un avvicendamento al gruppo della Camera attualmente guidato da Paolo Barelli, fedelissimo di Antonio Tajani, sono sempre più insistenti nei corridoi di Montecitorio. In Transatlantico, dopo l’informativa di Giorgia Meloni in Aula sull’azione del governo, nei capannelli azzurri non si parla d’altro.

Marina Berlusconi e il segretario nazionale, grazie anche alla mediazione di Gianni Letta, raccontano qualificate fonti azzurre all’Adnkronos, avrebbero già raggiunto un accordo sul nuovo presidente dei deputati forzisti e anche sul nodo dei Congressi locali, regionali e provinciali, che una parte rilevante del partito vorrebbe rinviare a dopo le amministrative (restano forti i malumori in Campania).

Allo stato in pole position come capogruppo alla Camera ci sarebbe Enrico Costa, uno dei responsabili della passata campagna referendaria per il sì sulla riforma della giustizia, che viene dato per favorito rispetto agli altri papabili, come Pietro Pittalis. Tajani, raccontano fonti parlamentari del centrodestra, starebbe lavorando con gli alleati a una exit strategy per Barelli, che potrebbe andare ad occupare un posto da sottosegretario nel governo Meloni: forse al Mimit per il dopo Bitonci, anche se sarebbe aperta sempre la finestra alla Cultura, posto lasciato libero da Gianmarco Mazzi approdato al dicastero del Turismo.

L’occasione per l’eventuale ‘rimpastino’ potrebbe essere già oggi pomeriggio nel Cdm annunciato per affrontare l’emergenza della frana di Petacciato. Il Guardasigilli Carlo Nordio, però, interpellato in proposito alla Camera, avrebbe escluso, al momento, la possibilità di riempire almeno una delle cinque caselle vacanti nel sottogoverno (oltre al Mimit e alla Cultura, ci sono la Farnesina, l’Università e la Giustizia). Una volta chiuso il cerchio, raccontano, Tajani si dovrebbe recare domani a Milano per incontrare Marina Berlusconi e formalizzare le scelte sul dopo Barelli e la stagione congressuale con conseguente sfida sulle tessere per il controllo di Fi.

Si prospetterebbe una diluizione delle assise, con un cronoprogramma che dia garanzie anche alla minoranza interna. Il colloquio doveva tenersi in un primo momento prima di Pasqua nella residenza milanese della presidente Fininvest in Corso Venezia e, a oggi, non sarebbe stato ancora convocato ufficialmente, perché sarebbero in corso contatti per definire ogni aspetto della vicenda Barelli. Gli ultimi boatos assicurano che Tajani avrebbe avuto l’ok dalla primogenita del Cav per ‘indicare’ il successore.

Il ministro degli Esteri dovrebbe scegliere il capogruppo alla Camera tra gli uomini a lui più vicini, a patto che sia un volto nuovo. La famiglia Berlusconi, raccontano, si sta ritrovando unita su ogni scelta che riguarda il futuro di Fi. In questa fase, Pier Silvio Berlusconi sembra più defilato, ma in realtà lui e Marina si muovono all’unisono.

Proprio l’ad di Mediaset l’estate di tre anni fa aveva evocato la necessità di un rinnovamento della classe dirigente nei partiti e in particolare nel movimento azzurro. Chi conosce bene i due fratelli, a quanto si apprende, esclude una loro volontà di scendere in campo in prima persona e ricorda che hanno più volte dichiarato di essere imprenditori ma anche e soprattutto cittadini. E che entrambi si sentono in dovere di tutelare al meglio quello che considerano un lascito del padre a loro e al Paese.