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Cerignola, Assalti a banche e portavalori Banda dei kalashnikov: peggio della gramigna

Nella mattinata odierna la Polizia di Stato ha portato a temine una complessa attività di indagine che è sfociata nell’esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, tentato omicidio, rapina, furto, ricettazione, riciclaggio, detenzione e porto di armi anche da guerra. 


 

Assalti a tir, banche e furgoni portavalori. Bande di delinquenti incappucciati, armati fino ai denti, dotati di fucili da guerra e kit completi per incendiare mezzi pesanti. ‘Lupin’ in salsa hollywoodiana, quando vengono immortalati dalle telecamere di videosorveglianza. Violenti, spregiudicati, veloci, e metodici come se avessero studiato su uno di quei manuali da guerra che si trovano in rete.

 

Veloci anche a riorganizzarsise un nutrito gruppetto finisce ‘al fresco. Organizzano i loro colpi contanto di ‘basisti’, spesso, reperiti sul posto dell’attaccoSentinelle scelte tra manovalanza criminale a basso costo, che conosce il territorio. Meglio se straniera, invisibile all’anagrafe e al fisco. Quando i colpi vanno a segno, del bottino non se ne sa più nulla. Diversi assalti, soprattutto, sono miseramente falliti forse proprio per quello strano schema da guerriglia urbana che quasi rasenta il grottesco, e che dissemina errori e tracce  ovunque. 

 

Da Nord Est fino a Taranto, passando lungo tutta la costa Adriatica, gli esiti di cronaca giudiziaria degli ultimi otto anni conducono ad una pista pugliese. Indagini lunghe, laboriose ed articolate, che guardano al Centro Ofantino come base di attacco dove, a volte, risiedono i rapinatori attinti da provvedimenti di fermo

 

Le operazioni condotte, dal 2013 ad oggi, dalla Squadra mobile di Foggia, unitamente al Commissariato di Cerignola,  parlano di stesso modus operandi, di gruppi dalle 20, 15, 10 persone coinvolte nei diversi colpi, di capibastone, di ntori e giovani apprendisti, e altrettanti uomini  dislocati in varie zone del colpo per organizzare la fuga, insieme al blocco in più direzioni delle vie di accesso stradale.

 

L’ultima operazione, quella odierna, ha portato ai 14 provvedimenti cautelari nei confronti di 14 persone, di queste 3 sono date per irreperibili, 9 agli arresti, e 2 ai domiciliari. Soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, tentato omicidio, rapina, furto, ricettazione, riciclaggio, detenzione e porto di armi anche da guerraIn particolare, la banda sarebbe imputata nei due assalti ai caveau delle Banca di Foggia e Avellino, e di un assalto ai danni di un portavalori, non andato a buon fine.

 

La complessa attività di indagine condotta dai Poliziotti della Squadra Mobile di Foggia e dal Servizio Centrale Operativo (SCO) è scaturita a seguito del tentato assalto al caveau dell’istituto di vigilanza NP SERVICE, commesso a Foggia la notte del 25 giugno 2014 e realizzato da un commando armato, composto da almeno 10 uomini, con tecniche paramilitari e con l’utilizzo di armi da guerra, kalashnikov AK47.

nomi indagati op np service foggia 2016
 

 

I dettagli dell’operazione, e i nomi dei responsabili sono stati resi noti presso la Procura della Repubblica, alla presenza del Procuratore della Repubblica, del Signor Questore di Foggia e del Direttore del Servizio Centrale Operativo.

 

Tra i nomi degli indagati rispunta quello di Filippo Cirulli già noto alle Forze dell’Ordine per reati della stessa fattispecie. Le attività tecniche condotte dagli inquirenti hanno confermato le frequentazioni tra il Cirulli e Pasquale Saracino, mostrando "come i due, con frequenza quasi giornaliera, e nell’arco della stessa giornata più volte", si legge nel dispositivo di fermo, "si recavano all’interno dell’area di pertinenza della società ‘Leon Fruit’ che commercializzava prodotti ortofrutticoli, sita a Cerignola, in via Teano s.n.c.". Particolarità emersa durante l’attività investigativa, è che ad ogni progetto criminale valutato, il sodalizio criminale esclamava "mettiamo in cantiere".

 

Citando fonti di agenzia di stampa, i banditi hanno adottato "modalità assolutamente inedite e particolarmente allarmanti - ha detto in conferenza stampa il procuratore di Foggia Leonardo Leone De Castris - quasi fossero loro i padroni della città. Ma abbiamo dimostrato che il padrone è lo Stato".

 

"Con lunghe e complesse indagini - ha aggiunto - siamo riusciti a risalire agli autori di questa azione paramilitare. Quando ci si trova davanti a questi episodi, l'istinto è di dare una risposta immediata, anche perché la collettività se lo aspetta. Una risposta veloce e ad effetto. Purtroppo nella procedura penale questo non è sempre possibile. Più il caso è difficile, più lente ed approfondite devono essere le indagini. Noi dobbiamo fare i processi e vincerli. Più è eclatante il caso, più la criminalità organizzata alza la mira, più ci fa trovare pronti a sconfiggerla".


Alla conferenza stampa era presente anche Renato Cortese, capo dello Sco. "Oggi si è chiuso un buon lavoro sulla città di Foggia - ha detto - una realtà molto frizzante. Sono emersi spregiudicatezza e arroganza con cui questa gente manifesta forme di violenza. Sono personaggi di estrema pericolosità".

 

Landella FG
 

LA DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI FOGGIA, FRANCO LANDELLA

"A titolo personale e a nome dell’intera città di Foggia esprimo un sincero ringraziamento agli agenti dello della Squadra Mobile di Foggia, del Commissariato di Polizia di Cerignola e dello SCO che nelle giornate di ieri e di oggi hanno compiuto due operazioni di straordinaria rilevanza, che rappresentano la risposta chiara ed efficace dello Stato nei confronti della criminalità organizzata".

"Un grazie va ovviamente ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia, che con impegno hanno coordinato le indagini che hanno permesso di cogliere un così importante risultato. Formulo inoltre la mia piena vicinanza e quella della comunità foggiana all’ispettore della Squadra Mobile Angelo Sanna, oggetto di un progetto mafioso criminale, feroce ed ignobile".

"Gli arresti di oggi, inoltre, assicurano alla giustizia gli autori dell’assalto paramilitare compiuto nel giugno del 2014 ai danni della sede di Foggia della “Np Service”, quando la città fu colpita da una violenza inaudita. Questo è il coronamento di una lunga e meticolosa attività di indagine, che dimostra e conferma la presenza dello Stato nella lotta alla criminalità e che annienta la banda che ha seminato il terrore sul nostro territorio".

"Il mio ringraziamento va ad ogni singolo agente e ad ogni singolo magistrato impegnati in queste operazioni. È grazie al loro lavoro se ai disegni criminali di varia natura è stato assestato un colpo decisivo e Foggia può celebrare una bella giornata di giustizia e di sicurezza".

Emiliano riflessivo
 

LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA, MICHELE EMILIANO

"La notte tra il 25 ed il 26 giugno del 2014 la nostra Regione ed in particolare la provincia di Foggia ha vissuto un attacco criminale realizzato con modalità paramilitari ad opera di una banda dedita all'assalto di caveau di banche e di portavalori nelle province di Foggia e di Avellino".

 

"Oggi, grazie ad una delicata ed estremamente complessa attività di indagine che ha portato all'arresto dei dodici componenti della banda, tutti dobbiamo ringraziare l'infaticabile lavoro della Procura della Repubblica di Foggia, dello SCO, della Questura di Foggia e del Commissariato di Cerignola".

 

"Come ha ben sottolineato il Procuratore Capo Leone Leonardo de Castris, noi rappresentiamo lo Stato e lo Stato deve vincere le partite contro la criminalità organizzata rispettando regole processuali e tempi di indagine anche quando la risposta politicamente più opportuna sarebbe risolvere tutto e subito. A lui, al Questore Silvis, al dott. Cortese, alla dott.ssa Colasuonno ed a tutte le donne e gli uomini che hanno portato a compimento questa fondamentale operazione va la gratitudine mia e del popolo pugliese".

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Pubblicato sul tema: Foggia, terrore e tentata rapina Scalfarotto: attacco dell'antistato

 

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