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Brindisi, il caso 'mense scolastiche' Sindaco sereno e genitori infuriati
Dopo l’ennesimo caso di piatti contaminati nelle scuole di Brindisi, in cui il servizio mensa è assicurato dalla società austro-rumena Markas, lo stesso sindaco, Angela Carluccio, accompagnata dall’assessore Maria Greco e dal dirigente comunale Costantino Del Citerna, ha voluto effettuare un sopralluogo nelle cucine sotto accusa.
markas donMiliani
 
 
L'ultima allarmante segnalazione riguarda la scuola elementare Livio Tempesta, dove questa volta pare sia stata trovata della muffa in un piatto di orecchiette. Solo meno di un mese fa, alla scuola Don Milani, fu trovato in un piatto di tortellini un millepiedi.
 
"Abbiamo effettuato una verifica nelle cucine, nei reparti di confezionamento dei pasti, nelle celle-frigo e nei magazzini”, ha dichiarato il sindaco di Brindisi dopo la visita, “Ovviamente attendiamo le relazioni tecniche e i risultati delle perizie svolte dagli ispettori. Ma, per quello che abbiamo visto e per ciò che emerso sinora dalle verifiche della Asl, in questo momento non esiste alcun motivo igienico-sanitario che possa portare ad assumere decisioni diverse da quella di far proseguire regolarmente il servizio mensa assegnato alla Markas". “Io stessa - ha aggiunto - ho un figlio che pranza a scuola e non ho timore a continuare a usufruire del servizio”.
 
markas mensa
 
I sospetti di una sorta di sabotaggio in atto non sono pochi, e l'ipotesi di un'azione combinata per accentuare le contestazioni verso la Markas, vincitrice della gara d'appalto per la fornitura del servizio mensa, non è esclusa a priori.
 
Resta comunque acclarato che la stessa società ha vissuto e vive situazioni analoghe anche in altri comuni in Puglia, dove sono in piedi contenziosi e ricorsi ad affidamenti alternatevi e temporanei del servizio, dopo diversi casi di inadempienza o addebiti di disservizi.
 
I pasti per le scuole a tempo pieno di Brindisi vengono preparati nel centro di cottura di via Sele al Perrino dalla società Markas, oggetto già nelle scorse settimane di "ispezioni senza rilevi di particolare importanza" da parte dei Nas. Fatto che aveva indotto il Comune a concedere ai ragazzi la possibilità di portare una snack da casa.
 
Intanto, i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Stefano Alparone ed Elena Giglio depositano un’interrogazione urgente, per chiedere la revoca del servizio alla società Markas, in attesa di capire cosa stia succedendo, a seguito delle criticità emerse per ben due volte in un mese.
M5S brindisi giglio alparone
 

"Andare avanti in queste condizioni non è possibile. Continuano ad aumentare i motivi per un’immediata revoca dell’appalto alla Ditta Markas", hanno scritto, "Soprattutto dopo la diffusione di immagini che rendono inequivocabile il livello assolutamente scadente e carente dei requisiti igienico sanitari base per un servizio tanto delicato come quello della mensa scolastica, tanto più che gli 'utenti' sono dei bambini".

Nell'interrogazione si legge anche di un sopralluogo parallelo a quello posto in essere dal Sindaco e dall'assessore alla Pubblica Istruzione Maria Greco, perché svolto dalla mamma di un alunno, in qualità di membro del Comitato mensa. Con telefonino a portata di mano per scattare una serie di foto.

"Ricordiamo alla Sindaca - si precisa - che l’articolo 50 del Tuel stabilisce che in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal Sindaco, quale rappresentante della comunità̀ locale. Cosa sta aspettando per intervenire? Che magari accada qualcosa di grave?", chiedono i consiglieri pentastellati.

markas carluccio
 

"La poca affidabilità della Ditta Markas - prosegue l'interrogazione - viene da lontano, infatti è nel gennaio 2015 che la Procura di Brindisi apre un’indagine conoscitiva a carico della Ditta Markas, per inadempimento e frode in pubbliche forniture e che a maggio 2016, la Guardia di Finanza, sempre in merito alle indagini succitate, ha acquisito nuovi documenti, sia presso il Comune di Brindisi che presso la Ditta Markas. Ma al netto delle indagini, quello che preme è stimolare la Sindaca ad un intervento immediato, che attraverso un’Ordinanza contingibile ed urgente, prenda posizione rispetto a queste cadenzate criticità igienico/sanitarie che stanno colpendo un settore delicatissimo quale è il servizio della mensa scolastica. Consentendo ai genitori di poter far consumare ai figli il pasto, preparato a casa, all’interno delle strutture scolastiche".

"In tal modo, si permette alle famiglie di poter tamponare la situazione e gestire, con maggiore serenità, gli impegni lavorativi, sapendo che i propri figli stanno consumando un pasto sicuro", sottolineano i due consiglieri di opposiIone. "L’Ordinanza, ovviamente come è nella sua natura, dovrà avere una durata limitata al tempo necessario per revocare l’appalto alla Ditta Markas e l’individuazione, tramite bando, di una nuova Ditta a cui affidare il servizio mensa".

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La lettera della signora Katrin Fanizza - facente parte del Comitato mensa - presenta, a suo dire, "Una situazione diversa da quella indicata dal sindaco Carluccio e dall'assessore Greco". E lo fa allegando foto e risultanze di un sopralluogo "parallelo" fatto da lei e da altre rappresentanti del Comitato, in cui si afferma che "La realtà è ben diversa da quella ‘rose e fiori’ emersa dalle dichiarazioni del Comune", facendo anche riferimento a scarafaggi, capelli nel riso e mancanza di igiene dappertutto.
 

Il testo della lettera con relative foto

Alla luce dei fatti, nel breve termine di un mese, sono stati riscontrati, in due scuole di Brindisi, due fatti gravissimi: il 4 novembre il verme nei tortellini alla Don Milani ed il 1° dicembre le orecchiette con la muffa alla “Livio Tempesta”. Come portavoce dei genitori e come rappresentante di un Comitato mensa sento di dover dire basta! Basta a questa vergognosa ed inammissibile situazione che, a quanto pare, nessuno riesce a gestire o, meglio, nessuno riesce a chiarire. Noi cittadini/genitori pretendiamo la tutela dei nostri figli! Pertanto dichiaro che il comitato ha ritenuto di rilevare dal costante vigilare e altrettanto costante controllo, nell’esercizio delle proprie funzioni, criticità e inadempienze. Nello specifico, nell’ambito di tale funzione, lo scorso 18 novembre, ci siamo presentate presso il centro cottura sito in Via Basento senza alcun preavviso (diversamente da quanto avvenuto ieri mattina) ed avendo ottenuto l'accesso in qualità di componenti di un comitato mensa (l’accesso ci è stato consentito da una persona che si è qualificata come responsabile del Centro, pur non vendo alcun cartellino identificativo) , abbiamo potuto verificare delle situazioni che abbiamo ritratto fotograficamente. Si evincono situazioni e/o stati che non hanno bisogno di commenti.       

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FOTO 1: i coperchi  dei gastronomi  collocati in un cestello di plastica evidentemente sporco ai bordi, poggiati su di un carrello altrettanto non esattamente pulito.  

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FOTO 2: patate evidentemente non di origine biologica conservate a terra tra una cella ed una finestra con la luce.
 
FOTO 3bustoni neri di plastica appoggiati alle sedie (utilizzate quotidianamente dai bambini) che servono per la raccolta  dei rifiuti, raccolta evidentemente non differenziata.  
 
 
 
FOTO 4: contenitori adibiti alla conservazione dei pasti non adeguatamente puliti. 
 

FOTO 5: banana contenuta in un contenitore pieno di briciole e altri residui.  

FOTO 6: carrello utilizzato per lo scarico dei mezzi, per lo sporzionamento e per l’impiattamento dei pasti ed infine per il trasporto di spazzatura fino ai bidoni siti sul marciapiedi esterno (ne deduciamo la cattiva igiene, poichè sulle rotelle vanno a depositarsi residui che vengono trasportati nel refettorio. Lo stesso carrello viene utilizzato dopo questa operazione per fare mangiare i bambini del secondo turno (ore 13). 
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FOTO 7: pane poggiato a terra in ceste traforate di plastica; pavimento sul quale  avviene un passaggio frequente di personale che non indossava i ‘copri scarpe’.

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FOTO 8: scarico e deposito merci accanto ai contenitori dei pasti dove avviene lo stesso riempimento di tali contenitori.
 
FOTO 9/10: carico merce non sistemata come si deve
 

FOTO 11: pentola contenente il sugo che viene messo nei contenitori con brocca in plastica.                        

FOTO 12: zona di carico merce e cibi non adeguatamente pulita.                                         

Per non parlare  del fatto che, per pulire i banchi dove i nostri bambini pranzano, utilizzano come recipiente per l'acqua e detersivo, le vecchie bacinelle delle mozzarelle.  
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La situazione da noi rilevata é evidentemente e palesemente diversa da quella ieri sottoposta al controllo degli organi istituzionali del Comune di Brindisi. Questo materiale era in possesso del Comitato da tempo , in occasione della riunione del comitato cittadino avvenuta il 28/11/2016, dove erano presenti i vari rappresentanti e l’Amministrazione comunale, sindaco, assessore ed ufficio tecnico è stato chiesto di poterla esporre e chiedere eventuali chiaramente e delucidazioni, ma dagli stessi non ci é stata data la possibilità di poterlo fare e soprattutto di poterlo mettere agli atti. Forse, se ciò fosse accaduto, non si  sarebbe verificato l’ulteriore increscioso episodio del 1° dicembre alla scuola Livio Tempesta. Chiediamo a gran voce la tutela dei bambini, chiediamo che vengano presi eventuali provvedimenti. Chiediamo a questa Amministrazione di prendere la situazione in mano capacitandosi del fatto che tutto questo si ripercuote inesorabilmente sui bambini!  
 
(gelormini@affaritaliani.it)
 

 

 
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