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Comunali, Desirèe Digeronimo Novità trasversale in movimento

La pagella di Michele Emiliano l’ha gratificata, per la migliore performance nel primo confronto pubblico tra i candidati a Palazzo di Città a Bari. Ma Desirèe Digeronimo, che col Sindaco a fine mandato condivide la matrice giurisdizionale, sa anche che l’apprezzamento può avere una funzione politicamente strategica: in chiave tattica elettorale prossima e futura.

Il suo viaggio nelle pieghe e nelle anse della città continua, all’insegna dello slogan: “Riconosciamo Bari”. Con l’obiettivo di “ricostruire un rapporto di fiducia tra i cittadini e chi si candida a rappresentarli”. E a tal proposito, Desirèe Digeronimo - unica donna nella rosa dei candidati - cita Adriano Olivetti: “Il voto è un atto di fiducia di tanti uomini nei confronti di un solo uomo”.

Dice che oggi è necessario mettersi in gioco, per riconquistare credibilità alle istituzioni e perché è vitale diffondere la consapevolezza che “i problemi si risolvono con le regole della democrazia, e non attraverso la mera protesta”. Per cui, la rinuncia al voto è una delle forme di contestazione più aride e più pericolose di convivenza civile.

Il rischio di appiattimento delle differenze ideologiche, di fronte a una crisi strutturale come quella odierna, è persistente. E nella ricerca dei tagli alla spesa pubblica improduttiva, così come dei modi di alleggerimento della pressione fiscale, i riferimenti a destra e sinistra tendono a uniformarsi e a rappresentare il ritornello di un esercizio retorico. Ne consegue che: “Il problema vero non è dire le stesse cose, ma come ci si accingerà a fare cose diverse”.

In giro per la città si avverte l’esigenza diffusa di ascolto. Una richiesta in crescita vistosa, relativa a  problematiche quotidiane: spesso di piccolo cabotaggio, ma estremamente reali e maledettamente concrete.

“Animo e peculiarità femminili”, in frangenti come questi, ricorda Desirèe, “rendono la donna più attrezzata,  perché anche più abituata, a gestire la contemporaneità di più problemi, e a coniugare determinazione e forza di volontà. Altri due elementi tipici dell’essere donna”.

Certa di volersi confrontare su questo territorio, dove “vivo e ho lavorato”, il cammino intrapreso prova a coinvolgere anche quel pezzo di politica, che viaggia su binari esclusivamente nazionali. Con un preciso e chiaro obiettivo: “Riuscire a volgere l’azione al servizio della comunità, distogliendo l’attenzione dal mero esercizio del potere”.

Da questo punto di vista, una politica che si affida poco alle donne e che lascia vuoti spaventosi di intervento, mostra tutta la sua fragilità di fronte alla funzione suppletiva di figure come quella di Papa Francesco: “evidenziando, informa sempre più imbarazzante, limiti e capacità di risposta”.

La strada indicata da questa sorprendente guida dei cristiani, sottolinea Digeronimo: “declina le parole giuste ed esorta nell’immediatezza della proposta l’antitesi, che diventa valore, alla brutta piega della società. Potere/servizio, Arroganza/umiltà, Globalizzazione/cura del territorio, Indifferenza/presenza (continua e costante)…”.

Taranto ne è esempio a noi prossimo: dove l’azione incisiva del Vescovo di quella comunità sembra aver sostituito e puntellato l’evanescenza d’intervento delle istituzioni cittadine. “La gente ha sempre più bisogno di punti di riferimento”, ripete Desirèe Digeronimo, “e la politica resta l’arte di governare una comunità, nell’interesse della stessa comunità”.

“Perché bene comune”, è la sua chiosa, “non è un’espressione verbale, ma un esercizio pratico e concreto di ciascun politico e di ogni sua relativa attività”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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